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Ma rimangono gli alberi…

la mia folle passione….

ancora la libertà di scena

Questa volta è una classe quinta la protagonista:

ecco le loro risposte più o meno simili a quelle scelte in classe, alcune devo ancora trovarle…

I loro commenti sono stati:

  • crediamo d’essere liberi ma non lo siamo
  • tutto ci condiziona
  • la libertà è solo una vuota parola
  • la libertà è seguire la direzione che scelgo
  • la libertà  è spaziare
  • è  gettarsi da una montagna col   parapendio
  • è avere lottato per diventare libera e vivere per lasciare la stessa libertà ai miei figli
  • è come la statua  della libertà a New York
  • è un pesciolino  rosso che salta dalla sua vasca per  raggiungere il mare dove c’è già un altro pesce come lui che lo aspetta
  • è una cavallo lanciato al galoppo   libero
  • è un lucchetto di cui io dispongo la chiave
  • è potere seguire libera il mio pensiero
  • è  raggiungere una meta che viene sempre spostata oltre quella raggiunta e questo lascia come un senso di  mai  compiuto
  • è una catena che vine spezzata
  • è un’aspirazione  di cui non si ha nessuna  certezza  però tutto può accadere
  • per quel che mi riguarda, è imparare a pensare…

e poi ancora,  è un qualcosa di troppo grande che potremmo stare qui fino alla fine del tempo a parlarne, senza esaurirla

I ragazzi hanno gradito,  hanno gradito di potere  essere invitati   ad essere loro stessi.

 

interrogati sulla libertà…

i ragazzi rispondono così:

  • per me è sentirmi libera da tutti i pensieri
  • per me è liberarmi dalla mia prigione che sono io
  • per me è esprimere energia dentro una squadra
  • per me è stare sopra una altalena
  • per me è immaginarmi con qualcuno in una certa situazione libera
  • per me è una illusione, noi crediamo di esserlo, ma non lo siamo
  • per me è una fantasia, noi non siamo liberi ma controllati
  • per me è potere stare  in casa mia con lo……in libertà
  • per me  è superare un limite   e diventare come gli altri anche se siamo diversi
  • per me  è potere  spaziare libera, una sensazione di  leggerezza
  • per me sono due cavalli che corrono in libertà
  • per me è come un’aquila che vola alta
  • per me è liberare la mente dalle sue prigionie, la libertà è nella capacità della nostra mente
  • per me è liberazione da qualcosa che ci opprime
  • per me è pensare a quello che ho fatto ma non dovevo e a quello che non ho fatto ma dovevo fare
  • per me libertà e uguale a felicità
  • per me è dire quello che si pensa senza preoccuparsi del giudizio degli altri…
  • ….

Classi  coinvolte :  due   prime superiori.

Molti  hanno preso l’attività sul serio,  pur non essendo obbligatoria;  alcuni l’hanno snobbata per non volersi mettere in gioco, qualcuno ha barato nel senso che non ha detto quello che pensava, qualcuno ha risposto  in tono di provocazione,  qualcuno  non ha saputo cosa dire…

Immagini selezionate dalla rete tra le più  rappresentative

 

 

 

La libertà e il libero arbitrio

testo per una prima o seconda classe superiore presentato dentro un contesto confessionale condiviso

LA LIBERTA’

La libertà  è un valore che nasce nella civiltà greca, e che si sviluppa nella civiltà romana, divenendo sinonimo di libertà politica.

Ossia l’uomo libero è colui che in sostanza va a votare, può esprimere il suo parere dentro una società di cui fa parte, è un cittadino riconosciuto  della comunità a cui appartiene, ha un rapporto paritario con la legge che lo governa.

Nel tempo questa parola si è evoluta o complicata,  diventando sinonimo di liberazione da qualcosa o da qualcuno che ci opprime e ci tiene schiavi; possiamo fare diversi esempi, dalla schiavitù di un popolo, alla schiavitù  di una  necessità personale  come la povertà, la mancanza di lavoro, la mancanza di servizi.

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e se lo dice mario lodi…

http://francescocallegari.blogspot.it/2014/06/educare-uomini-liberi-mario-lodi-1922.html

Lasciamoli liberi

Nel 1970 andavano a scuola a piedi e da soli l`80% dei bambini inglesi dai 6 agli 11 anni, nel 1990 solo il 10%.
Da recenti ricerche del CNR risulta che in Italia vanno a scuola a piedi senza essere accompagnati il 12% dei bambini di scuola elementare mentre il 70% viene accompagnato in macchina.
Le percentuali di autonomia calano all`8% al nord e crescono al 30% al sud; sono più basse quando i genitori hanno un titolo di studio più alto. Altre ricerche italiane ci dicono che solo il 50% dei ragazzi di scuola media va a scuola senza l’accompagnamento adulto. Questa situazione dà luogo a situazioni assurde: i nostri ragazzi ricevono il motorino senza mai aver sperimentato la libertà e la responsabilità di spostarsi senza il controllo degli adulti.
I bambini vivono la loro giornata fra scuola, casa, corsi pomeridiani e TV; sono sempre assistiti e vigilati da adulti, sia a scuola che nelle attività pomeridiane. È diventato per loro impossibile vivere esperienze di scoperta, esplorazione e avventura: è quindi per loro impossibile una vera esperienza di gioco. L`adulto che accompagna il bambino nelle varie tappe della sua giornata non può permettergli di correre rischi, ma il rischio è una condizione necessaria per procedere nello sviluppo delle capacità e delle competenze.
Affrontando gli ostacoli e mettendo alla prova le sue competenze, il bambino non si espone mai al di là delle sue capacità e può provare la soddisfazione del superamento delle varie prove. Non potendo mai correre rischi per la presenza vigile degli adulti, il bambino non può verificare e consolidare le sue capacità e competenze e accumula un grande desiderio di rischio inespresso che rischia di esplodere anche in forme pericolose quando il controllo dell`adulto non sarà più possibile.
L`unica possibilità per i bambini di sperimentare le loro capacità, esplorare l’ambiente, scoprire cose nuove, elaborare criteri di controllo del rischio, norme di organizzazione del tempo e dello spazio è che possano avere periodi di tempo nei quali incontrarsi fuori casa, con altri bambini e senza la presenza di adulti incaricati della loro sorveglianza.
Andare a scuola con i compagni e non con i genitori, uscire nel pomeriggio per giocare, andare al negozio per fare compere, andare da soli in piscina, vanno considerate esperienze di grande valore.
È importante che l`autonomia dei bambini cresca con loro a partire dai primi giorni di vita e senza mai interrompersi: meglio una coperta del box, perché dalla coperta si può uscire e dal box no; più tardi uscirà dalla porta di casa per giocare sulle scale o sul pianerottolo, poi in cortile, poi sul marciapiedi e poi sempre più lontano man mano che le sue capacità glielo permetteranno.
Questi momenti di organizzazione autonoma del tempo e dello spazio permetteranno anche di muoversi liberamente evitando il rischio di obesità, di elaborare meccanismi di controllo dello spazio, del tempo e di difesa di fronte ai pericoli, indispensabili per evitare i troppo frequenti incidenti dell`adolescenza.
Francesco Tonucci, “Un pediatra per amico”, n. 4, luglio-agosto 2011

ribloggato da Diapason

per insegnare il coraggio dei bambini ai bambini

La locandina di Un salto verso la libertàUn salto verso la libertà

LA TRAMA

Azad è un ragazzino  di 12 anni  del Kurdistan  che ama il salto in alto e ritiene Kajsa Bergqvist il suo eroe. Separato dalla famiglia insieme al fratello Tigris, a causa della guerra, finisce in Svezia per errore, con uno zio e la sua famiglia.

Nel giro di pochissimo tempo  si trova gettato in un paese che non è il suo, con una identità falsa, maltrattato perchè  visto come un peso, al seguito di un fratello che ha perso la volontà di parlare dopo  un evento traumatico  e  tormentato  dal  triste (ma errato) pensiero che i genitori abbiano appositamente voluto abbandonarli.

Fortunatamente  con l’aiuto di un simpatico venditore di hot-dog e del ragazzo più “cool” della nuova  scuola  che si trova a frequentare, cerca di ritrovare la strada di casa…

E  ci riesce, grazie  a questi amici preziosi, grazie alla sua voglia di lottare che non viene mai meno,  e grazie  alla sua abilità specialissima  di saltare in alto come un uccello leggero  verso la libertà.

In questo contesto  la libertà diventa automaticamente la tanto agognata  felicità.

Dopo tanto patire, tutto arriva in un sol giorno, come nel giorno dell’apocalisse, quando  inaspettatamente ritrova i suoi genitori che non avevano mai smesso di cercarli, il fratello per la gioia recupera l’uso della parola, incontra  in carne ed ossa   il suo idolo sportivo   e vince la staffetta della sua vita.

Cosa mai volere di più???

Bella la trama, realistica la sceneggiatura…

per poi fare riflettere ecco il questionario