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E’ nato il nostro LOPTIS

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E’ nato il nostro LOPTIS

Una discussione sul cmooc

La ruota della Pedagogia

The Padagogy Wheel:

articolo originale  preso da qui

padaogy wheel

Andando per tagging…

 

Questo cMooc  mi sta dando  la possibilità di scoprire non solo persone molto interessanti, impegnate, amanti del proprio lavoro, con tanta voglia di   fare e di migliorare, ma anche occasioni bellissime  di scoprire contenuti e appunti di viaggio che teniamo senza saperlo tacite e come addormentate in qualche angolo del nostro cervello.

Ecco che il post di una compagna, o le sue immagini, sue nel senso di inserite da lei nel suo blog, o ancora i suoi commenti, ci fanno scattare il meccanismo dell’intrigo e del coinvolgimento.  Della laboriosità.

Trovo che i blog servano soprattutto a questo. Frequento pochissimo i social network perchè li trovo dispersivi, fatti  per chi non ha voglia di fare nulla, di passar del tempo, appunto, visto che dopotutto   questa è la loro principale funzione.

Se volessi incontrare nel web   i miei amici scrivo loro direttamente una mail  dove posso allegarci di tutto, e se voglio fare nuove conoscenze, vado sui social network, è vero, dove effettivamente  tutti noi possiamo dire la nostra, formare gruppi, esprimere tendenze…Però, c’è un però…Tutto accade in un modo estremamente più superficiale e velleitario.

Sarà che non m’ interessa per carattere l’andar  per nulla concludere, sarà che  ho in orrore  i luoghi comuni, sarà sarà sarà…quando si va su di un blog di un certo tipo, è più facile trovare occasioni per scambiare veri contenuti. Molto  meglio se i blog finiscono dentro un wiki, oppure dentro un cMooc, oppure dentro un Progetto web  di un certo tipo  tendente a creare  comunità virtuose  ed empatiche.

E’ quello  che sta accadendo a noi, qui, ed è quello che accade in ogni punto di formazione  che nasce con lo spirito puro e perfetto  di fare sviluppo mentale, sviluppo creativo, sviluppo di competenze.

E’ appunto girovagando per i nostri diari che  ne trovo alcuni bellissimi, intriganti, altri non li ho di certo   nemmeno scoperti (per mio difetto), un pò per pigrizia nell’aggiungere contenuto su contenuto (quante cose vorremmo scoprire ma la nostra capacità di osservazione e ricerca ha un limite)

Mi colpisce  l’intelligenza unita all’ eleganza dell’immagine, ci sono pagine intrise di  architettura scenica, fatte di  pulizia mentale.

Altre hanno il sapore della giovinezza, della freschezza degli anni; altre  hanno il rigore della consapevolezza del proprio ruolo, della solidità scientifica e tecnologica.

Qui dentro ci sono tante intelligenze diverse tutte al lavoro secondo la propria specifica, e visto il contesto del compito chiamati a svolgere, secondo  il proprio senso di taggare.

A quale intelligenza appartieni?  è un link  di Didatticarte (Emanuela Pulvirenti)   che può senz’altro farci comprendere alcune cose.

Mi  colpisce l’energia di certi protagonisti della didattica, figure instancabili e piene di risorse come Nicoletta Farmeschi (una  a caso  fra le tante bravissime  qui dentro)

Mi colpisce  l’impegno di tutti noi   che ci ritagliamo il nostro piccolo spazio, quando possiamo, con disciplina e metodo, unitamente  all’entusiasmo e alla leggerezza   di chi si sente, perennemente pioniere, sperimentatore, ricercatore.

Mi colpisce l’affetto che sappiamo riservarci, la nostra cortesia, il camminare in punta di piedi per non  disturbare  e nello stesso tempo l’insistenza di essere  sempre  presenti.

Mi colpisce in verità che non c’è molto da rimanere colpiti. Quando entriamo qui lasciamo per antonomasia   fuori dalla porta tutto lo stress, le cose che non vanno, le incombenze quotidiane, per sentirci proficuamente   come a casa, tra amici e colleghi.

Sarà che nessuno ci obbliga, sarà che è per noi un gesto libero e liberatorio, sarà che davvero qui dentro si impara, si scopre, ci si sente stimolati.

Scusate se ho detto alla fine io stessa cose banali, ma mi è venuto così…

E adesso vado a fare quel che che devo in diigo e poi ve lo relaziono.