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I totalitarismi

Il 900 passa alla Storia come il secolo dei totalitarismi, che sono tre, ossia lo STALINISMO, IL FASCISMO E IL NAZISMO.

Ci sono diverse correnti di  pensiero sul merito; un distinguo va fatto sullo stalinismo   che fu un totalitarismo di sinistra, contro gli altri due che sono stati totalitarismi di destra. Un altro distinguo bisogna farlo tra il fascismo e il nazismo, dove il primo viene detto un totalitarismo imperfetto, mancando di un sistema di annullamento totale delle parti avverse; in Italia infatti Mussolini non può eliminare la Chiesa e non può  eliminare il re e la monarchia come istituzione dello Stato, mettendosi in rapporto con rappresentanti della società  che lui non può annullare, come accadde invece nel nazismo.

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Lettere da Berlino

Lettere da Berlino si ispira ad una storia vera.

Racconta di una coppia di tedeschi che perde l’unico figlio mandato in guerra durante l’occupazione  di Parigi, dove trova la morte.

Questo lutto inaccettato apre gli occhi alla madre e al padre  del giovane, prima sottomessi come un’intera nazione alla dittatura del Fuhrer, e poi decisi a ribellarvisi con tutte le loro forze, seppur in maniera sibillina.

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SEI MAPPE SUL NOVECENTO

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Edith Stein e l’empatia

 

 

L’EMPATIA

  • Letteralmente significa la capacità di mettersi nei panni di un’altra persona, sentendo e quindi comprendendo quello che vive, pensa ma soprattutto sente
  • Questo termine nasce con la filosofa Edith Stein che se ne occupa nella sua tesi di dottorato nel 13′
  • La particolarità del pensiero della Stein ( filosofa discepola di Husserl, inizialmente atea ma poi si converte al cattolicesimo) è di sostenere che empatizzando con l’altro noi non arriviamo a essere  un unico con lui, anche se  lui rimane se stesso unico e irripetibile, noi  rimaniamo  noi  stessi  unici  e irripetibili. La cosa di rilievo  è che dopo l’atto empatico  il mio  io come persona si sente   arricchito, cambiato;  e trovandomi nella stessa condizione del mio altro  sentirei le stesse cose che lui ha sentito. Ossia il momento fondamentale  dell’empatia  è quanto l’altro sentito empaticamente sia in grado di cambiarmi, trasformarmi, arricchirmi. Grazie al fatto che io ho saputo aprirmi, accoglierlo, condividerlo, confrontarmi;  mi sono resa disponibile.

 

Domande da farsi:

  1. COME è POSSIBILE EMPATIZZARE CON QUALCUNO?
  2. TUTTI POSSIAMO FARLO?
  3. PERCHE’ E’ IMPORTANTE PROVARE EMPATIA?
  4. COSA NON E’ L’EMPATIA

PRIMA RISPOSTA:   possiamo provare empatia per qualcuno in quanto   ogni essere ha in comune il corpo, l’anima e lo spirito; il corpo è la parte fisica-sensoriale; l’anima è la parte interna e non visibile  che si  unisce al corpo nelle sensazioni (anima sensibile)  e si unisce allo spirito nelle  idee e nei sentimenti (anima spirituale), cioè è il tramite tra la parte più bassa e la parte più alta della persona, ed è conosciuta come il nostro mondo interiore; lo spirito è la parte che ci eleva verso qualcosa che non siamo più noi, perchè è altro da noi,  è quello che abbiamo ricevuto in dono dalla Vita, è quello che limita la nostra libertà perchè  così come ci è stato dato gratuitamente, deve anche tornare a qualcosa, cioè allo Spirito con la S maiuscola che tutto ha creato e crea, l’Essere che chiamiamo Dio. E’ lo spirito guidato dallo Spirito  che permette l’empatia, cioè la capacità di sentire l’altro e quindi di cambiare noi stessi, diventando migliori di come eravamo. Persone si nasce ma soprattutto  si diventa,  cercando di  vivere  nella maniera  migliore per noi.

SECONDA RISPOSTA: dalla prima risposta consegue anche la seconda; sì,  tutti possiamo provare nella nostra vita empatia per qualcuno,  per le ragioni sopra dette,  ma solo noi stessi possiamo renderlo possibile, con le nostre scelte, con il prenderci cura di noi stessi e del mondo che ci circonda,  con il senso di responsabilità  verso quei  valori  che possono  aiutarci  a fare il Bene  non come una entità astratta e staccata dalla quotidianità,  ma come la forma più immediata  di fare quello che pensiamo e siamo.

TERZA RISPOSTA:  è importante potere provare empatia  perchè è  l’unico modo   che ci permette di potere essere solidali in una maniera vera e completa,  di poterci aiutare in una maniera profonda, di poterci  arricchire  incontrando l’altro che è diverso da me, così come io posso arricchire qualcuno che prova empatia per me stessa.  Senza empatia noi tenderemmo ad usare solo il livello razionale della conoscenza,  che però non coinvolge l’aspetto emotivo  e dunque ignora una parte importante della persona che è la mescolanza di ragione e sentimento,  anima, corpo e spirito,  libertà e dovere. Infine l’empatia permette di sentire anche l’Essere assoluto, cioè Dio, sapendoci mettere accanto a Dio, con Dio, vicino a Dio come di più non si potrebbe. E naturalmente questo presuppone che sia anche Dio che ci viene a cercare.

QUARTA RISPOSTA: l’empatia  non è un vago sentimento di comprensione dell’altro, non è essere simili a qualcuno in cui ci identifichiamo, non è sapere essere simpatici o avere una buona comunicazione, non è saper essere socievoli,  non  è  prendere le difese di qualcuno  che non sappiamo chi sia ma di cui riconosciamo  la ragione;   l’empatia è  provare/sentire lo stesso complesso emozionale fisico psicologico e antropologico  che qualcuno ha provato  accanto a noi.

Note biografiche: Edith Stein nasce in Polonia nel 1891;  diviene filosofa e poi mistica dell’Ordine delle Carmelitane scalze;  in quanto ebrea viene imprigionata dal nazismo nei campi di concentramento di Auschwitz  dove   morirà nel 1942, vestendo l’abito di  monaca.

Compito:   Prova a ripetere con le tue parole  spontanee   cosa hai capito sulla empatia e mandamelo senza timore all’indirizzo mail  qui indicato  dallomo.antonella68@gmail.com

Io stessa lo pubblicherò,  se vorrai, sul blog didattico che uso  e che si intitola           Labadec.wordpress.com