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Un piccolo approfondimento

E’ decisamente la più complessa.

Introduce la situazione in cui le variabili da tenere in considerazione sono più di una, come per esempio  nel calolo di un’ipotenusa che prevede il valore dei due cateti.

La formula dice cateto uno al quadrato + cateto due  al quadrato, il tutto sotto radice quadrata. La difficoltà sta nell’inserire gli operatori giusti negli spazi previsti.

Per capire meglio inserisco il video che spiega quando le variabili sono più di una, dove la mitica Jessica viene sostitita da Marcello, altrettanto chiaro e illuminante.

 

Da approfondire per le evidenti possibilità didattiche  che introduce.

Ciao a tutti e buon divertimento…

 

Scracth all’opera

Bene, dopo avere visionato le lezioni di Jessica Redeghieri, una giovane  docente appassionata di Scratch, mi sento decisamente pronta ad  affrontare il programma con i miei alunni.

Per ora ho visto tra di loro  abilità nell’andare a scegliere i Protagonisti e l’Ambiente dove farli muovere, che è ovviamente la parte PIU’ DIVERTENTE, ma molti se non quasi tutti  devono ancora entrare nella LOGICA DI PROGRAMMAZIONE, dimostrando conoscenze basiche  nell’utilizzo degli strumenti che si dividono tra Aspetti, Suoni, Movimenti, Variabili,  Situazioni, Controllo, Sensori, Penna e non ricordo l’ultima opzione.

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La lezione del mouse

I bambini di prima arrivano in fila per due, un pò in ritardo, a lezione inoltrata.

Maestra Irene mi spiega   sorridendo che con le prime è sempre così, fa sedere i bambini davanti ai pc già predisposti per loro, dove avevo scaricato preventivamente il programma che sarebbe servito  per la lezione.

Oggi si lavora sul GIOCO DEL MOUSE, ossia su come bisogna imparare ad usare lo strumento manuale che ci permette di interagire in maniera iniziale e funzionale  con la macchina.

Dopo i primi quindici minuti che risultano necessari a che tutti gli alunni trovino la propria sistemazione, attraverso le ripetute raccomandazioni  a non strattonare i fili, a non muoversi con le sedie con le rotelle (da dove è anche facile cadere…), ad alzare la mano in caso di bisogno,  a non fare cose improvvisate  con la tastiera (come scaricare programmi da finestre aperte che dovessero comparire improvvise sul desktop…), e così via, FINALMENTE SI PARTE.

Ad un certo punto  maestra Irene si mette  a canticchiare una filastrocca utilizzata per insegnare  ai bambini  l’uso  corretto  della destra/sinistra,  i bambini  la seguono incantati, io rimango ad ascoltarla questa volta io sorridendo, anch’io incantata dalla sua melodia.

La lezione del Mouse che porterà  la classe ad una vera e propria PRIMA PATENTE DIGITALE, è stato saggiamente presentata dalla collega, che racconta, prendendo il tema alla larga,   che un giorno in una scuola dove aveva lavorato anni addietro, erano andati persino i vigili a consegnare la PATENTE DELLA BICI ai ragazzi di scuola.

Insomma, per imparare a fare una cosa dobbiamo allenarci, metterci alla prova, fare dei tentativi, che alla fine tutti ci arriveremo a questo piccolo e prezioso ATTESTATO DI ABILITA’.

L’insegnante di informatica   mi aveva anticipato   che per bambini così piccoli non era scontato  sapere impugnare correttamente il TOPO, e che poteva richiedere un lungo tempo il  manovrare secondo le ISTRUZIONI date dal GIOCO attraverso le maschere colorate ,  che si susseguono attraverso  comandi e che si organizzano  per graduali difficoltà.

In effetti li vedo alcuni  un poco imbranatelli, molti di  loro non hanno mai usato  un pc, oppure sì lo conoscono, attraverso quello del papà a casa, ma di certo non ne hanno avuto ancora accessibilità.

Adesso se ne trovano davanti uno tutto per sè, questa macchina delle meraviglie che è come una specie di televisione che ci fa vedere cose e persone, ci fa sentire suoni e musiche, ci fa leggere comandi e cose da fare,  e noi dobbiamo sapere stare dietro ai suoi STIMOLI.

DOVE PERO’ SIAMO   NOI CHE GUIDIAMO  LEI E NON VICEVERSA.

All’inizio è la macchina che sembra avere la meglio, e noi sembriamo tanti piccoli incapaci  che si devono armare di tanta pazienza per riuscire a superare il primo ostacolo per  così passare al secondo.

Ma l’insegnante è li pronta ad incoraggiare, a dare consigli, i ragazzini non mollano, è una questione di DOVERE FARCELA, e  presa dalla stessa  emozione che cattura il bambino,   è li che ride con lui, che gioca con lui, e con lui gesticola, applaude, esplode in esclamazioni, tutti presi  insieme in un grande coro e dentro una danza divertente e costruttiva….

Che meraviglia. Adesso GLI ALUNNI   non vorrebbero  più staccarsi dal computer;  ci dicono, a noi maestre, “Guarda ce l’ho fatta” ,  “Evviva, sono già al terzo traguardo”, “Non ci sono ancora riuscito ma adesso riprovo…”

Che spettacolo vederli così presi, attenti, partecipi   e ridenti; non ce n’è uno che non sia stato CATTURATO  dal compito, e  quando arriva il tempo di chiudere perchè occorre andare a mensa, c’è chi dice “Ma di già, io volevo continuare…”

Maestra Irene ed io ci incrociamo nello sguardo, anche a noi è piaciuta immensamente la lezione, e certamente la rifaremo, un’altra diversa, tra una settimana…  🙂

 

Guida operativa di Scratch

Scratch per le insegnanti

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Effettivamente, dopo avere visionato attentamente la guida e gli esempi guidati passo dopo passo da una collega, ho potuto mettere a fuoco perchè ai bambini piace tanto questo strumento di racconto.

Si sentono protagonisti nel potere COSTRUIRE STORIE, scegliendo  i protagonisti, i dialoghi, lo scenario di sfondo, i movimenti degli stessi personaggi, come dei veri REGISTI DI  TEATRO.

Per fare tutto questo devono incastrare dei comandi tenendo conto dei tempi di esecuzione.

Questo tipo di  attività  richiede  CALCOLO/LOGICA, FANTASIA, CONOSCENZA DI TEMI SPECIFICI, CAPACITA’ RELAZIONALI, IMMAGINAZIONE. Insomma, non  è il solito compito fatto sul quaderno, o la solita lezione dove vengono ripetute abilità già acquisite.

Il contenuto si costruisce strada facendo, unendo le varie proposte dei singoli, imparando a MEDIARE per arrivare a una soluzione finale che rappresenta il frutto di un LAVORO COLLETIVO.

Per non parlare del fatto che il lavoro può venire CONDIVISO.

Quello che vengono appunto  definite LE COMPETENZE TRASVERSALI.

Grazie alla maestra che ci ha fornito la sua GUIDA ILLUMINANTE.

 

primi passi di coding