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La scuola senza zaino

La scuola senza zaino

Semplicemente fantastico.

Da farsi assolutamente

 

 

Montessori’s school

noi siamo quello che siamo stati e quello che vogliamo diventare

sorelle agazzi

Io funziono, tu funzioni, noi funzioniamo.

Se per insegnare occorre volere insegnare, per apprendere bisogna volere apprendere.

Un alunno decide di volere apprendere quando scopre che apprendere è bello, è divertente, è utile, è importante, è necessario, è naturale come respirare.

Se è l’alunno che capisce tutto questo da sè, non sarà più la scuola a doversi preoccupare di obiettivi impostidi risultati non raggiunti, di denaro sperperato   e di giovani che andranno ad occupare spazi sociali in fallimento.

Come portare i bambini a questa soglia,  non dovrebbe essere difficilissimo.

Basta essere vicino al bambino, accanto ai suoi bisogni, attenti alle sue richieste, non solo quando sono ben decifrabili e positive, ma soprattutto   quando sono  contorte, nascoste, mascherate e non consapevoli.

Davanti a un comportamento da bullo, ci possono essere due vie da seguire: il rimprovero senza possibilità d’appello con relativa punizione, e  il rimprovero studiato accompagnato da un invito al dialogo.

Se si punisce e basta  otterremo di non fare capire  la volontà di volere includere e non escludere.

Le famiglie sono nuclei che quando funzionano vorrebbero solo poter vedere i loro figli  andare a scuola contenti.

Gli insegnanti sono specialisti che quando funzionano vengono visti dai loro alunni  come persone su cui si può fare conto.

La scuola del futuro sarà quella che darà i voti agli insegnanti;  non più alunni condannati  a subire senza mai avere voce in capitolo, ma alunni chiamati a costruire il proprio piano studi.

Alunni  che abbandoneranno la facile lamentela, la paura di sbagliare, il disimpegno assoluto nel caos  delle contese.

Genitori  che  avranno come primo desiderio  quello del futuro e del presente dei loro figli, nel riconoscimento dei ruoli, delle competenze, delle responsabilità.

Insegnanti  equamente pagati si daranno da fare per una scuola d’equipe, dove il lavoro educativo-formativo verrà   inteso in primis come un lavoro di squadra.

Ma oggi come stanno funzionando le cose?  il presente è problematico, ma non senza possibilità di miglioramento.

Sinceramente, vedo molte opportunità di  far emergere  e far evolvere  le strumentazioni innumerevoli  e  varie  del   mestiere.

Tra queste strumentazioni, non ci sono solo quelle tecnologiche  o cartacee, ma sopratutto quelle umane, quelle personali, quelle emotive, quelle interattive, quelle che per lo più non si imparano tra le pareti universitarie o sui libri.

Ogni insegnante dentro una  medesima situazione, gestirebbe la cosa a proprio modo, in modo diverso; questo “modo proprio”  dipende da chi si è, da come si è, da cosa si sta attraversando.

Ci sono però elementi in comune che accomunano  ogni pedagogia funzionale, ogni forma di approccio educativo e formativo: questi elementi sono l‘osservazione, la riflessione e la sperimentazione.

Il tempo speso nell’osservazione è tempo guadagnato nella didattica; il tempo speso nella riflessione è tempo impiegato  nella progettazione; il tempo speso nella sperimentazione,  è tempo investito  nello sviluppo della pedagogia intesa come qualcosa che si evolve esattamente come l’essere umano.

Osservando  si possono prevenire problemi e richieste, riflettendo si possono trovare risposte e strategie, sperimentando ci si mette sempre in discussione e si allarga il margine di confine della conoscenza.

Concludendo:  l’insegnante è un gestore di persone che gli  vengono affidate per la loro crescita e  che comprende sia l’aspetto relazionale che l’aspetto intellettivo-cognitivo.

Non ci può essere l’uno senza l’altro.

E quando io (insegnante)  funziono,   allora tu (alunno) funzioni  e noi (società) funzioniamo.

Messa  così,  quale folle paese non investirebbe il meglio delle sue risorse nella scuola???

 

 

 

 

io apprendo

prove di embedding

TABELLA DEI METODI

sopra ho fatto una semplice copiatura di indirizzo url attraverso aggiungi media

mentre    per visualizzare slide share in wordpress basta inserire lo short code  dato apposito per wordpress direttamente nel post senza passare da aggiungi media ed il codice viene accettato (magari fai dei tentativi tra text e visuale)

Adesso  devo fare ancora delle prove con altri tipi di video/immagini  per capire come raggirare il problema dell’incorporamento del codice…, come da esempio tenuto da Andreas, così potrò aggiungere  anche quelli   🙂

Ecco, ce l’ho fatta;  anche questo video è stato inserito, nonostante tutto.

il codice nascosto sotto il video al quale io adesso tolgo le due parentesi quadre iniziale e finale  solo per poterlo mostrare in visuale è questo:

gigya src=http://www.educationduepuntozero.it/libs/swf/eduPlayer.swf” width=”400″ height=”338″ style=”undefined” id=”Paolo Ferri: i nativi digitali esistono,

eccome! (7:08)” name=”Paolo Ferri: i nativi digitali esistono, eccome! (7:08)” quality=”high” allowscriptaccess=”always” wmode=”transparent”

allowfullscreen=”true”flashvars=”skinSource=http://www.educationduepuntozero.it/

libs/swf/eduPlayerSkin.swf&coverSource=http://www.educationduepuntozero.it/

Video/2011/04/img/ferri3_big_video.jpg&videoSource=http://libri-media.rcs.it/education/2011/04/ferri3.flv” allowscale=”false”

Mi dimentico che le cose vanno spiegate e non solo fatte; questa abitudine la devo ancora acquisire, scusate,

Da questo esercizio ho compreso che:

  • andando sul sito di  supporto posso sapere se un certo tipo di file non può essere supportato  da wordpress   e come può essere allora gestito
  • spesso si lavora per tentativi
  • a forza di sperimentare si acquisisce esperienza e maggiore sicurezza
  • wordpress è come dice Andreas  più professionale di blogger, mentre blogger è più “divertente” (già  avevo  avuto modo di sperimentarlo io stessa)
  • si impara dai problemi sollevati dagli altri
  • si insegna  esprimendo e condividendo i propri tentativi…
  • a questa pagina è aperto il link per inserire le prove di embed
  • nel villaggio tutto procede a meraviglia, le persone cominciano a simpatizzare  a tal punto da progettare incontri in persona
  • avevo la stupida abitudine di usare la barra degli attrezzi mentre devo acquisire l’abitudine di lavorare in text, altrimenti mi dimenticherò facilmente quello che sto acquisendo
  • ……..
  • ciao