Archivi tag: HEGEL

Lezione doc su Hegel

Rappresenta una pillola per capire il complesso e così fondamentale pensiero hegeliano.

Chi si accontenta….gode.

Kant ed Hegel

Kant passa alla storia come il filosofo che prende coscienza del limite, di quello che sveglia la filosofia da un sonno dogmatico che evidentemente il genio di Cartesio non aveva contribuito a risolvere veramente. Lui ci dice  che esiste il FENOMENO ed il NOUMENO (le vecchie res cogitans e res extensa di Descartes) di cui il fenomeno può essere indagato con le categorie dell’intelletto ma del noumeno, che non è esperibile e verificabile, non si può dire nulla. Fin qui nulla di nuovo.

Il salto di qualità che lui dichiara possibile grazie alla filosofia di Hume che aveva radicalizzato la filosofia di Locke, è la CRITICA che lui muove al positivismo  e all’illuminismo che si stavano già illudendo d’essere inarrestabili nel loro  progresso e di essere auto-bastanti. Nell’atto del conoscere non conta tanto l’esperienza quanto gli strumenti interni l’atto del conoscere che permettono questo avvenimento. Questi strumenti si chiamano SPAZIO E TEMPO, che sono intuizioni pure, esattamente come il cogico ergo sum cartesiano, cioè auto-evidenti. Tutto ciò che si conosce accade in uno spazio e in un tempo. E le domande di partenza di Kant sono quattro: come è possibile la matematica pura, come è possibile la fisica pura, come è possibile la metafisica come bisogno, come è possibile la metafisica come scienza.

Risposte: la matematica pura esiste come astrazione, con cui l’uomo misura la realtà, come dire, è un linguaggio universale che la ragione applica al conoscibile. La fisica è il luogo naturale  dove la matematica viene applicata. La metafisica è dentro l’uomo che si pone naturalmente domande volte verso l’infinito. Però non è una scienza, è un tendere verso. Per primo dice che c’è qualcosa che si chiama scienza e qualcosa che si chiama metafisica, cioè non scienza.

Le sue opere portano sempre la parola CRITICA, per sottolineare che la filosofia è per natura indagatoria, dubbiosa, e nello stesso tempo metodica, sistematica. C’è molto Cartesio in tutto questo. Critica della Ragion pura (Conoscenza)  che diventa Critica della Ragion pratica (Etica). Poi diventa Critica del giudizio (Estetica) con l’idea del bello, l’impulso creativo. Infine l’idea politica fondamentalmente liberale  che aspira alla pace tra tutti i popoli.

Viene fuori l’anima di Kant, il suo pallino fisso non è la Fisica e il fenomeno, che lascia agli scienziati, ma la Metafisica con il noumeno, il solo  vero campo che spetta alla filosofia. Cartesio lo aveva trascurato. Ecco che l’io penso statico qui diventa l’io penso dinamico.

Dalle quattro domande iniziali Kant arriva alle quattro domande finali   ossia il che cosa posso sapere, che cosa devo fare, che cosa posso sperare, che cos’è l’uomo. Nessuno filosofo non mistico si era posto queste domande prima di Kant. Il filosofo  vuole porre la questione etica in quanto uomo e non in quanto credente o religioso. Lui dice: “Non devo per forza appartenere ad una religione per aspirare di comportarmi in maniera etica, devo invece potere aspirare d’essere un uomo giusto solo e proprio in quanto uomo”

Tombola. Kant aveva già capito tutto. Le religioni sono scelte personali dei singoli, ma la Giustizia è una necessità antropologica dei popoli. Le religioni sono atti di fede (se vissute correttamente) ma il rispetto della Legge e la ricerca del Bene è già dentro ogni uomo che aspiri a definirsi tale.

Non può essere imposta dall’esterno, nessuna legge mi può obbligare a comportarmi bene, però può e deve essere voluta dal singolo, se vuole vivere in pace con se stesso e gli altri. Ecco che Kant arriva ai tre Imperativi o Regole universali che dicono: Agisci come se tutti fossero come te, Agisci come se ogni persona fosse un fine e non solo un mezzo, Agisci liberamente nel rispetto del mondo.

Insomma, un pò come la regola cristiana del non fare agli altri quello che non vorresti facessero a te. Ma la genialata di Kant è che lui dice che non c’è bisogno di appartenere ad una religione per essere corretti, sei TU in quanto essere umano che devi sapere quel che è giusto fare.

I suoi diretti ispiratori sono Rousseau e Voltaire, che gli avevano aperto la strada del romanticismo come pensiero rivoluzionario e volto al compimento della felicità.

Ma quale felicità? Non certo quella degli sciocchi o degli illusi. La felicità è una cosa seria che può richiedere molta molta fatica, e non è per nulla spontanea.

Per Kant Dio non può essere dimostrato, ma solo sperato/desiderato. Se Dio fosse dimostrabile, l’uomo sarebbe condannato a comportarsi bene e non sarebbe più libero. La libertà sta proprio nel diritto di scegliere  (Pascal avrebbe detto di scommettere); se poi dopo la morte si dovesse scoprire che Dio esiste, tanto meglio, tutto di guadagnato. Ma Dio deve rimanere un dubbio fino alla fine. Almeno per l’agnostico.

Sulla sua tomba volle che fosse scritto “Ho vissuto con la legge morale dentro di me ed il cielo stellato fuori di me”, come dire “Ho vissuto in pace”.

Cosa aggiungere? Kant amava la vita ed amava il suo lavoro, amava l’ordine che è il luogo naturale della pace, amava la pratica del Bene e potersi definire una brava persona.

Dopo di lui arriva Hegel, di tutt’altra pasta e formazione, ma che rappresenta l’altra faccia della stessa medaglia. Hai voglia di superare i dualismi, le contraddizioni,  ma alla fine è sempre con il diverso  che si deve andare a fare i conti.

Hegel è noto per essere stato un pensatore difficile da seguire, perchè ha l’ambizione di porsi come il fondatore della VERA FILOSOFIA. Ambizione non da ridere, si potrebbe dire.

Per ogni branca del sapere lui ha la pretesa di dire la sua, mette tutto lo scibile dentro un MACRO SISTEMA che tutto comprende, e lo fa attraverso qualcosa che lui chiama DIALETTICA.

Il suo ispiratore è Fichte, che già aveva parlato di tesi, antitesi e sintesi, ma Hegel la porta al suo massimo livello. Esporre Hegel nel suo compendio non è il mio scopo, non lo si fa nemmeno a scuola e poi non vorrei fare addormentare il lettore;  il mio scopo è fare capire perché Hegel è diventato parte integrante del nostro mondo tanto che ancora oggi si parla di scuole hegeliane e di visione hegeliana del mondo.

La genialata di Hegel (e che  fortuna che esistono i geni) è che praticamente lui ci dice: ciò che conta della conoscenza non è capire le singole cose, ma capire il sistema, il tutto, dentro il quale le singole cose divengono (ricorda Eraclito). Tutto è un processo, una lotta, uno scontro, perché il soggetto si misura con gli oggetti o soggetti altri e deve arrivare ad un’intesa. Facile ravvedere nel soggetto la tesi (momento dello spirito soggettivo, della propria volontà), nell’oggetto l’antitesi (momento dello spirito oggettivo,  della negazione, dell’alienazione), e nell’accordo finale la sintesi  (momento dello spirito assoluto). Questo cammino accade nella famiglia come accade nello Stato che non è che una grande famiglia. Ci sono le regole e bisogna rispettarle in quanto esseri razionali (lo diceva anche Kant). A tutto questo  Hegel  infine  conferisce il nome di STORIA, che è il compimento dello spirito assoluto.

Nella storia accade quel che deve accadere, ossia è sempre il più forte che avanza, che altrimenti perderebbe. La storia quindi progredisce anche quando non sembrerebbe, anche quando il costo di questo progresso appare alto e privo di senso. Ogni uomo è una pedina in mano a un GARANTE  che è lo STATO, uno Stato forte, sovrano, etico, cioè perfetto, anche se è fallibile. Locke e Hobbes vengono buttati nel cestino, loro parlavano di discutere o di accettare contratti, qui invece c’è la complessa MACCHINA GOVERNATIVA  che procede da se stessa, grazie alla sua forza che è la BUROCRAZIA,  senza bisogno di consenso.

La vita va guardata da questa angolatura, dall’alto. I minuscoli operai che si animano nella fatica di vivere non hanno valore in sé, nessuno si ricorderà di loro nel tempo; sono solo i grandi uomini, i condottieri, che la storia ricorderà e celebrerà, perché nei capi lo spirito assoluto si compie.

Tutti abbiamo lo scopo di servire la realizzazione dello spirito assoluto, e questo è di per sé  degno d’essere vissuto.  Quindi il RAZIONALE E’ IL REALE.

Senza rendersene conto Hegel pone le premesse dei totalitarismi che esploderanno nel 900.

Nessuno se ne accorge subito, tranne uno, Schopenhauer, il maestro di Nietzsche, che infatti lo critica e gli dà del ciarlatano.

Mentre  Hegel insegna all’Università il mondo si sente tutto hegeliano. Tutti si riconoscono in questo pensatore che entra nel vivo della vita reale, mentre le lezioni di Schopenhauer vanno deserte; Hegel piace, convince, conquista, perché entra  nel vivo della politica cioè della vita reale, fa della filosofia uno strumento di organicità,  mette il pensiero ad una finalità pratica,  non parla più solo di essere e non essere, di come si conosce e come può essere dimostrata l’esistenza di Dio, di cosa sia il sommo bene  e come si possa realizzarlo, in quanto  parla di tutto tutto tutto  questo e lo mette dentro un sistema.

Come Kant mette la religione sotto la filosofia, in quanto la religione è un atto di fede, ma la filosofia è un atto di ragione. E ciò che conta è sapere d’essere dalla parte della RAGIONE.

Poi c’è posto anche per la religione, ovviamente, che naturalmente fa parte della DIALETTICA che tutto include, non lascia fuori nulla, non trascura nessun passaggio del complicatissimo e articolatissimo impianto globale. Hegel non vuole certo farsi trovare impreparato.

La logica è sempre la stessa, tutto viene inglobato e superato. In altre parole, Napoleone doveva vincere fino a che il suo spirito avesse esaurito il suo compito, Gesù doveva morire per diventare  un segno  di  superamento della morte, la Germania era chiamata a diventare una Nazione che sarebbe stata    celebrata per la sua forza che gli altri popoli non avevano,  e via di questo passo…

Si parla di GIUSTIFICAZIONISMO   della storia. Mentre Platone spese la vita per mettere i filosofi a capo della politica, Hegel spende la vita a mettere la politica a capo della filosofia. Il cerchio si chiude.

Adesso capite perché si dice che dopo Hegel siamo diventati tutti hegeliani? Questo pensatore cercando di portare la filosofia al suo massimo sviluppo, ha però contestualmente inferto alla stessa un colpo mortale dal quale  è difficile trovare vie di ripresa.

Questa ricerca di una filosofia nuova e diversa, pura e rigenerante, ancora capace di sognare/creare senza però illudersi,  arriverà con Nietzsche, appunto. E non saranno fiori senza spine.

Questo sarà il tema del prossimo articolo.

Hegel scheda sintesi

Nasce nel 1770 e muore nel 1831

IL SUO CAPOLAVORO        LA FENOMENOLOGIA DELLO SPIRITO

Vive con entusiasmo tutti gli eventi della rivoluzione francese, soprattutto il periodo napoleonico, che osserva con grande interesse.

IL FILOSOFO E LE RELIGIONI :

LO SPIRITO DEL CRISTIANESIMO ED IL SUO DESTINO

Riflette molto sul cristianesimo e sulla figura di Gesù, visto come un essere speciale e di altissimo valore morale, però in un primo momento  critica la religione e la Chiesa che hanno ridotto il messaggio di Cristo in dogma e in pratica che si cala dall’alto e che perde la sua valenza INTERIORE.

Hegel critica anche l’ebraismo e la religione greca, la prima perchè si rivela una disgrazia perenne, il destino di solitudine e morte continua di un popolo che non ha compreso tra i suoi profeti  proprio la figura di Gesù; la seconda perchè non ha  saputo rigenerarsi e sopravvivere nel tempo, soffocata dalla modernità e da un mondo sempre più complesso.

Questo non vuol dire che nel futuro non si possa recuperare la speranza e la bellezza del messaggio d’amore portato avanti dal Cristo. Rimane aperta questa possibilità con la  CONCILIAZIONE tra uomo e Dio.

Se la religione ha fallito, non fallisce   la FILOSOFIA  come   FORMA DI CONOSCENZA PERFETTA

I PUNTI DELLA SUA TEORIA

  1. IL FINITO SI RISOLVE NELL’INFINITO (dialettica tra tesi o affermazione, antitesi o negazione e sintesi o riaffermazione della tesi)
  2. RAGIONE E REALTA’ SI IDENTIFICANO (ciò che è reale è razionale e ciò che è razionale è reale)
  3. LA FILOSOFIA HA LA FUNZIONE DI GIUSTIFICARE IL MONDO (missione del filosofo e soprattutto di Hegel che ha realizzato la filosofia e che dopo di lui non potrà aggiungere nulla di nuovo)

Il finito si risolve nell’infinito nel senso che non esiste un finito per se stesso ma solo in funzione del tutto, e il tutto è qualcosa che diviene  attraverso le sue varie parti.

Ragione e realtà coincidono perchè tutto ciò che in sè momentaneo e reale è solo una tappa del tutto che sta divenendo dentro il cammino inarrestabile dello spirito assoluto.

Insomma, tutto quello che accade doveva essere, non poteva non essere, è un passaggio necessario. Si parla di PANLOGISMO,  di GIUSTIFICAZIONISMO  nei confronti della  storia e di MONISMO PANTEISTICO  (il finito è l’infinito stesso)

DI TUTTO IL SAPERE, SOLO LA FILOSOFIA E’ LA FORMA PIU ALTA  CHE SA LEGGERE LA STORIA.

LA STORIA è storia della REALIZZAZIONE DELLO SPIRITO.

“IO SONO IL FILOSOFO CHE LO HA CAPITO E DOPO DI ME LA FILOSOFIA NON POTRA’ CHE FERMARSI.”

Hegel non è autoreferenziale, si rende conto di quello che dice. Però non comprende che in effetti ci poteva stare la possibilità di un contraddittorio di tutti quei filosofi che  non si riconoscono nel suo panlogismo.

Per ora c’è Hegel  e la sua filosofia ottiene un immenso successo. E’ senza dubbio DOMINANTE.

PERCHE’ HEGEL HA UN GRANDE SUCCESSO

Hegel piace perchè dà certezze e rassicurazioni, perchè mette l’uomo al centro della storia e non un uomo qualunque ma l’uomo idealista ed espressione dello Stato  che  si fa guidare dalla filosofia facendo politica.  Il saggio e il sapiente non può che essere filosofo, e non può che mettere il suo sapere al servizio dello STATO che è la realizzazione più alta dello spirito. I singoli uomini non hanno valore per se stessi ma solo come strumento del tutto e di un disegno che deve compiersi.

LA FENOMENOLOGIA DELLO SPIRITO  non è che lo spirito che si manifesta così come  deve essere, secondo principi di etica e di giustizia assoluti.

Emerge l’idea di STATO , che per quanto illuminato da saggi,  darà in seguito   spazio all’idea di STATO  ASSOLUTO E TOTALITARIO,  anche se Hegel ancora non se ne rende conto.

LA RIPARTIZIONE DELLA FILOSOFIA

La filosofia si ripartisce in tre parti:

  1. L’IDEA IN SE’ o idea pura
  2. L’IDEA FUORI DI SE’ o natura
  3. L’IDEA CHE RITORNA IN SE’ o divenire dello spirito

Alla prima parte spetta la LOGICA (il mondo delle idee in sè), alla seconda parte spetta la NATURA (il mondo della fisica e della meccanica), alla terza parte spetta la FILOSOFIA COME REALIZZAZIONE DELLO SPIRITO soggettivo (gli individui), oggettivo  (le leggi) e poi assoluto (arte, religione e filosofia).

Il pensiero prima è  astratto con l’intelletto , poi dialettico negativo con la ragione dialettica , e poi speculativo positivo con la ragione speculativa.

 

IL  GRANDE  LIMITE DI HEGEL

Tutto del sistema hegeliano dà rilievo al TUTTO  e annulla il singolo. L’individuo in sè  non conta nulla, è solo un  ACCIDENTE  della storia.

Per questo Hegel segna un punto di non ritorno tra  il prima e il dopo, lui mette le basi del mondo   contemporaneo, che  sarà  un mondo altamente tecnologico ma disumanizzato,   e  nello stesso tempo  mette le premesse  per la filosofia antihegeliana   che sarà  con i filosofi esistenzialisti  (Schopenhauer e Kierkegaard)  e con i filosofi  del sospetto (Nietzsche Freud e Marx)

 

I MERITI DI HEGEL

-Superamento dell’ILLUMINISMO  che si era fermato a dire quello che gli uomini vorrebbero che la storia fosse,  senza però capire che ciò che conta è quello che l’uomo fa accadere nella storia.

Il sogno   finisce e inizia la realtà ch coincide con la RAGIONE.

-Superamento del KANTISMO, che si era fermato al dualismo essere o non essere.

-Superamento del ROMANTICISMO,  che si basa sul sentimento, l’arte e la religione,  quando nella sua forma più alta del sapere  non può che basarsi sulla RAGIONE  che è solo della FILOSOFIA.

-Superamento di FICHTE  che solo a parole  parlava di unità tra soggetto ed oggetto, rimanendo dentro la trappola del dualismo.

 

 

Hegel, atto finale

Con Hegel si passa da una concezione PROGRESSISTA ED ESCATOLOGICA  della storia ad una  concezione  PROGRESSISTA E SECOLARIZZATA, che abbandona il senso di TRASCENDENZA  a beneficio  della totale IMMANENZA.

Addio alla  Divina Provvidenza di manzoniana memoria, addio al concetto circolare e ciclico della storia tipico del mondo geco; nella vera storia TUTTO ACCADE IN PROGRESSIONE,  e nel tempo si manifesta LO SPIRITO DEI POPOLI.

Tra gli uomini ci sono degli illuminati, SPIRITI VEGGENTI, che prevedono ciò  che “STA PER ACCADERE”,  che incarnano la nascita di nuove ere.

Carlo Magno, Giulio Cesare, Napoleone…, ne sono tutti degli esempi.

Attraverso le loro personali ambizioni, questi Grandi  Uomini Interpretano lo spirito del cambiamento, muniti della loro ASTUZIA RAZIOCINANTE

In psicologia si forma il concetto di ETEROGENESI DEI FINI, ossia mentre che il singolo persegue il proprio fine,  nella realtà  collettiva accade ALTRO, cose che non si erano preventivate, ma che alla fine  succedono.

Si  ripete che nella concezione di storia di Hegel non ha importanza l’accidente  che accade al singolo, conta solo ciò  che  oggettivamente accade   nella Storia.

Contro questo disprezzo del singolo sorgerà  tutta una corrente di pensiero antagonista (Schopenauer, Kierkeegard, Feuerbach, fino allo stesso Nietzsche), che rivendicherà le ragioni dei singoli contro le ragioni dello Stato.

L’ultima TRIADE HEGELIANA parla di ARTE, RELIGIONE E FILOSOFIA.

Nell’ARTE   si distingue quella  SIMBOLICA, CLASSICA E ROMANTICA.

Nella prima domina la materia sullo spirito, nell’ultima domina lo spirito sulla materia, mentre nella classica c’è un’armonia tra spirito e materia. La forma di arte più immateriale è la MUSICA.

L’INTUIZIONE GENIALE DI HEGEL è di avere compreso LA MORTE DELL’ARTE,  non nel senso che non ci sarebbero stati più artisti, ma nel senso che l’arte aveva finito di essere L’ESPRESSIONE DEL BELLO  per diventare  L’ESPRESSIONE LIBERA DELL’ANIMO UMANO. Un esempio assoluto di questo sarà PICASSO, che da artista classico si trasforma in artista del TRAGICO, DELL’IRRAZIONALE, DI QUELLO CHE TORMENTA IL MONDO E LA SUA ESISTENZA. EMERGE L’INCONSCIO, SI ROMPONO TUTTI GLI SCHEMI.

Si sta preparando   l’avvento della  PSICANALISI (Freud)

Nella RELIGIONE  si distingue la religione che si nasconde nella natura, poi la religione greca che emerge attraverso il mito, e infine la religione che si compie nel cristianesimo con la CONCRETIZZAZIONE DI DIO ATTRAVERSO SUO FIGLIO, punto culminante del processo religioso.

Ecco, così come la religione si è compiuta, ora spetta alla FILOSOFIA DI COMPIERSI.

CON HEGEL, dice Hegel,  la FILOSOFIA e’ ARRIVATA  AL SUO MASSIMO SPLENDORE, ALLA SUA APOTEOSI, e dopo di me, dice sempre  Hegel,  la filosofia non potrà che declinare.

In effetti Hegel ha una preveggenza drammatica.

Bisogna entrare dentro un autore per capirlo.

Al tempo di Hegel fare filosofia significava essere e pensare come Hegel.

Le sue lezioni erano gremite, e quelle degli altri  andavano quasi  deserte.

Ritorna il monito kantiano che raccomandava ai suoi studenti di essere CRITICI, INTELLIGENTI, RIFLESSIVI…ma  Hegel, per il momento,   è circondato solo da ammiratori abbacinati e privi di senso critico.

8 novembre 2018

 

 

Lo spirito oggettivo in Hegel

Si parla dello SPIRITO OGGETTIVO DI HEGEL, lo spirito più importante in assoluto per il pensiero hegeliano.

Durante lo spirito soggettivo tutto accade dentro il soggetto, e questo per Hegel  ha importanza solo per il singolo.

Durante lo spirito assoluto si conclude il cammino dello spirito, e come dire, quel che è stato fatto appartiene alla Storia.

Ma durante lo spirito oggettivo, cioè nel tempo di durata dello spirito oggettivo, è in questo momento che lo Stato, interprete vero ed unico del tempo, manifesta se stesso, il suo potere, il suo compito, la sua forza.

RICORDIAMO, tutto ciò che è REALE  è per Hegel  RAZIONALE,  e tutto ciò che è RAZIONALE è di per sè REALE.  Nella CONCRETEZZA  c’è la verità.  Tutto il resto è chiacchiera senza costrutto.

Ma di quale RAGIONE sta parlando Hegel? Quella dello STATO, che attraverso i suoi FUNZIONARI, FA  LA STORIA,  DECIDE DELLE SORTI DEI SINGOLI, CHE SONO NIENTE DI FRONTE AL TUTTO.

IL VERO E’ L’INTERO, e l’intero NON E’ LA SINGOLA SOMMA DELLE PARTI. E’ molto di più.

La triade spirito sogg, spirito ogg e spirito assoluto si ripete anche nella triade DIRITTO ASTRATTO, MORALITA’ INTERIORE ED ETICITA’.

Il diritto astratto è pura teoria,  la moralità interiore è quello che accade nella coscienza del singolo, che sappiamo bene per Hegel non ha valore,  ma è solo al livello dell’ATICITA’  che regna lo STATO  prima come famiglia, poi come società civile e poi come GRANDE FAMIGLIA  cioè come STATO ETICO.

L’INTUIZIONE  di Stato è propria di Hegel, prima di lui la filosofia si era fermata a parlare di società civile, di corporazioni, di associazioni, di leggi, di giusnaturalismo….ORA SI PARLA DI STATO COME PUNTO CENTRALE E FONDANTE DELLA VITA POLITICA E CHE RIGUARDA LE SORTI DEI POPOLI.

QUINDI, distinguere l’essere morale dall’essere etico.

La moralità è il TRAVAGLIO DEL NEGATIVO, cioè è quando il singolo ancora combatte dentro di sè chi essere, cosa fare, ecc.

Qui viene introdotto il concetto di PENA che per Hegel  deve essere proporzionato alla colpa ed avere uno scopo riabilitativo. Buona l’intuizione hegeliana.

Hegel ha sempre di mira il pensiero di Kant, il suo grande avversario. Per Kant esisteva il SENSO DEL DOVERE dentro di noi ed il cielo stellato fuori di noi,  ma poi lasciava ai singoli le sorti del tempo.

Le sorti della verità non possono essere lasciate nelle mani dei singoli, ci deve essere uno STATO che se ne deve prendere cura. E’ RESPONSABILITA’ DELLO STATO.

Così come le sorti della  verità non possono essere lasciate nelle mani dei sentimentalismi, dei romantici, che  fantasticano di ANIME BELLE…

Così come le sorti della  verità  non possono essere lasciate nelle mani del GIUSNATURALISMO, perchè più importanti dei diritti naturali sono LE SORTI DELLO STATO CHE CI RAPPRESENTA TUTTI.

Si parla di ORGANICISMO di Hegel.

Non esiste lo Stato per il benessere dei singoli, ma sono i singoli che esistono per il benessere dello Stato

Emerge chiara una visione  ANTIDEMOCRATICA,  ANTICONTRATTUALISTA, TENDENTE AL TOTALITARIO.

LO STATO E’ IL DIO IN TERRA.

PERO’ NON E’ UN DIO TIRANNO MA UN DIO ILLUMINATO DALLA COSTITUZIONE.

CHI VINCE FA LA STORIA.

LA STORIA SARA’ GIUDICE DI SE STESSA.

E PER FARE TUTTO QUESTO LO STRUMENTO PRINCIPE     E’ LA GUERRA, E NON LA PACE.

Ancora Hegel si schiera contro Kant ed il suo pietismo idealistico  che predicava le sorti della PACE.

LA GUERRA EVITA LA FOSSILIZZAZIONE DEL MONDO.

LA GUERRA impone scelte, azioni, strategie, accelerazioni,  che sono il cammino della storia.

Per concludere, lo Stato di Hegel   ha sempre ragione, non può sbagliare, è lo strumento benedetto della volontà del tempo.

Ricorda che quando Hegel parla di spirito, non intende lo spirito TRASCENDENTE del cristianesimo o della religione.

Intende lo spirito IMMANENTE,  quello che si vede, si manifesta, si tocca.

Bene, da qui alla nascita dei totalitarismi del 900 il passo sarà veramente breve.

7 novembre 2018

 

 

 

Hegel

Hegel  è insieme a Kant l’altro grande gigante dell’idealismo tedesco in epoca illuministica.  Nasce circa cinquant’anni dopo il grande teorico metafisico moderno, nel 1770, e morirà nel 1831 per avere contratto il colera  che aveva invaso Berlino.

Riparte dall’idealismo di Ficthe, che presto vedremo, ma aderisce  ad una visione oggettivistica della Storia, mentre Ficthe aveva puntato l’occhio sul soggettivismo storico. Quando esplode la Rivoluzione francese Hegel è un giovanissimo diciannovenne, quindi vive  i moti rivoluzionari con lo slancio tipico dei suoi anni. Comprende  che sono venti inarrestabili e che nulla e nessuno avrebbe  potuto  arrestarli o impedirli. Comprende  che la Storia è il luogo dove lo Spirito del tempo prende forma, e che se lo Spirito può essere soggettivo, oggettivo e assoluto, è di certo nel suo  diventare oggettivo cioè materia concreta compiuta  e visibile  che mostra se stesso.

Da  questo suo credo storico nasce l’eguaglianza tra reale e razionale, ossia per Hegel  tutto ciò che è  reale è anche razionale (che significa che le dittature naziste sono state un fenomeno razionale, o meglio, giustificate perchè  sono accadute). Con calma arriveremo a comprendere sia i valori che gli errori dell’analisi hegeliana.

Giustamente Hegel parla di dialettica, di tesi antitesi e sintesi; c’è uno scontro tra A  e  B da cui deriverà C; è un principio del tutto logico. Ci sono tre momenti nella dialettica: il momento della riflessione, il momento dell’azione, il momento della realizzazione. E’ nel momento della realizzazione che lo Spirito assoluto si compie, nella identità tra soggetto e oggetto, dove la coscienza infelice perchè debole soccombe alla coscienza felice perchè forte.

Detta dialettica si compie tra il padrone e il servo; il padrone non teme la morte mentre  il servo teme di soccombere. Il padrone è forte ed il servo destinato a subire. Tuttavia nell’incontro scontro io gli altri, il soggetto prende coscienza di sè, comprende che non potrebbe realizzare se stesso senza l’interazione con l’altro. La lotta viene mediata dal reciproco bisogno. Alla fine della lotta c’è sempre la morte come realtà inevitabile, ma questo vale per tutti.

Qualcosa di simile accade nella religione dove Dio è il tutto, l’uomo il poco o niente, e l’uomo si rimette a Dio. La perfezione del cristianesimo è stata che Dio decide di farsi uomo, l’uomo dio muore, ma poi risorge vincendo la morte. Ecco perchè il cristianesimo è la religione perfetta. Quello che Gesù riesce a fare perfettamente l’uomo è chiamato a fare tra mille difficoltà.  Ecco che il dolore è inevitabile, fa parte della vita, fa parte della storia. L’uomo singolo fa parte della storia universale, deve saperlo, deve esserne consapevole. Tra lo stoicismo e lo scetticismo Hegel dichiara meritevole  lo stoicismo che non rifugge la sue responsabilità.

I suoi capolavori filosofici saranno La fenomenologia dello Spirto e Lo spirito del cristianesimo, il suo destino.  Hegel attribuisce al cristianesimo un ruolo centrale nello sviluppo del pensiero; detto processo religioso/storico/antropologico  identifica l’idea di progresso e l’idea di inarrestabilità di detto progresso. Dio si è compiuto nel corpo di suo figlio, Gesù, che è stato consumato e celebrato entrando a pieno titolo nel tempo di oggi. L’umanità celebrando la figura del Cristo celebra l’oggettivazione  dello spirito cristiano, che poi assume le sue diverse forme ma che sempre si riconduce allo stesso grande disegno storico. E’ evidente come Hegel preme sulla lettura temporale più che spirituale; le analisi soggettive pascaliane sono totalmente estranee ad una mentalità e personalità come quella di Hegel.

Hegel si attiene ai fatti, a lui interessano solo le azioni e le realizzazioni storiche che  sottendono alle riflessioni. Quando il soggettivo ancora inconsapevole si oggettiva diventando consapevole ed organizzato, ecco che si compie l’assoluto. L’assoluto equivale al vero, equivale al razionale.

La civiltà è fatta di  arte, religione e filosofia.E’ solo nella filosofia che l’idea ritorna in se stessa. L’arte è lo strumento dei singoli, la religione è lo strumento unificante dello Stato e lo Stato è lo strumento dominatore che tutto regola.

Grazie all’influenza di Shiller Hegel arriverà a rivedere il cristianesimo anche nel suo ruolo  spirituale e non solo politico, per quanto appare evidente la lettura statalista e politica che Hegel fa della religione stessa.

Nella storia ci sono uomini che si devono dividere i compiti; ci sono gli uomini di pensiero che provvedono alle idee, ci sono gli uomini d’azione che provvedono alle azioni, alla messa in pratica delle idee.  Tra la legge umana e la legge divina vince la legge dello Stato, a cui spetta la parola finale.

Lo Stato deve essere giusnaturalista e contrattualista, precisa Hegel, cioè permettere il miglior bene possibile  per il maggior numero possibile; tra tutte le scienze la scienza politica è la più importante perchè si occupa di risolvere i problemi reali della vita quotidiana di un’intera comunità.

Lo Stato deve essere forte ed ordinato, organizzato, avvalendosi dei suoi strumenti che sono la proprietà terriera, l’industria, il commercio, la burocrazia ed il lavoro.  Nel tempo ci sono stati diversi regni con diverse idee di governo: si è passati dal regno dispotico al regno greco illuminato ma che conserva la schiavitù. Con il regno romano nasce lo Stato di diritto, viene   permessa la liberazione degli schiavi, ma è solo con il regno  tedesco che  si arriva ad una piena  società  del  diritto.

E’ da tutta questa riflessione che nasce l’idea dello Stato etico, dello Stato che guida, che governa e decide con ragione per il bene di tutti. I  cittadini si organizzano nella famiglia e lo Stato è come una grande famiglia che per funzionar ha bisogno di centralismo e di uno Stato forte. Napoleone è un esempio  di Capo di stato e di Stato forte.  Qualcosa di simile  deve accadere alla Germania, destinata ad un ruolo di  supremazia.

Si parla per questo di germanesimo di Hegel. Nel 1817 pubblicherà l’Enciclopedia  delle scienze filosofiche, dove ovviamente vuole assegnare alla sua terra un ruolo principe nella  costruzione   del sapere  universale, ma non c’è nulla che Hegel possa attribuire al pensiero tedesco che già non fosse stato iniziato/intuito  dal pensiero romano.

Per concludere: lo schema del sistema hegeliano è questo:

-nello spirito soggettivo siamo in una fase naturale e di nascita dello spirito   del tutto fuori controllo

-nello spirito oggettivo siamo in una fase organizzata e controllata dove si cerca di trattare i problemi del diritto

-nello spirito assoluto  si compiono l’arte, la religione e la filosofia, è il compimento della dialettica stessa,  è il divenire della tesi e dell’antitesi,  è lo spirito che si svela nel tempo secondo la sua logica  interiore.

Dell’arte distingue l’arte bella o viva dall’arte brutta o morta. Non teorizza la stessa distinzione  anche  nella religione e nella filosofia. Questo problema sarà ereditato dai suoi  successori.

Ancora qualche riflessione sullo stato etico:

Dopo Hegel nasce la sinistra e la destra hegeliana e si sviluppa  il costume  che  la filosofia è innanzitutto  filosofia della storia e della politica. La sinistra hegeliana  correggerà l’impianto con tre sostanziali modifiche: Dio non esiste, lo Stato forte deve essere necessariamente etico ma ateo;  non ciò che è reale è razionale ma razionalizzabile, ossia viene valutato nella sua storicità e nel concetto di ragion di Stato; lo stato di diritto  non può andare di pari passo con lo stato borghese che provvede unicamente ai propri interessi. In questo modo sono state messe le basi per la nascita del pensiero marxista.

Sulla destra hegeliana si parlerà altrove. Da qualunque lato si voglia guardare ad Hegel,  dopo di Hegel siamo in qualche modo  diventati tutti hegeliani

 

 

 

 

HEGEL e LA DIALETTICA

hegel-e-lidentita-soggetto-oggetto

hegel-e-lidentita-soggetto-oggetto

hegel-seconda-parte

hegel-seconda-parte