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Giuditta e le sue bugie

Questa  è la storia di un convento dell’Ordine delle Ancelle della carità, che durante gli eventi terribili delle leggi razziali in Italia, decise di accogliere tra le sue mura una piccola ebrea di cinque anni.

La piccola di nome Giuditta, in ebraico  Yeuhùdith, si era dovuta separare dolorosamente dalla madre, che doveva essere  deportata nel campo di sterminio di Auschwitz, e quindi  subito dopo separata anche  dalla stessa famiglia che l’aveva accolta in seno, il tempo necessario di capire quale sarebbe stata la cosa migliore per tutti  da farsi.

Tenere la bambina  o non tenere la bambina?

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Etty Hillesum

Non sapevo  dell’esistenza di Etty Hillesum, e nemmeno immaginavo che il mondo abbia potuto avere in sè la capacità di possedere l’eroismo assoluto anonimo   che solitamente viene associato (intendo dire l’eroismo) ai Grandi eroi mitologici, come ai Grandi personaggi storici noti e celebrati. E’ stata una collega che è sempre molto attenta a queste pillole di generosità, e le va cercando, spulciando, scegliendo, per poi proporle come perle preziose al bisogno inconscio di verità presente nei giovani.

L’eroismo assoluto anonimo non è l’eroismo assoluto famoso. Sono due cose diverse.

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IN DARKNESS

la storia di un uomo qualunque

Ogni volta che ho l’occasione di vedere un film sulla Shoah,  mi stupisco sempre di quello che vedo.

Si potrebbe  pensare che sulla Tragedia  d’Europa  noi tutti  sappiamo tutto.

Sappiamo quello che è successo, che è stata una immane tragedia, che abbiamo l’obbligo di ricordare per onorare i morti  e celebrare l’amore della vita e della speranza.

Sappiamo che nessuno di noi si potrebbe ritenere umanamente normale  nel ritenersi indifferente a questa memoria del tempo passato.

Sappiamo che  chi nega il genocidio degli ebrei, è dichiarabile criminale e perseguibile.

Sappiamo  che il male è banale, ordinario, inosservabile,  e per nulla quella cosa diabolica e complessa, straordinaria ed eccezionale,  che uno si aspetterebbe   che fosse.

Sappiamo, sappiamo e ancora sappiamo.

Quello che probabilmente sappiamo di meno è che in qualunque momento questa terribile  tragedia potrebbe ripetersi; quello che meno sappiamo, nel senso che non ne siamo consapevoli,  è che ogni giorno accadono cose simili verso alcuni uomini in qualche parte della terra, che ormai è tutta costantemente a portata di clic.

Quando arriva il giorno della Memoria, mi sento  pesante, dico la verità;  pesante nel dovere essere e sentirmi testimone di un fatto che non ho vissuto direttamente ma solo per testimonianza di altri.

E così quando scopro, ogni anno  che passa,   storie incredibili, come quella appena trasmessa in tv di quella famiglia che trascorse 14 mesi nascosta da un comune cittadino  di nome Leopold  Socha  nelle fogne di Leopoli , che aveva  la casualità d’essere l’ispettore fognario del paese , e dentro questo mondo cancellato   e sotterraneo  succede di tutto ( l’umanità  che   si fa coraggio, che non molla, che resiste alla fame e alla disperazione, che chiede aiuto, che riceve  compassione,  e che  poi  in parte si perde,   si accoppia,  partorisce, impazzisce, uccide,  celebra funerali, si innamora,  muore, scampa alla pioggia,  e sempre   cantando  e pregando  si ricorda   d’essere ancora viva per alla fine salvarsi..),  io rimango sbigottita.

Rimango sbigottita   e  mi rendo conto di non sapere nulla  di quanto male abbiamo fatto ai nostri simili, di quanto male l’uomo è capace di fare al suo simile, ogni giorno possibile della sua vita;  ma anche di quanto meraviglioso   coraggio l’uomo trova dentro  di sè  per scegliere di rimanere un uomo.

Un essere così fragile, furbetto e finito, capace di diventare un gigante di bellezza e di splendore.

 

 

 

cartoon e shoah

Corri ragazzo corri

Corri ragazzo corri