Archivi tag: HEGEL

Hegel scheda sintesi

Nasce nel 1770 e muore nel 1831

IL SUO CAPOLAVORO        LA FENOMENOLOGIA DELLO SPIRITO

Vive con entusiasmo tutti gli eventi della rivoluzione francese, soprattutto il periodo napoleonico, che osserva con grande interesse.

IL FILOSOFO E LE RELIGIONI :

LO SPIRITO DEL CRISTIANESIMO ED IL SUO DESTINO

Riflette molto sul cristianesimo e sulla figura di Gesù, visto come un essere speciale e di altissimo valore morale, però in un primo momento  critica la religione e la Chiesa che hanno ridotto il messaggio di Cristo in dogma e in pratica che si cala dall’alto e che perde la sua valenza INTERIORE.

Hegel critica anche l’ebraismo e la religione greca, la prima perchè si rivela una disgrazia perenne, il destino di solitudine e morte continua di un popolo che non ha compreso tra i suoi profeti  proprio la figura di Gesù; la seconda perchè non ha  saputo rigenerarsi e sopravvivere nel tempo, soffocata dalla modernità e da un mondo sempre più complesso.

Questo non vuol dire che nel futuro non si possa recuperare la speranza e la bellezza del messaggio d’amore portato avanti dal Cristo. Rimane aperta questa possibilità con la  CONCILIAZIONE tra uomo e Dio.

Se la religione ha fallito, non fallisce   la FILOSOFIA  come   FORMA DI CONOSCENZA PERFETTA

I PUNTI DELLA SUA TEORIA

  1. IL FINITO SI RISOLVE NELL’INFINITO (dialettica tra tesi o affermazione, antitesi o negazione e sintesi o riaffermazione della tesi)
  2. RAGIONE E REALTA’ SI IDENTIFICANO (ciò che è reale è razionale e ciò che è razionale è reale)
  3. LA FILOSOFIA HA LA FUNZIONE DI GIUSTIFICARE IL MONDO (missione del filosofo e soprattutto di Hegel che ha realizzato la filosofia e che dopo di lui non potrà aggiungere nulla di nuovo)

Il finito si risolve nell’infinito nel senso che non esiste un finito per se stesso ma solo in funzione del tutto, e il tutto è qualcosa che diviene  attraverso le sue varie parti.

Ragione e realtà coincidono perchè tutto ciò che in sè momentaneo e reale è solo una tappa del tutto che sta divenendo dentro il cammino inarrestabile dello spirito assoluto.

Insomma, tutto quello che accade doveva essere, non poteva non essere, è un passaggio necessario. Si parla di PANLOGISMO,  di GIUSTIFICAZIONISMO  nei confronti della  storia e di MONISMO PANTEISTICO  (il finito è l’infinito stesso)

DI TUTTO IL SAPERE, SOLO LA FILOSOFIA E’ LA FORMA PIU ALTA  CHE SA LEGGERE LA STORIA.

LA STORIA è storia della REALIZZAZIONE DELLO SPIRITO.

“IO SONO IL FILOSOFO CHE LO HA CAPITO E DOPO DI ME LA FILOSOFIA NON POTRA’ CHE FERMARSI.”

Hegel non è autoreferenziale, si rende conto di quello che dice. Però non comprende che in effetti ci poteva stare la possibilità di un contraddittorio di tutti quei filosofi che  non si riconoscono nel suo panlogismo.

Per ora c’è Hegel  e la sua filosofia ottiene un immenso successo. E’ senza dubbio DOMINANTE.

PERCHE’ HEGEL HA UN GRANDE SUCCESSO

Hegel piace perchè dà certezze e rassicurazioni, perchè mette l’uomo al centro della storia e non un uomo qualunque ma l’uomo idealista ed espressione dello Stato  che  si fa guidare dalla filosofia facendo politica.  Il saggio e il sapiente non può che essere filosofo, e non può che mettere il suo sapere al servizio dello STATO che è la realizzazione più alta dello spirito. I singoli uomini non hanno valore per se stessi ma solo come strumento del tutto e di un disegno che deve compiersi.

LA FENOMENOLOGIA DELLO SPIRITO  non è che lo spirito che si manifesta così come  deve essere, secondo principi di etica e di giustizia assoluti.

Emerge l’idea di STATO , che per quanto illuminato da saggi,  darà in seguito   spazio all’idea di STATO  ASSOLUTO E TOTALITARIO,  anche se Hegel ancora non se ne rende conto.

LA RIPARTIZIONE DELLA FILOSOFIA

La filosofia si ripartisce in tre parti:

  1. L’IDEA IN SE’ o idea pura
  2. L’IDEA FUORI DI SE’ o natura
  3. L’IDEA CHE RITORNA IN SE’ o divenire dello spirito

Alla prima parte spetta la LOGICA (il mondo delle idee in sè), alla seconda parte spetta la NATURA (il mondo della fisica e della meccanica), alla terza parte spetta la FILOSOFIA COME REALIZZAZIONE DELLO SPIRITO soggettivo (gli individui), oggettivo  (le leggi) e poi assoluto (arte, religione e filosofia).

Il pensiero prima è  astratto con l’intelletto , poi dialettico negativo con la ragione dialettica , e poi speculativo positivo con la ragione speculativa.

 

IL  GRANDE  LIMITE DI HEGEL

Tutto del sistema hegeliano dà rilievo al TUTTO  e annulla il singolo. L’individuo in sè  non conta nulla, è solo un  ACCIDENTE  della storia.

Per questo Hegel segna un punto di non ritorno tra  il prima e il dopo, lui mette le basi del mondo   contemporaneo, che  sarà  un mondo altamente tecnologico ma disumanizzato,   e  nello stesso tempo  mette le premesse  per la filosofia antihegeliana   che sarà  con i filosofi esistenzialisti  (Schopenhauer e Kierkegaard)  e con i filosofi  del sospetto (Nietzsche Freud e Marx)

 

I MERITI DI HEGEL

-Superamento dell’ILLUMINISMO  che si era fermato a dire quello che gli uomini vorrebbero che la storia fosse,  senza però capire che ciò che conta è quello che l’uomo fa accadere nella storia.

Il sogno   finisce e inizia la realtà ch coincide con la RAGIONE.

-Superamento del KANTISMO, che si era fermato al dualismo essere o non essere.

-Superamento del ROMANTICISMO,  che si basa sul sentimento, l’arte e la religione,  quando nella sua forma più alta del sapere  non può che basarsi sulla RAGIONE  che è solo della FILOSOFIA.

-Superamento di FICHTE  che solo a parole  parlava di unità tra soggetto ed oggetto, rimanendo dentro la trappola del dualismo.

 

 

Hegel, atto finale

Con Hegel si passa da una concezione PROGRESSISTA ED ESCATOLOGICA  della storia ad una  concezione  PROGRESSISTA E SECOLARIZZATA, che abbandona il senso di TRASCENDENZA  a beneficio  della totale IMMANENZA.

Addio alla  Divina Provvidenza di manzoniana memoria, addio al concetto circolare e ciclico della storia tipico del mondo geco; nella vera storia TUTTO ACCADE IN PROGRESSIONE,  e nel tempo si manifesta LO SPIRITO DEI POPOLI.

Tra gli uomini ci sono degli illuminati, SPIRITI VEGGENTI, che prevedono ciò  che “STA PER ACCADERE”,  che incarnano la nascita di nuove ere.

Carlo Magno, Giulio Cesare, Napoleone…, ne sono tutti degli esempi.

Attraverso le loro personali ambizioni, questi Grandi  Uomini Interpretano lo spirito del cambiamento, muniti della loro ASTUZIA RAZIOCINANTE

In psicologia si forma il concetto di ETEROGENESI DEI FINI, ossia mentre che il singolo persegue il proprio fine,  nella realtà  collettiva accade ALTRO, cose che non si erano preventivate, ma che alla fine  succedono.

Si  ripete che nella concezione di storia di Hegel non ha importanza l’accidente  che accade al singolo, conta solo ciò  che  oggettivamente accade   nella Storia.

Contro questo disprezzo del singolo sorgerà  tutta una corrente di pensiero antagonista (Schopenauer, Kierkeegard, Feuerbach, fino allo stesso Nietzsche), che rivendicherà le ragioni dei singoli contro le ragioni dello Stato.

L’ultima TRIADE HEGELIANA parla di ARTE, RELIGIONE E FILOSOFIA.

Nell’ARTE   si distingue quella  SIMBOLICA, CLASSICA E ROMANTICA.

Nella prima domina la materia sullo spirito, nell’ultima domina lo spirito sulla materia, mentre nella classica c’è un’armonia tra spirito e materia. La forma di arte più immateriale è la MUSICA.

L’INTUIZIONE GENIALE DI HEGEL è di avere compreso LA MORTE DELL’ARTE,  non nel senso che non ci sarebbero stati più artisti, ma nel senso che l’arte aveva finito di essere L’ESPRESSIONE DEL BELLO  per diventare  L’ESPRESSIONE LIBERA DELL’ANIMO UMANO. Un esempio assoluto di questo sarà PICASSO, che da artista classico si trasforma in artista del TRAGICO, DELL’IRRAZIONALE, DI QUELLO CHE TORMENTA IL MONDO E LA SUA ESISTENZA. EMERGE L’INCONSCIO, SI ROMPONO TUTTI GLI SCHEMI.

Si sta preparando   l’avvento della  PSICANALISI (Freud)

Nella RELIGIONE  si distingue la religione che si nasconde nella natura, poi la religione greca che emerge attraverso il mito, e infine la religione che si compie nel cristianesimo con la CONCRETIZZAZIONE DI DIO ATTRAVERSO SUO FIGLIO, punto culminante del processo religioso.

Ecco, così come la religione si è compiuta, ora spetta alla FILOSOFIA DI COMPIERSI.

CON HEGEL, dice Hegel,  la FILOSOFIA e’ ARRIVATA  AL SUO MASSIMO SPLENDORE, ALLA SUA APOTEOSI, e dopo di me, dice sempre  Hegel,  la filosofia non potrà che declinare.

In effetti Hegel ha una preveggenza drammatica.

Bisogna entrare dentro un autore per capirlo.

Al tempo di Hegel fare filosofia significava essere e pensare come Hegel.

Le sue lezioni erano gremite, e quelle degli altri  andavano quasi  deserte.

Ritorna il monito kantiano che raccomandava ai suoi studenti di essere CRITICI, INTELLIGENTI, RIFLESSIVI…ma  Hegel, per il momento,   è circondato solo da ammiratori abbacinati e privi di senso critico.

8 novembre 2018

 

 

Lo spirito oggettivo in Hegel

Si parla dello SPIRITO OGGETTIVO DI HEGEL, lo spirito più importante in assoluto per il pensiero hegeliano.

Durante lo spirito soggettivo tutto accade dentro il soggetto, e questo per Hegel  ha importanza solo per il singolo.

Durante lo spirito assoluto si conclude il cammino dello spirito, e come dire, quel che è stato fatto appartiene alla Storia.

Ma durante lo spirito oggettivo, cioè nel tempo di durata dello spirito oggettivo, è in questo momento che lo Stato, interprete vero ed unico del tempo, manifesta se stesso, il suo potere, il suo compito, la sua forza.

RICORDIAMO, tutto ciò che è REALE  è per Hegel  RAZIONALE,  e tutto ciò che è RAZIONALE è di per sè REALE.  Nella CONCRETEZZA  c’è la verità.  Tutto il resto è chiacchiera senza costrutto.

Ma di quale RAGIONE sta parlando Hegel? Quella dello STATO, che attraverso i suoi FUNZIONARI, FA  LA STORIA,  DECIDE DELLE SORTI DEI SINGOLI, CHE SONO NIENTE DI FRONTE AL TUTTO.

IL VERO E’ L’INTERO, e l’intero NON E’ LA SINGOLA SOMMA DELLE PARTI. E’ molto di più.

La triade spirito sogg, spirito ogg e spirito assoluto si ripete anche nella triade DIRITTO ASTRATTO, MORALITA’ INTERIORE ED ETICITA’.

Il diritto astratto è pura teoria,  la moralità interiore è quello che accade nella coscienza del singolo, che sappiamo bene per Hegel non ha valore,  ma è solo al livello dell’ATICITA’  che regna lo STATO  prima come famiglia, poi come società civile e poi come GRANDE FAMIGLIA  cioè come STATO ETICO.

L’INTUIZIONE  di Stato è propria di Hegel, prima di lui la filosofia si era fermata a parlare di società civile, di corporazioni, di associazioni, di leggi, di giusnaturalismo….ORA SI PARLA DI STATO COME PUNTO CENTRALE E FONDANTE DELLA VITA POLITICA E CHE RIGUARDA LE SORTI DEI POPOLI.

QUINDI, distinguere l’essere morale dall’essere etico.

La moralità è il TRAVAGLIO DEL NEGATIVO, cioè è quando il singolo ancora combatte dentro di sè chi essere, cosa fare, ecc.

Qui viene introdotto il concetto di PENA che per Hegel  deve essere proporzionato alla colpa ed avere uno scopo riabilitativo. Buona l’intuizione hegeliana.

Hegel ha sempre di mira il pensiero di Kant, il suo grande avversario. Per Kant esisteva il SENSO DEL DOVERE dentro di noi ed il cielo stellato fuori di noi,  ma poi lasciava ai singoli le sorti del tempo.

Le sorti della verità non possono essere lasciate nelle mani dei singoli, ci deve essere uno STATO che se ne deve prendere cura. E’ RESPONSABILITA’ DELLO STATO.

Così come le sorti della  verità non possono essere lasciate nelle mani dei sentimentalismi, dei romantici, che  fantasticano di ANIME BELLE…

Così come le sorti della  verità  non possono essere lasciate nelle mani del GIUSNATURALISMO, perchè più importanti dei diritti naturali sono LE SORTI DELLO STATO CHE CI RAPPRESENTA TUTTI.

Si parla di ORGANICISMO di Hegel.

Non esiste lo Stato per il benessere dei singoli, ma sono i singoli che esistono per il benessere dello Stato

Emerge chiara una visione  ANTIDEMOCRATICA,  ANTICONTRATTUALISTA, TENDENTE AL TOTALITARIO.

LO STATO E’ IL DIO IN TERRA.

PERO’ NON E’ UN DIO TIRANNO MA UN DIO ILLUMINATO DALLA COSTITUZIONE.

CHI VINCE FA LA STORIA.

LA STORIA SARA’ GIUDICE DI SE STESSA.

E PER FARE TUTTO QUESTO LO STRUMENTO PRINCIPE     E’ LA GUERRA, E NON LA PACE.

Ancora Hegel si schiera contro Kant ed il suo pietismo idealistico  che predicava le sorti della PACE.

LA GUERRA EVITA LA FOSSILIZZAZIONE DEL MONDO.

LA GUERRA impone scelte, azioni, strategie, accelerazioni,  che sono il cammino della storia.

Per concludere, lo Stato di Hegel   ha sempre ragione, non può sbagliare, è lo strumento benedetto della volontà del tempo.

Ricorda che quando Hegel parla di spirito, non intende lo spirito TRASCENDENTE del cristianesimo o della religione.

Intende lo spirito IMMANENTE,  quello che si vede, si manifesta, si tocca.

Bene, da qui alla nascita dei totalitarismi del 900 il passo sarà veramente breve.

7 novembre 2018

 

 

 

Hegel

Hegel  è insieme a Kant l’altro grande gigante dell’idealismo tedesco in epoca illuministica.  Nasce circa cinquant’anni dopo il grande teorico metafisico moderno, nel 1770, e morirà nel 1831 per avere contratto il colera  che aveva invaso Berlino.

Riparte dall’idealismo di Ficthe, che presto vedremo, ma aderisce  ad una visione oggettivistica della Storia, mentre Ficthe aveva puntato l’occhio sul soggettivismo storico. Quando esplode la Rivoluzione francese Hegel è un giovanissimo diciannovenne, quindi vive  i moti rivoluzionari con lo slancio tipico dei suoi anni. Comprende  che sono venti inarrestabili e che nulla e nessuno avrebbe  potuto  arrestarli o impedirli. Comprende  che la Storia è il luogo dove lo Spirito del tempo prende forma, e che se lo Spirito può essere soggettivo, oggettivo e assoluto, è di certo nel suo  diventare oggettivo cioè materia concreta compiuta  e visibile  che mostra se stesso.

Da  questo suo credo storico nasce l’eguaglianza tra reale e razionale, ossia per Hegel  tutto ciò che è  reale è anche razionale (che significa che le dittature naziste sono state un fenomeno razionale, o meglio, giustificate perchè  sono accadute). Con calma arriveremo a comprendere sia i valori che gli errori dell’analisi hegeliana.

Giustamente Hegel parla di dialettica, di tesi antitesi e sintesi; c’è uno scontro tra A  e  B da cui deriverà C; è un principio del tutto logico. Ci sono tre momenti nella dialettica: il momento della riflessione, il momento dell’azione, il momento della realizzazione. E’ nel momento della realizzazione che lo Spirito assoluto si compie, nella identità tra soggetto e oggetto, dove la coscienza infelice perchè debole soccombe alla coscienza felice perchè forte.

Detta dialettica si compie tra il padrone e il servo; il padrone non teme la morte mentre  il servo teme di soccombere. Il padrone è forte ed il servo destinato a subire. Tuttavia nell’incontro scontro io gli altri, il soggetto prende coscienza di sè, comprende che non potrebbe realizzare se stesso senza l’interazione con l’altro. La lotta viene mediata dal reciproco bisogno. Alla fine della lotta c’è sempre la morte come realtà inevitabile, ma questo vale per tutti.

Qualcosa di simile accade nella religione dove Dio è il tutto, l’uomo il poco o niente, e l’uomo si rimette a Dio. La perfezione del cristianesimo è stata che Dio decide di farsi uomo, l’uomo dio muore, ma poi risorge vincendo la morte. Ecco perchè il cristianesimo è la religione perfetta. Quello che Gesù riesce a fare perfettamente l’uomo è chiamato a fare tra mille difficoltà.  Ecco che il dolore è inevitabile, fa parte della vita, fa parte della storia. L’uomo singolo fa parte della storia universale, deve saperlo, deve esserne consapevole. Tra lo stoicismo e lo scetticismo Hegel dichiara meritevole  lo stoicismo che non rifugge la sue responsabilità.

I suoi capolavori filosofici saranno La fenomenologia dello Spirto e Lo spirito del cristianesimo, il suo destino.  Hegel attribuisce al cristianesimo un ruolo centrale nello sviluppo del pensiero; detto processo religioso/storico/antropologico  identifica l’idea di progresso e l’idea di inarrestabilità di detto progresso. Dio si è compiuto nel corpo di suo figlio, Gesù, che è stato consumato e celebrato entrando a pieno titolo nel tempo di oggi. L’umanità celebrando la figura del Cristo celebra l’oggettivazione  dello spirito cristiano, che poi assume le sue diverse forme ma che sempre si riconduce allo stesso grande disegno storico. E’ evidente come Hegel preme sulla lettura temporale più che spirituale; le analisi soggettive pascaliane sono totalmente estranee ad una mentalità e personalità come quella di Hegel.

Hegel si attiene ai fatti, a lui interessano solo le azioni e le realizzazioni storiche che  sottendono alle riflessioni. Quando il soggettivo ancora inconsapevole si oggettiva diventando consapevole ed organizzato, ecco che si compie l’assoluto. L’assoluto equivale al vero, equivale al razionale.

La civiltà è fatta di  arte, religione e filosofia.E’ solo nella filosofia che l’idea ritorna in se stessa. L’arte è lo strumento dei singoli, la religione è lo strumento unificante dello Stato e lo Stato è lo strumento dominatore che tutto regola.

Grazie all’influenza di Shiller Hegel arriverà a rivedere il cristianesimo anche nel suo ruolo  spirituale e non solo politico, per quanto appare evidente la lettura statalista e politica che Hegel fa della religione stessa.

Nella storia ci sono uomini che si devono dividere i compiti; ci sono gli uomini di pensiero che provvedono alle idee, ci sono gli uomini d’azione che provvedono alle azioni, alla messa in pratica delle idee.  Tra la legge umana e la legge divina vince la legge dello Stato, a cui spetta la parola finale.

Lo Stato deve essere giusnaturalista e contrattualista, precisa Hegel, cioè permettere il miglior bene possibile  per il maggior numero possibile; tra tutte le scienze la scienza politica è la più importante perchè si occupa di risolvere i problemi reali della vita quotidiana di un’intera comunità.

Lo Stato deve essere forte ed ordinato, organizzato, avvalendosi dei suoi strumenti che sono la proprietà terriera, l’industria, il commercio, la burocrazia ed il lavoro.  Nel tempo ci sono stati diversi regni con diverse idee di governo: si è passati dal regno dispotico al regno greco illuminato ma che conserva la schiavitù. Con il regno romano nasce lo Stato di diritto, viene   permessa la liberazione degli schiavi, ma è solo con il regno  tedesco che  si arriva ad una piena  società  del  diritto.

E’ da tutta questa riflessione che nasce l’idea dello Stato etico, dello Stato che guida, che governa e decide con ragione per il bene di tutti. I  cittadini si organizzano nella famiglia e lo Stato è come una grande famiglia che per funzionar ha bisogno di centralismo e di uno Stato forte. Napoleone è un esempio  di Capo di stato e di Stato forte.  Qualcosa di simile  deve accadere alla Germania, destinata ad un ruolo di  supremazia.

Si parla per questo di germanesimo di Hegel. Nel 1817 pubblicherà l’Enciclopedia  delle scienze filosofiche, dove ovviamente vuole assegnare alla sua terra un ruolo principe nella  costruzione   del sapere  universale, ma non c’è nulla che Hegel possa attribuire al pensiero tedesco che già non fosse stato iniziato/intuito  dal pensiero romano.

Per concludere: lo schema del sistema hegeliano è questo:

-nello spirito soggettivo siamo in una fase naturale e di nascita dello spirito   del tutto fuori controllo

-nello spirito oggettivo siamo in una fase organizzata e controllata dove si cerca di trattare i problemi del diritto

-nello spirito assoluto  si compiono l’arte, la religione e la filosofia, è il compimento della dialettica stessa,  è il divenire della tesi e dell’antitesi,  è lo spirito che si svela nel tempo secondo la sua logica  interiore.

Dell’arte distingue l’arte bella o viva dall’arte brutta o morta. Non teorizza la stessa distinzione  anche  nella religione e nella filosofia. Questo problema sarà ereditato dai suoi  successori.

Ancora qualche riflessione sullo stato etico:

Dopo Hegel nasce la sinistra e la destra hegeliana e si sviluppa  il costume  che  la filosofia è innanzitutto  filosofia della storia e della politica. La sinistra hegeliana  correggerà l’impianto con tre sostanziali modifiche: Dio non esiste, lo Stato forte deve essere necessariamente etico ma ateo;  non ciò che è reale è razionale ma razionalizzabile, ossia viene valutato nella sua storicità e nel concetto di ragion di Stato; lo stato di diritto  non può andare di pari passo con lo stato borghese che provvede unicamente ai propri interessi. In questo modo sono state messe le basi per la nascita del pensiero marxista.

Sulla destra hegeliana si parlerà altrove. Da qualunque lato si voglia guardare ad Hegel,  dopo di Hegel siamo in qualche modo  diventati tutti hegeliani

 

 

 

 

HEGEL e LA DIALETTICA

hegel-e-lidentita-soggetto-oggetto

hegel-e-lidentita-soggetto-oggetto

hegel-seconda-parte

hegel-seconda-parte