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Quando l’ottimismo piace…

Bisogna ammetterlo, essere ottimisti aiuta. Non solo aiuta, ma anche piace, diffonde buon umore, stimola energia e voglia di fare.

Andate a sentirvi una delle tante interviste ad Oscar Farinetti, l’imprenditore italiano  tra i più conosciuti all’estero, che ha fatto dell’OTTIMISMO il suo biglietto da visita.

Se effettivamente non fosse chi è e quello che è stato capace di fare, sarebbe legittimo arricciare il naso e pensare “è facile spararle così grosse quando non si hanno problemi e gli affari ci corrono bene, e tutto ci gira per la parte giusta…”

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La lezione del mouse

I bambini di prima arrivano in fila per due, un pò in ritardo, a lezione inoltrata.

Maestra Irene mi spiega   sorridendo che con le prime è sempre così, fa sedere i bambini davanti ai pc già predisposti per loro, dove avevo scaricato preventivamente il programma che sarebbe servito  per la lezione.

Oggi si lavora sul GIOCO DEL MOUSE, ossia su come bisogna imparare ad usare lo strumento manuale che ci permette di interagire in maniera iniziale e funzionale  con la macchina.

Dopo i primi quindici minuti che risultano necessari a che tutti gli alunni trovino la propria sistemazione, attraverso le ripetute raccomandazioni  a non strattonare i fili, a non muoversi con le sedie con le rotelle (da dove è anche facile cadere…), ad alzare la mano in caso di bisogno,  a non fare cose improvvisate  con la tastiera (come scaricare programmi da finestre aperte che dovessero comparire improvvise sul desktop…), e così via, FINALMENTE SI PARTE.

Ad un certo punto  maestra Irene si mette  a canticchiare una filastrocca utilizzata per insegnare  ai bambini  l’uso  corretto  della destra/sinistra,  i bambini  la seguono incantati, io rimango ad ascoltarla questa volta io sorridendo, anch’io incantata dalla sua melodia.

La lezione del Mouse che porterà  la classe ad una vera e propria PRIMA PATENTE DIGITALE, è stato saggiamente presentata dalla collega, che racconta, prendendo il tema alla larga,   che un giorno in una scuola dove aveva lavorato anni addietro, erano andati persino i vigili a consegnare la PATENTE DELLA BICI ai ragazzi di scuola.

Insomma, per imparare a fare una cosa dobbiamo allenarci, metterci alla prova, fare dei tentativi, che alla fine tutti ci arriveremo a questo piccolo e prezioso ATTESTATO DI ABILITA’.

L’insegnante di informatica   mi aveva anticipato   che per bambini così piccoli non era scontato  sapere impugnare correttamente il TOPO, e che poteva richiedere un lungo tempo il  manovrare secondo le ISTRUZIONI date dal GIOCO attraverso le maschere colorate ,  che si susseguono attraverso  comandi e che si organizzano  per graduali difficoltà.

In effetti li vedo alcuni  un poco imbranatelli, molti di  loro non hanno mai usato  un pc, oppure sì lo conoscono, attraverso quello del papà a casa, ma di certo non ne hanno avuto ancora accessibilità.

Adesso se ne trovano davanti uno tutto per sè, questa macchina delle meraviglie che è come una specie di televisione che ci fa vedere cose e persone, ci fa sentire suoni e musiche, ci fa leggere comandi e cose da fare,  e noi dobbiamo sapere stare dietro ai suoi STIMOLI.

DOVE PERO’ SIAMO   NOI CHE GUIDIAMO  LEI E NON VICEVERSA.

All’inizio è la macchina che sembra avere la meglio, e noi sembriamo tanti piccoli incapaci  che si devono armare di tanta pazienza per riuscire a superare il primo ostacolo per  così passare al secondo.

Ma l’insegnante è li pronta ad incoraggiare, a dare consigli, i ragazzini non mollano, è una questione di DOVERE FARCELA, e  presa dalla stessa  emozione che cattura il bambino,   è li che ride con lui, che gioca con lui, e con lui gesticola, applaude, esplode in esclamazioni, tutti presi  insieme in un grande coro e dentro una danza divertente e costruttiva….

Che meraviglia. Adesso GLI ALUNNI   non vorrebbero  più staccarsi dal computer;  ci dicono, a noi maestre, “Guarda ce l’ho fatta” ,  “Evviva, sono già al terzo traguardo”, “Non ci sono ancora riuscito ma adesso riprovo…”

Che spettacolo vederli così presi, attenti, partecipi   e ridenti; non ce n’è uno che non sia stato CATTURATO  dal compito, e  quando arriva il tempo di chiudere perchè occorre andare a mensa, c’è chi dice “Ma di già, io volevo continuare…”

Maestra Irene ed io ci incrociamo nello sguardo, anche a noi è piaciuta immensamente la lezione, e certamente la rifaremo, un’altra diversa, tra una settimana…  🙂

 

Daniel Pennac racconta…

Roberto Vecchioni racconta…

Tra le pagelle, ecco i ritratti trovati sul banco….

Non sapevo della loro esistenza.

Me li sono trovati davanti accanto alle pagelle pronte per la consegna.

Gli alunni sono arrivati già tutti ben colorati, chi sudato per l’oratorio, chi ridente per il tempo libero finalmente conquistato, e chi pensieroso, impenetrabile, assorto nei sui pensieri di adolescente in crescita e pronto a reggere tutte le incalzanti trasformazioni del proprio corpo come della propria mente.

Il genitore  di un mio alunno musulmano è arrivato con la sua tunica rigorosamente nera ma abbellita dalla collana coloratissima che avevamo fatto in classe per la festa della mamma.

Molti già raccontavano  “Domani siamo in partenza”, oppure “Tra una settimana siamo al mare”, mentre Gine, appena arrivata  dalla Sicilia,  è già pronta con la valigia per trasferirsi nelle Marche, e poi ci sono le storie di ognuno di loro che ci riscorrono davanti veloci come in una cinepresa rivista a ritroso…

Santo cielo, cinque anni di vita che si chiudono, che volano via, e dove bisognerà ricominciare. Le maestre come i soldati sono già pronte a rimettersi in pista, con nuovi cicli o con nuove diverse avventure….

Le aule intorno sembrano campi in allestimento, ci sono i banchi sopra sotto e tutto da pulire e rimettere a fresco per il prossimo mese di settembre….

Si son fatte le sette e trenta della sera e la campana suona imperiosa, ci invita ad uscire, che l’Istituto  deve chiudere, non è un albergo dove si può arrivare quando si vuole e ci si può stare fin che si crede….

Di nuovo l’ultimo scambio dei saluti, gli ultimi baci, gli ultimi abbracci…

Io mi incrocio con la mia maestra preferita, il mio angelo custode, perchè è naturale avere le proprie affinità caratteriali o i propri mentori,  e fuori dal cancello il sole caldo del tramonto ci avvolge e ci illumina nei nostri abiti leggeri e variopinti.

Che bella, la Scuola. Ed è arrivata l’Estate…

Saluti ai colleghi, saluti ai bambini

 

Vi porto via nel mio cuore…