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Marx

È  uno dei tre autori detti del SOSPETTO, oltre Freud e Nietzsche.

Filosofo  contemporaneo, unisce la filosofia a  considerazioni politiche, economiche, sociologiche e antropologiche.

La sua tesi di laurea indagava  sulla differenza tra DEMOCRITO ed EPICURO.

Essendo non credente (ma soprattutto per le sue idee dichiaratamente rivoluzionarie, antisistema, sovversive e antiideologiche),  rimane precluso alla carriera accademica, e si dedica al giornalismo. Già sulla Questione ebraica Marx entra in polemica con lo establishment per la sua teoria dell’emancipazione degli ebrei, che non solo si devono emancipare dalla religione, ma anche dalla ordinaria idea di Stato, dalla politica di stato e da una condizione umana non libera. Così come gli ebrei si devono emancipare, l’uomo stesso è chiamato a  questa emancipazione.

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La rivoluzione francese: inizio

RIVOLUZIONE FRANCESE PRIMA PARTE

Ma anche il riepilogo dettagliato  qui

 

 

 

 

La Francia di fine 1700 è il Paese più popolato d’Europa, superando la stessa  Gran Bretagna, con i suoi 25 milioni di abitanti. E’ un Paese alla moda, che ben rappresenta l’Europa, nel senso che tutti i paesi si ispirano a lei.

Certo che la guerra dei sette anni ( 1756-1763) aveva contribuito ad impoverirla notevolmente,  sia per l’ingente costo economico che la guerra aveva comportato, sia per la perdita ingente di due territori immensi coma il Canada e l’India;   anche la sua partecipazione alla rivoluzione americana, verso cui dona la propria Statua della Libertà, in segno di fratellanza, porta alla Francia visibilità, orgoglio, ma certamente non guadagni.

Di fatto nel 1783 il Paese attraversa una grave carestia, che causa il rincaro del costo del pane, che è evidentemente un bene di prima necessità. Questo genera un forte malcontento che si scontra con la magnificenza della vita di corte.

Ma come si era arrivati alla vita sfarzosa e fuori controllo di Versailles?

Volendo ricostruire i passaggi storici salienti precedenti  questa situazione, ecco una macro  sintesi veloce: notte di natale  anno 800 d.c. nasce il sistema feudale con Carlo Magno; 1620 circa   alla corte del cardinale  Richelieu  nasce il sistema degli INTENDENTI, ossia per ottimizzare i costi di un impero troppo vasto, vengono incaricati degli uomini di fiducia  locali preposti alla riscossione delle tasse  amministrative in nome del re, uomini temporanei e con lo scopo di ispettori.

Con il governo di LUIGI XV,  i nobili vengono depodestati  e il potere viene centralizzato totalmente  nelle mani del re.

Viene creata questa immensa Reggia che praticamente è un vasto territorio tutto al servizio della magnificenza regale. Da personaggi attivi e contribuenti, i nobili diventano personaggi passivi ed esonerati dai contributi governativi, definiti per questo una casta, ma come poteva resistere questo sistema onerosissimo che non prevedeva significative entrate?

Tutto a corte deve riflettere la  volontà del re, e quindi lo stesso tesoriere, un certo NECKER,  fa girare la favola  che le finanze di Francia erano floride e sicure.

Quando succede Luigi  XVI, che sposa Maria Antonietta d’Austria nel 1770, il nuovo re intende   proporre una riforma sulle proprietà andando ad istituire un CATASTO GENERALE. Questa idea viene bocciata dai nobili.

Nel 1787  il sistema  entra  in bancarotta non potendo più sostenere spese folli e fuori controllo.

E’ un momento di assoluta crisi, al quale segue la convocazione degli STATI GENERALI (che non venivano convocati dal 1614).

Gli  stati generali erano tre:  LA NOBILTA’ o  BELLATORES, IL CLERO od  ORATORES E IL TERZO STATO o LABORATORES.

OSSIA un 1% + 1% + un 98%.

Dentro il terzo stato confluivano i cosiddetti borghesi, ossia i notabili, i banchieri, e a scendere, i commercianti, gli artigiani fino ai contadini.

Parte una indagine  sulla RACCOLTA DELLE LAGNANZE.

Il marchese LA FAYETTE si occupava dei nobili,  il vescovo  TALLEYRAND  del clero, e il conte MIRABEAU con l’abate SYEIES  del terzo stato.

Ecco una serie di eventi strettissimi ma di enorme portata rivoluzionaria:

5 maggio   1789

ministro e tesoriere NECKER convoca gli stati generali- alla Prima riunione degli            STATI    GENERALI   il terzo stato propone la votazione PROCAPITE (una testa un         voto)     perchè non era giusto che il 98% contasse come il          2%

17 giugno

Il terzo stato si auto proclama ASSEMBLEA NAZIONALE

20 giugno

Il terzo stato trova la porta chiusa e quindi decide di riunirsi in un edificio vicino,             detto della PALLACORDA            dove fanno GIURAMENTO di non sciogliersi fino al     raggiungimento di una COSTITUZIONE, sul modello inglese  cioè sul modello di una     monarchia    costituzionale

9 luglio

Il re accetta per timore di rivolte  e nasce l’ASSEMBLEA NAZIONALE COSTITUENTE   con voto nominale;  viene licenziato il vecchio tesoriere (Necker) e nasce la  GUARDIA NAZIONALE, ossia il popolo a difesa del popolo; per fare questo ci vuole   l’appoggio del re, che presiede  l’esercito, che però temporeggia

14 luglio

presa della BASTIGLIA, non per liberare i prigionieri politici (inesistenti perchè la             Bastiglia era utilizzata più che altro come manicomio) ma per impossessarsi delle armi.

Questo episodio diventa il simbolo dell’inizio della Rivoluzione, un punto di non                ritorno.

A  sostegno di questo momento delicatissimo, viene fatta diffondere nelle                        campagne  l’idea che  il re ed i nobili volessero per vendetta rifarsi sul  popolo

Si innesca una miccia a catena, i contadini impugnano ogni genere di arma, e inizia        la ribellione inarrestabile

17 luglio

il re riconosce la COSTITUZIONE non potendo fare diversamente

4 agosto

L’ASSEMBLEA NAZIONALE COSTITUENTE  DECRETA LA FINE DEL SISTEMA FEUDALE,    quel sistema feudale che era  durato oltre 1000 anni…

26 agosto

viene proclamata la DICHIARAZIONE DEI DIRITTI  DELL’UOMO E DEL CITTADINO, che     sono  LIBERTA’ UGUAGLIANZA  E FRATELLANZA

 

Prima Guerra Mondiale

Fin dall’inizio la guerra non andò secondo le previsioni…e l’ipotesi di un GUERRA LAMPO si rivela un fallimento.

1914 In Belgio i tedeschi, violando la sua neutralità, trovano una certa resistenza, mentre   i russi intervengono in PRUSSIA E GALIZIA, e  già  in ottobre  la guerra di movimento si trasforma in guerra di trincea che significa guerra di macello, perchè l’uso innovativo delle mitragliatrici falcidia i soldati che escono dalla loro postazione, senza permettere avanzate.

GUERRA DI TRINCEA significa quindi  guerra di logoramento, di massacro, dove le truppe vengono messe a durissima prova; molti soldati impazziscono, ricorrono all’autolesionismo oppure al suicidio.

LE BATTAGLIE PRINCIPALI si possono  così riassumere: LA BATTAGLIA DI VERDUN che si rivela un massacro di uomini per una conquista irrisoria; LA BATTAGLIA DELLA SOMME lo stesso, un massacro di uomini e poco guadagno; LA BATTAGLIA DI PASSCHENDAELE ancora uguale, un massacro e nessun guadagno.

A questo punto si cerca di portare lo scontro sul mare, ma anche qui con poco successo.

L’Inghilterra cerca di opporre il BLOCCO NAVALE, per impedire l’arrivo di cibo alla Germania; la Germania risponde con una GUERRA SOTTOMARINA  che arriva all’affondamento del LUSITANIA, una nave che portava molti passeggeri STATUNITENSI. Questo disastro crea un risentimento americano verso i tedeschi.  Gli  USA DECIDONO DI SCHIERARSI   a fianco dell’intesa.

Solo sul fronte orientale la guerra rimane guerra di  movimento , tuttavia a seguito dell’ARRETRATEZZA dell’esercito RUSSO, la Russia  subisce molte perdite e si genera un forte MALCONTENTO POPOLARE..

Quando nel 1917 esplode poi la RIVOLUZIONE INTERNA CON LA STRAGE DEL SISTEMA ZARISTA, la Russia decide di uscire  dal  conflitto, che abbandona con gravi perdite di territori, sotto la guida stessa di LENIN rientrato dell’esilio e messo  a guida dei BOLSCEVICHI.

Nel frattempo nei BALCANI entrano in scena I GIOVANI TURCHI che si schierano con AUSTRIA E GERMANIA.

Purtroppo L’IDEA in sé  positiva di creare uno stato laico e non più  teocratico sottomesso alla legge della sharia  si scontra con la volontà  di eliminare FISICAMENTE LA MINORANZA ARMENA. Sono i TURCHI a sterminare milioni di Armeni, generando  il termine GENOCIDIO,  o con la violenza fisica  o con l’isolamento, abbandonando in territori ostili  donne anziani e bambini senza cibo e senza nessuna possibilità  di sopravvivenza.

Ancora oggi la Turchia nega questi fatti, con il NEGAZIONISMO DI STATO, per ragioni soprattutto pratiche, altrimenti dovrebbe RISARCIRE le vittime di quel disastro.

BATTAGLIA DI GALLIPOLI, CADUTA DELLA SERBIA, QUESTIONE ARABA E …..FRONTE ITALIANO

Sul fronte italiano si combatteva ormai una guerra senza motivazione, dove dilaga il DISFATTISMO, la voglia di disertare e un comando autoritario che manda a morire i suoi uomini senza saperli motivare alla lotta.

Si arriva in questo modo alla disfatta di  CAPORETTO, e tutto per colpa del GENERALE CADORNA.

Cadorna viene destituito e al suo posto viene nominato il generale  ARMANDO DIAZ.

Finalmente la situazione in quel momento disperata si rovescia; DIAZ riesce a motivare i soldati, promette la fine della guerra e una riforma agraria  che avrebbe dato un futuro ai  contadini.

AVVIENE IL MIRACOLO DELLA  BATTAGLIA DEL PIAVE, e finalmente si arriva alla fine della guerra.

testi/cinema utili di approfondimento

le poesie di Ungaretti, che da interventista diventa poeta della guerra e antimilitarista

La grande guerra di Monicelli  e La masseria delle allodole (sul genocidio armeno)

RIFLESSIONI

Il primo conflitto mondiale costa circa 8 milioni di morti, 21 milioni di feriti e 7 milioni di dispersi…

In questa guerra vengono mandati minorenni arruolati come carne da macello

Gli uomini al fronte e le donne rimaste in città fanno la parte degli uomini lasciata vuota. Questo  determina l’unica nota  positiva del conflitto, cioè l’emancipazione femminile di fatto e la nascita del movimento delle Suffragette, ossia le donne che chiedono il diritto di voto femminile  accanto al suffragio maschile.

Altra nota di merito è data anche dal fatto che uomini del sud e uomini del nord si trovano a combattere e a spesso morire l’uno accanto all’altro, e questo va  a  creare un’unità di popolo  e una coscienza nazionale  che prima mancava.

La guerra fu guerra tecnologica e non solo di semplice fanteria. Causa una serie di mutamenti nella società e nella gestione dello Stato; per esempio, in campo alimentare fu imposto il RAZIONAMENTO DEL CIBO e la semina di prodotti agricoli funzionali a sfamare le truppe; in campo industriale si sviluppò l’industria metallurgica e meccanica funzionale all’ARMAMENTO BELLICO; tutto il sistema economico in generale viene  pianificato in funzione della guerra, la stessa informazione viene pilotata verso l’arruolamento volontario dei giovani, e viene proibito ogni dissenso che potesse gettare discredito sul ruolo  dei politici allora al governo.  Quando le cose sembrano potere arrivare alla conclusione, lo stesso Turati rimasto sempre contrario al conflitto decide di partecipare per accelerare l’arrivo dei trattati di pace.

I TRATTATI DI PACE

Vengono guidati dall’imparzialità del Presidente americano WILSON, con la rappresentanza dei paesi vincitori, ossia Usa, Inghilterra, Francia e Italia. Purtroppo il PATTO SEGRETO di LONDRA non viene riconosciuto come valido, soprattutto alla luce del principio che ASSERIVA IL PRINCIPIO DI SOVRANITA’ DEI POPOLI  liberi di decidere a quale paese appartenere.

Si parla di guerra MUTILATA cioè di avere combattuto una  guerra dolorosissima senza neanche avere portato a casa il beneficio per cui si era combattuto. In questo clima nascerà il risentimento italiano che porterà al fascismo.

I trattati di pace vedono anche nascere   L’Organizzazione  delle Nazioni unite (ONU), che però nasce già con gravi dissensi interni.

Da parte dei francesi emerse un sentimento di VENDETTA verso la Germania sconfitta, che vollero imporre alla nazione tedesca condizioni ASSURDE ED IMPOSSIBILI, tali da determinare in sè quella che sarà la ragione prima dell’esplosione del secondo conflitto. La Germania perde enormi possedimenti e viene condannata a pene economiche gravissime ed umilianti.

Questa tesi viene sostenuta da un grande economista,  JOHN  KEYNES, che  collaborerà  alla riforma del sistema capitalistico  durante la crisi del ’29, riuscendo a risanarlo  senza distruggerlo. Il principio keynesiano di fondo è quello di CREARE LAVORO  grazie al MASSICCIO INTERVENTO DA PARTE DELLO STATO.  In questo frangente non viene ascoltato ma addirittura accusato di essere filotedesco.

 

 

Le concause della Prima Grande Guerra

Per la Prima Grande Guerra bisogna parlare di concause:

  • il revanscismo (desiderio di rivincita) da parte della Francia per la sconfitta del 1870
  • le mire espansionistiche dell’Austria/Ungheria   e della Russia verso l’area balcanica
  • la politica mondiale della Germania  che va a scontrarsi con le ambizioni di prima potenza della Gran Bretagna sul campo navale (navalismo)
  • il crescere dei vari nazionalismi

Insomma, le potenze erano tra di loro piene di rancori, che le due Alleanze difensive cercavano di tenere controllati. La TRIPLICE  ALLEANZA1882 –  tra Germania, Austria/Ungheria   e Italia da un lato e la TRIPLICE INTESA –  1907-  tra Regno Unito, Francia e Russia sul fronte delle colonie. Nessun conflitto ma ogni potenza pensa solo ad armarsi sempre di più, soprattutto  Regno Unito e Germania (corsa agli armamenti)

Le mire espansionistiche in Africa  della Germania e della Francia trovano un’intesa; il Marocco viene riconosciuto un PROTETTORATO FRANCESE , ma in cambio deve cedere parte del CONGO ALLA GERMANIA

La questione balcanica si complica; prima l’Austria si prende la Bosnia Erzegovina, allora  la Serbia rivendica la Bosnia-Croazia-Slovenia, protette dalla Russia. Esplodono le guerre balcaniche tra  il 1912 e il 1913.

Nella prima vince la Serbia Bulgaria Grecia e Montenegro  sull’impero ottomano.

Nella seconda che scoppia tra gli stessi vincitori vince la Serbia contro la Bulgaria.

Sono guerre locali dove l’Austria non aveva partecipato direttamente.

Ma è evidente che l’Europa è seduta sopra un vulcano pronto ad esplodere. I malcontenti sono troppi e da parte di tutti, Italia compresa.

La scintilla che fa esplodere la guerra sarà L’ATTENTATO DI SARAJEVO,  28 giugno 1914, da parte di uno studente serbo-bosniaco, dove viene ucciso l’erede al trono austriaco, l’arciduca FRANCESCO FERDINANDO I  con sua moglie.

1914  La reazione da parte austriaca è immediata e durissima; si invia un ULTIMATUM A BELGRADO praticamente inaccettabile e quindi viene dichiarata guerra alla Serbia. Iniziano gli accordi diplomatici, dove la Russia appoggia la Serbia. La Germania non aspetta   altro e dichiara subito guerra alla Russia e alla Francia.  Invade il Belgio per entrare in Francia con una mossa sorpresa.  La sua è una decisione belligerante che vuole intervenire subito per avere la meglio. Per finire il Regno Unito interviene  contro la Germania e l’Austria. Anche il Giappone si schiera contro Germania ed Austria, sempre per i propri calcoli di espansione. L’Italia in questa fase rimane a guardare, non avendo intenzione di entrare in guerra.

Certo che in Italia ci sono schieramenti interventisti e non interventisti.

Tra gli interventisti possiamo mettere  I NAZIONALISTI  capeggiati da Gabriele d’Annunzio  che sono ferrei sostenitori dell’AZIONE , I FUTURISTI  che vedono la guerra come una forza rigeneratrice,  I LIBERALI CONSERVATORI  che vedono nella guerra  maggiore potenza per l’Italia e la sua economia,  I SOCIALISTI RIVOLUZIONARI  come lo stesso Mussolini che viene poi cacciato dal partito  riformista  e allora fonderà il Popolo d’Italia e di seguito il fascismo, i SOCIALISTI RIVOLUZIONARI  come Antonio Labriola  a capo dell’AVANTI,  che vede nella guerra la possibilità di scardinare il capitalismo a favore dell’ascesa del proletariato,   e GLI IRREDENTISTI    come Cesare Battisti che miravano all’unificazione dell’Italia rimasta ancora incompleta.

Tra i neutralisti/non interventisti  possiamo mettere i SOCIALISTI RIFORMISTI , i CATTOLICI   capeggiati dalla Chiesa che non vuole lo scontro con la cattolica Austria,   e  i LIBERALI GIOLITTIANI, consapevoli di non avere i mezzi per affrontare uno scontro militare così importante.

Non ci vuole molto per capire che l’interventismo avrà la meglio, anche se decide di muoversi in sordina, con un PATTO SEGRETO stipulato tra il Re Vittorio Emanuele III, il governo capeggiato da SALANDRA e l’esercito con Londra. (26 aprile 1915 PATTO DI LONDRA)

Questa decisione viene presa senza chiedere il parere del Parlamento.

In cambio l’Italia avrebbe dovuto ricevere l’annessione di TRIESTE, IL TRENTINO ALTO ADIGE, L’ISTRIA, LA DALMAZIA E VALONA IN ALBANIA.  NO FIUME.

Durante le radiose giornate di maggio nel 1915, quando il popolo interventista  va in piazza ad acclamare la guerra  subito dopo la comunicazione pubblica  del patto segreto,   il Parlamento che  avrebbe potuto dichiararsi contro  il sì,  per evitare una crisi istituzionale  appoggia  l’intervento  attraverso il voto dei deputati alla  Camera quasi all’unanimità (solo il partito socialista di Turati vota no), e il 25 maggio 1915 l’Italia entra in guerra accanto alla Triplice intesa.

 riepilogo delle date salienti

1882  TRIPLICE ALLEANZA –  GERMANIA, AUSTRIA E ITALIA  sul fronte europeo

1907 TRIPLICE INTESA- REGNO UNITO, FRANCIA E RUSSIA sul fronte coloniale

1912 1913  LE DUE GUERRE BALCANICHE

28 GIUGNO 1914  ATTENTATO DI SARAJEVO

DA QUESTA DATA A CATENA  LA GERMANIA  DICHIARA GUERRA ALL’AUSTRIA E ALLA RUSSIA  E TUTTI I PAESI  COINVOLTI   SI SCHIERANO  TRA LORO, TRANNE L’ITALIA CHE RIMANE NEUTRALE

2 AGOSTO 1914  ITALIA NEUTRALE

26 APRILE 1915  PATTO SEGRETO DI LONDRA TRA ITALIA E REGNO UNITO

25 MAGGIO 1915   L’ITALIA DECIDE DI ENTRARE IN GUERRA A FIANCO DELLA TRIPLICE INTESA

 

 

Lezione di storia e di arte

L’ora prevederebbe musica, ma di musica so poco, purtroppo, e così mi sposto su STORIA, che invece è il mio pane quotidiano.

Si parte dal libro di testo, che comincia a spiegare la differenza tra storia intesa come passato recente, o storia intesa come passato lontano.

Quindi si parla di storia come RACCONTI che i nonni tramandano ai nipoti, oppure come FOTOGRAFIE che raccontano del passato, oppure come FOSSILI, o come  REPERTI, o come STUDI GEOLOGICI, o come STUDI ANTROPOLOGICI, fino a riparlare della LINEA DEL TEMPO.

Sul muro c’è quella che parte dal 2010, l’anno in cui i bambini di questa classe sono nati, e che poi procede di numero in numero  fino al tempo  in corso.

Ad un certo punto parlando dell’uomo si parla anche di EVOLUZIONE, e allora c’è sempre il bambino che interviene  e che dice “L’uomo viene dalla scimmia…”

E’ vero, l’uomo si è evoluto e prima di diventare  un  OMINIDE apparteneva al genere animale. Pur continuando a rimanere un animale speciale.

A questo punto io mi diverto sempre a fare ragionare i bambini su una palese e famosa CONTRADDIZIONE DEL SAPERE, che è destinata a rimanere tale fino alla fine del tempo.

Chiedo ai bambini “Ma allora, ha ragione la scienza che l’uomo viene dalla scimmia, o ha ragione la religione che dice che l’uomo viene d Dio?”

Sono tutti attentissimi, li sto conquistando tutti, perchè non si aspettavano questo genere di domande, e questo genere di lezione…

I più audaci alzano la mano per tentare risposte: uno dice “Dio ha fatto prima la scimmia che poi si è evoluta ed è  diventata uomo”

Risposta impeccabile, che mette in salvo le due teorie senza lasciarle l’una contro l’altra.

Sono troppo piccoli per portare il discorso sul concetto di FEDE, però li vedo perplessi, è fuori di dubbio che Dio è Dio e che se viene studiato in religione una parte di ragione deve averla anche lui….

Una bambina chiede: “Ma Dio quando nasce?”

Rilancio la domanda alla classe ed esplodo in una domanda “Ma dio nasce???” e loro rispondono NOOOO; continuo  in una serie di espressioni del tipo “Bambini, Dio è Dio e non nasce mai. Lui è DA SEMPRE, Lui è OVUNQUE, ONNISCENTE, IMMORTALE, ecc.ecc.ecc.”

Interviene una bambina cinese che dice “Io non credo in Gesù”

Capisco dove vuole arrivare, i compagni mi spiegano “Lei è cinese”, e siccome l’avevo vista anch’io che lei non era della nostra religione, le chiedo “Di che religione sei?”

Lei mi risponde “Non lo so, lo sa il mio papà”.  Certo, le rispondo sorridendo, ognuno nel mondo ha le sue religioni, e in Cina ci può essere il buddhismo, o il confucianesimo, o il taoismo, o molto più semplicemente l’ateismo….Ma anche loro hanno una loro idea di Dio, o di Bene, come noi abbiamo la nostra.

Non c’è un bambino che non abbia ascoltato tutto con grande interesse, anche i più turbolenti o incasinati;  in un batti baleno si è  creato  tra noi un clima di fiducia e di allegria, di persone che hanno voglia di stare insieme a conoscersi.

Quando arriva la collega mi presenta gli alunni come una classe PROBLEMATICA. Strano, per quell’oretta passata insieme non l’avrei detto, mi sembrava d’avere potuto interagire con diversi alunni decisamente curiosi e capaci di proprio…

NO, le classi problematiche sono ben altre, io le ho avute qualcuna, e non sono paragonabili.

Si passa a fare l’ora di arte, che prevedeva la coloritura di due figure uguali ma con colori assolutamente diversi; i primi freddi ed i secondi caldi, i primi con il blu/viola dominante e i secondi con il giallo/rosso  dominante. I primi che facevano pensare alla primavera, i secondi che facevano pensare all’autunno….

Un bambino subito dice “Ma le due figure non sono uguali…”

Rilancio alla   classe “Quello che ha detto Mattia è giusto?”

“No, maestra le figure sono uguali…” e in effetti lo SCOPO DELLA LEZIONE era proprio quello di fare riflettere sul fatto che LA STESSA FIGURA MA COLORATA DIVERSAMENTE ispira sensazioni diverse, impressioni diverse, emozioni differenti…

E quindi in parte Mattia non sbagliava…

Che bello fare STORIA  ed  ARTE   con i bambini!!!!

 

 

 

 

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