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Gianni Rodari, un grande che sapeva parlare ai piccoli

da Diapason

In fondo chi è stato Gianni  Rodari?

Un adulto che sapeva parlare ai piccoli; che ha voluto  scoprire e utilizzare  nel suo mestiere di insegnante  il linguaggio dei bambini; che ha saputo conservare il bambino che era in  lui;  e che insegnando si divertiva un mondo, anche; mi basterebbe fare un decimo di quello che lui ha saputo concludere, nella scuola.

Ciao  maestro.

i fiori in testa

Filastrocca di Gianni Rodari

 

Se invece dei cappelli sulla testa

ci spuntassero i fiori, sai che festa?

Si potrebbe capire a prima vista

Chi ha il cuore buono, chi la mente trista.

Il tale ha in fronte un bel ciuffo di rose:

non può certo pensare a brutte cose.

Quest’altro, poveraccio, è di umor nero:

gli crescono le viole del pensiero.

E quello con le ortiche spettinate?

Deve avere le idee disordinate,

e invano ogni mattina

spreca un vasetto o due di brillantina.

♠   ♣   ♥   ♦

Insomma amici e alunni carissimi, lo so, Rodari è Rodari, e noi siamo solo la sua ombra,  ma dai che potremo migliorare, con le nostre filastrocche, ne sono sicurissima!

 

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ci vuole un fiore

Le favole a rovescio di Gianni Rodari

C’era una volta
un povero lupacchiotto,
che portava alla nonna
la cena in un fagotto.
E in mezzo al bosco
dov’è più fosco
incappò nel terribile
Cappuccetto Rosso,
armato di trombone
come il brigante Gasparone…,
Quel che successe poi,
indovinatelo voi.
Qualche volta le favole
succedono all’incontrario
e allora è un disastro:
Biancaneve bastona sulla testa
i nani della foresta,
la Bella Addormentata non si addormenta,
il Principe sposa
una brutta sorellastra,
la matrigna tutta contenta,
e la povera Cenerentola
resta zitella e fa
la guardia alla pentola.

Il tamburino magico

Ragazzi, ecco il primo racconto.

La scelta è ineccepibile, un brano di Gianni Rodari, e scusate se è poco.

Si intitola “Il tamburino magico”.

I miei spettatori attenti e compiaciuti sono due bambini, un maschio e una femmina, che stanno con me perchè non fanno la religione cattolica.

Uno è musulmano e l’altra è una bimba originaria dell’Equador, che però è una testimone di Geova per adozione.

Finalmente i programmi ministeriali  hanno riconosciuto la dignità di questa minoranza, e quando c’è la lezione di catechismo, loro, che non sono cattolici, hanno il diritto di avere la loro lezione.

In ogni classe dell’obbligo ci sono di media due/tre bambini di questa tipologia (il dato è in crescita).

Alcune scuole già da alcuni anni la praticano, con grande soddisfazione delle famiglie e dei bambini stessi; la mia scuola è la prima volta, e ancora  guarda a questo insegnamento con un certo sospetto, o con una certa preoccupazione.

Ma cosa andranno mai a fare dunque, questi alunni, mentre  nelle sacre classi della normalità si insegna niente di meno del Vangelo e delle Sacre Scritture?
Certo, come competere con tale madornale Sapere, con tale Magistero di sapienza e di eticità?

Semplice: con altrettanto magistrale senso etico.

Si può ben comprendere  che anche nelle celebratissime  favole di Rodari stanno perle preziose di saggezza  e di insegnamento morale.

E poi li troverò anche nel testo edito dall’UNICEF   dove si parla dei diritti internazionali dei bambini ( ai quali io scrupolosamente aggiungerò sempre anche i rispettivi doveri).

E poi li troverò anche nel Codice civile dove si danno le basi dell’Educazione Civica che una volta si praticava normalmente ma che poi non si capisce per quale sventura è stata persa per strada.

E poi li troverò  nell’Educazione Alimentare, e  molto più banalmente  in tanti piccoli lavoretti, anche manuali,  che il calendario   scolastico ci darà l’occasione di incontrare e meglio  conoscere.

Li troverò nell’ascolto di meravigliosi pezzi musicali che sono da sempre patrimonio dell’umanità.

Li troverò nella visione di film educativi per ragazzi che sono da  anni riconosciuti e celebrati come preziosa occasione di crescita e di riflessione, per bambini dai sei anni in su.

Li troverò nei possibili suggerimenti che mi verranno rivolti strada facendo, dai colleghi, come dai genitori, come dai bambini stessi.

No, la mia materia  non mi fa davvero sentire sola e minoritaria; anzi! Proprio perchè è una materia abbastanza nuova, le opportunità di approfondimento e di sviluppo mi sembrano di fatto infinite e proficue.

Per concludere, l’insegnamento del  piccolo soldatino di ritorno dalla guerra con il suo tamburino in spalla  è di quelli che sono un inno all’onestà  e alla gioia di vivere;in breve il racconto.

Lui vorrebbe soltanto tornare a casa, perchè è stanco e ne ha viste troppe, ma incontra una vecchietta che gli chiede un soldo di elemosina: risponde di non averlo, ma la vecchietta lo invita a mettersi le mani in tasca, dove con sorpresa trova una bella moneta.

Non esita un secondo, la porge alla donnina che per premiarlo gli dice: “Ti faccio dono d’una magia; tutte le volte che suonerai il tuo tamburino, tutti quelli davanti a te si metteranno a danzare senza potere fermarsi”

Bello, interessante, anche se lì per lì non sembrerebbe una grande fortuna…

Come non detto!

Incrocia tre briganti  che vogliono rapinarlo o quanto meno fargli del male, lui allora si mette a suonare e quelli si mettono a sgambettare senza potere smettere, anche se sfiniti e fradici.

Non resta che supplicare il tamburino di smetterla, e lui  consente al desiderio solo quando se li vede lontani e non più pericolosi.

Subito dopo è la volta di un cacciatore che vuol uccidere un tordo; il tamburino suona ed il cacciatore non è più in grado di far del  male a nessuno.

Il nostro piccolo amico comprende solo ora la preziosità  di questa magia; più nessuno potrà fare cose distruttive  a chicchessia,  se ci sarà lui a suonare il suo tamburo.

E se fosse possibile farlo accadere   anche nella realtà di tutti i giorni?.

Quale meraviglioso mondo ci troveremmo, compagni amatissimi!!!

La favola perderebbe  tutto il suo incanto se invece immaginassimo un tamburino che decidesse  d’usare per fini disonesti questo dono ( diventare lui stesso un ladrone che gira incantando tutti e derubandoli).

Perderebbe tutto il suo fascino se ancora   immaginassimo un tamburino che decidesse  d’aprire il tamburello proprio   per scoprire  il segreto della magia, senza poi trovare nulla e perdendo  oltretutto  la stessa magia avuta in dono.

Rodari non sarà Gesù, ma in materia di  storie divertenti, fantasiose e libere  su cui far riflettere   bambini ed  adulti,  non è stato davvero secondo a nessuno.