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Marx

È  uno dei tre autori detti del SOSPETTO, oltre Freud e Nietzsche.

Filosofo  contemporaneo, unisce la filosofia a  considerazioni politiche, economiche, sociologiche e antropologiche.

La sua tesi di laurea indagava  sulla differenza tra DEMOCRITO ed EPICURO.

Essendo non credente (ma soprattutto per le sue idee dichiaratamente rivoluzionarie, antisistema, sovversive e antiideologiche),  rimane precluso alla carriera accademica, e si dedica al giornalismo. Già sulla Questione ebraica Marx entra in polemica con lo establishment per la sua teoria dell’emancipazione degli ebrei, che non solo si devono emancipare dalla religione, ma anche dalla ordinaria idea di Stato, dalla politica di stato e da una condizione umana non libera. Così come gli ebrei si devono emancipare, l’uomo stesso è chiamato a  questa emancipazione.

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Mauro Ceruti

La scuola ha rinunciato ad educare

 

FISICA, BIOLOGIA E FILOSOFIA

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Oggi parliamo del coraggio

Hannah Arendt e il caso Eichmann

 

Edith Stein e l’empatia

 

 

L’EMPATIA

  • Letteralmente significa la capacità di mettersi nei panni di un’altra persona, sentendo e quindi comprendendo quello che vive, pensa ma soprattutto sente
  • Questo termine nasce con la filosofa Edith Stein che se ne occupa nella sua tesi di dottorato nel 13′
  • La particolarità del pensiero della Stein ( filosofa discepola di Husserl, inizialmente atea ma poi si converte al cattolicesimo) è di sostenere che empatizzando con l’altro noi non arriviamo a essere  un unico con lui, anche se  lui rimane se stesso unico e irripetibile, noi  rimaniamo  noi  stessi  unici  e irripetibili. La cosa di rilievo  è che dopo l’atto empatico  il mio  io come persona si sente   arricchito, cambiato;  e trovandomi nella stessa condizione del mio altro  sentirei le stesse cose che lui ha sentito. Ossia il momento fondamentale  dell’empatia  è quanto l’altro sentito empaticamente sia in grado di cambiarmi, trasformarmi, arricchirmi. Grazie al fatto che io ho saputo aprirmi, accoglierlo, condividerlo, confrontarmi;  mi sono resa disponibile.

 

Domande da farsi:

  1. COME è POSSIBILE EMPATIZZARE CON QUALCUNO?
  2. TUTTI POSSIAMO FARLO?
  3. PERCHE’ E’ IMPORTANTE PROVARE EMPATIA?
  4. COSA NON E’ L’EMPATIA

PRIMA RISPOSTA:   possiamo provare empatia per qualcuno in quanto   ogni essere ha in comune il corpo, l’anima e lo spirito; il corpo è la parte fisica-sensoriale; l’anima è la parte interna e non visibile  che si  unisce al corpo nelle sensazioni (anima sensibile)  e si unisce allo spirito nelle  idee e nei sentimenti (anima spirituale), cioè è il tramite tra la parte più bassa e la parte più alta della persona, ed è conosciuta come il nostro mondo interiore; lo spirito è la parte che ci eleva verso qualcosa che non siamo più noi, perchè è altro da noi,  è quello che abbiamo ricevuto in dono dalla Vita, è quello che limita la nostra libertà perchè  così come ci è stato dato gratuitamente, deve anche tornare a qualcosa, cioè allo Spirito con la S maiuscola che tutto ha creato e crea, l’Essere che chiamiamo Dio. E’ lo spirito guidato dallo Spirito  che permette l’empatia, cioè la capacità di sentire l’altro e quindi di cambiare noi stessi, diventando migliori di come eravamo. Persone si nasce ma soprattutto  si diventa,  cercando di  vivere  nella maniera  migliore per noi.

SECONDA RISPOSTA: dalla prima risposta consegue anche la seconda; sì,  tutti possiamo provare nella nostra vita empatia per qualcuno,  per le ragioni sopra dette,  ma solo noi stessi possiamo renderlo possibile, con le nostre scelte, con il prenderci cura di noi stessi e del mondo che ci circonda,  con il senso di responsabilità  verso quei  valori  che possono  aiutarci  a fare il Bene  non come una entità astratta e staccata dalla quotidianità,  ma come la forma più immediata  di fare quello che pensiamo e siamo.

TERZA RISPOSTA:  è importante potere provare empatia  perchè è  l’unico modo   che ci permette di potere essere solidali in una maniera vera e completa,  di poterci aiutare in una maniera profonda, di poterci  arricchire  incontrando l’altro che è diverso da me, così come io posso arricchire qualcuno che prova empatia per me stessa.  Senza empatia noi tenderemmo ad usare solo il livello razionale della conoscenza,  che però non coinvolge l’aspetto emotivo  e dunque ignora una parte importante della persona che è la mescolanza di ragione e sentimento,  anima, corpo e spirito,  libertà e dovere. Infine l’empatia permette di sentire anche l’Essere assoluto, cioè Dio, sapendoci mettere accanto a Dio, con Dio, vicino a Dio come di più non si potrebbe. E naturalmente questo presuppone che sia anche Dio che ci viene a cercare.

QUARTA RISPOSTA: l’empatia  non è un vago sentimento di comprensione dell’altro, non è essere simili a qualcuno in cui ci identifichiamo, non è sapere essere simpatici o avere una buona comunicazione, non è saper essere socievoli,  non  è  prendere le difese di qualcuno  che non sappiamo chi sia ma di cui riconosciamo  la ragione;   l’empatia è  provare/sentire lo stesso complesso emozionale fisico psicologico e antropologico  che qualcuno ha provato  accanto a noi.

Note biografiche: Edith Stein nasce in Polonia nel 1891;  diviene filosofa e poi mistica dell’Ordine delle Carmelitane scalze;  in quanto ebrea viene imprigionata dal nazismo nei campi di concentramento di Auschwitz  dove   morirà nel 1942, vestendo l’abito di  monaca.

Compito:   Prova a ripetere con le tue parole  spontanee   cosa hai capito sulla empatia e mandamelo senza timore all’indirizzo mail  qui indicato  dallomo.antonella68@gmail.com

Io stessa lo pubblicherò,  se vorrai, sul blog didattico che uso  e che si intitola           Labadec.wordpress.com

 

ma è lei che amo perdutamente

paperworker

 

“L’unica cosa che non viene mai insegnata, nemmeno per caso, nell’atmosfera delle scuole pubbliche è questa: che c’è una verità delle cose, e che nel conoscerla e nel parlarne diventiamo felici.”

G.K. Chesterton