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L’idea di contemporaneità e sulla ragione

L’IDEA DI CONTEMPORANEITA’

Si può definire CONTEMPORANEO    un qualcosa o qualcuno che è ATTUALE,  ossia che riflette il proprio tempo.

Non è detto che i temi ATTUALI nascono in tempi recenti, ANZI, possono avere la loro ORGINE in tempi non recenti che affondano nel PASSATO.

Infatti non sarebbe una NOVITA’  scoprire che tempi passati si sono rivelati ANTICIPATORI di tempi FUTURI, PRECURSORI   di tempi futuri.

Il compito di individuare la COLLOCAZIONE STEORICA DI UN TEMA è dello STORICO.

Si può dire che in FILOSOFIA il termine CONTEMPORANEO  si colloca tra 1800 e l’inizio 900.

Sono due secoli di grandi SCOPERTE, di grandi CONQUISTE,  come di grandi catastrofi.

Per esempio, Hegel rimane ancora oggi CONTEMPORANEO,  nonostante  sia morto da  quasi 200 anni, nascendo nel 1770. Rimane attuale perchè il suo pensiero segna una SVOLTA nel modo di intendere la FILOSOFIA e lo studio della STORIA.

Accanto ad Hegel rimangono contemporanei i suoi più feroci OPPOSITORI, che saranno Kierkegaard, Marx e Nietzsche. Tutta la filosofia dopo di loro diventa un continuo GIOCO DI RIMANDI, dove  i pensieri ritornano, si mescolano, si rimandano.

VALGONO ANCORA LE IDEE FORZA DELLA MODERNITA’?

L’autore si chiede se valgono ancora  le IDEE FORZA DELLA  MODERNITA’, che erano il MITO DELLA RAGIONE, DELLA SCIENZA E DEL PROGRESSO.

Attraverso l’elogio della Ragione si era imposto l’individuo come SOGGETTO DEL SUO TEMPO.

La RAGIONE COME METODO DI  RICERCA  aveva messo le basi della SCIENZA.

E tutto aveva portato all’ILLUSIONE  di un PROGRESSO CHE NON SAREBBE MAI FINITO.

Di certo nella CONTEMPORANEITA’  questi miti entrano in crisi, ma anche trovano nuove vie e nuova linfa, per gli irriducibili del POSITIVISMO e della sua possibile affermazione nel tempo.

La stessa SCIENZA E TECNOLOGIA, per quanto in sviluppo e migliorative della vita ordinaria, fino a che punto sono in grado di DARE LE RISPOSTE DI CUI L’UOMO HA VERAMNETE BISOGNO?

Chi sono? dove vado? da dove vengo? perchè esisto?   sono tutte domande che certo non escono dalle scoperte scientifiche e tecnologiche, per quanto grandi e preziose.

Insomma, la stessa idea di PROGRESSO, prima esaltata  e celebrata, subisce una revisione, un RIDIMENSIONAMENTO,  e sicuramente L’ALTERNANZA  di fasi positive con fasi catastrofiche ed oscure.

Dunque oggi giorno siamo nell’era della POSTMODERNITA’, dove domina l’incertezza e la mancanza di PUNTI FERMI DI RIFERIMENTO.

 

QUALE FUTURO PER LA RAGIONE?

Certo che la  RAGIONE  ha contraddistinto tutta la filosofia,  da CARTESIO ad HEGEL  attraverso SPINOZA, LOCKE, PASCAL E KANT.

Non solo, oggi stesso rimane il lume   che illumina il buio dei tempi oscuri, un piccolo lume che mai smetterà di brillare e di fare sperare nella rinascita  di tempi migliori.

Si può parlare di CONSAPEVOLEZZA CRITICA DELLA RAGIONE, ossia la spavalderia e l’arroganza dei grandi sistemi ha lasciato il posto ai piccoli ma tenaci RICERCATORI  silenziosi che mai si arrenderanno alla sconfitta totale dell’uomo.

E’ contro questo FALLIMENTO DELLA RAGIONE  che si muovono MARX E NIETZSCHE, EINSTEIN E FREUD, tutti i  precursori  del  post moderno che è il tempo in cui noi oggi viviamo.

Fino ad arrivare all’era della GLOBALIZZAZIONE,  che mette definitivamente in crisi  l’idea di una RAZIONALITA’  che possa far  fronte alle grandi sfide che ci attendono, quali la disoccupazione dilagante, il sempre maggiore divario tra ricchezza e povertà, il pericolo del terrorismo islamico ed altre forme di diffusa criminalità che sembrano rinascere  più forti   dalle loro  pur evidenti  sconfitte.

Dentro questo marasma la QUESTIONE FILOSOFICA SI IMPONE PIUì CHE MAI ATTUALE:

  • quale può essere il ruolo della filosofia oggi?
  • la filosofia ha ancora qualcosa da dire?
  • in che senso si può avere BISOGNO DI NUOVE FILOSOFIE?

Appare evidente il BISOGNO DI UN IMPEGNO RIFLESSIVO.

Sono grandi le problematiche oltre quelle citate; occorre ricordare il DEGRADO DEL PIANETA, IL RISCHIO DI ESTINZIONI DI SPECI, IL PROBLEMA DELLA MANIPOLAZIONE GENETICA, LA MESSA IN CRISI DELLA STESSA SOCIETA’ ORDINARIAMENTE INTESA,  ED ALTRO….

Appare  evidente il RUOLO ETICO DELLA FILOSOFIA.

Non solo la filosofia ha ancora da  dare molto, ma è chiamata al suo preciso ruolo ETICO.

Ci   vuole impegno, coraggio, coerenza, volontà e pazienza.

E c’è bisogno di tutti, nessuno escluso.

ARTHUR  SCHOPENHAUER

Tra i filosofi che metteranno per primo in discussione l’idea di individuo come SOGGETTO  sarà proprio  SCHOPENHAUER ( 1788- 1860) , il più feroce oppositore di Hegel,   che lui stesso   definiva in pubblico  UN BIECO CIARLATANO che aveva tessuto le lodi dei FUNZIONARI DELLO STATO, elevati da semplici servi di una causa a loro imposta,  a detentori della verità.

Per Schopenhauer l’uomo rimane un individuo vittima di un meccanismo più grande che tende a CONTROLLARLO, DOMINARLO E PRIVARLO DELLA SUA LIBERTA’, senza che lui se ne abbia nemmeno ad accorgere.

La notorietà di Hegel era all’epoca talmente assoluta che le sue lezioni andavano quasi deserte, e per questo il filosofo decise di vivere di rendita, occupandosi solo di scrivere e viaggiare.

Ha  modo  di conoscere/approfondire la cultura orientale, leggendo testi importanti della filosofia indiana e di aftto APRENDO LA CULTURA OCCIDENTALE  allo strano mondo dell’Oriente, così affascinante e misterioso.

La sua visione pessimistica e antiprogressista lo allinea al pensiero tormentato e doloroso dell’altro grande oppositore di Hegel, cioè Kierkegaard, di cui si vedrà in seguito.

Inizia a delinearsi LA SCONFITTA DELL’IO, IL MONDO COME SEMPLICE VOLONTA’ E RAPPRESENTAZIONE, un teatro dove semplicemente si è ridotti a comparse.  L’unica arma che può essere opposta alla falsità del mondo è quella dell’ASTENSIONE, ossia del sapersi mettere da parte, e in questo esercizio risulta utile scoprire   il sentimento della  COMPASSIONE, della PIETAS verso le travagliate sorti del mondo.

Emerge una vena IRRAZIONALE  contro la ridicola pretesa dell’ INFALLIBILITA’ DELLA RAGIONE.

Questa ragione così infallibile non ha evitato al mondo ogni genere di vizio e di malvagità, si sopruso e di devastazione.

Contro Hegel il filosofo oppone la RIVALUTAZIONE DI KANT E DI PLATONE, VERI CAPISALDI DEL PENSIERO IDEALISTA E CLASSICO. Di Platone esalta il CELEBRE MITO DELLA CAVERNA; nulla è come appare, la verità ci sembra vicina per poi subito sfuggirci, tuttavia il fatto stesso di sapere quanto sia precario il SAPERE, rende l’uomo SAGGIO.

ESALTAZIONE DELLA SAGGEZZA CONTRO LA RAGIONE FINE A SE STESSA   CHE NON SALVA NESSUNO.

 

 

 

Voltaire, la nascita della ragione

Voltaire