Croce

Croce nasce nel 1866 e muore nel 1952. Rappresenta uno dei più noti e significativi filosofi italiani  di tutti i tempi.  Identifica l’idealismo  in Italia  e  fonda l’Istituto italiano di studi storici, segnando un punto di svolta.  Il tema centrale è la storia intesa come  azione e pensiero.  Dopo  Croce ogni filosofo italiano e non solo  non potrà che  ripartire, in materia di idealismo,  dalle sue considerazioni.

In primis assegna all’arte un ruolo fondamentale; l’arte è autonoma  e non può essere in nessuna maniera strumentalizzata. Tra tutte le arti  un posto speciale spetta alla poesia che lui distingue in poesia, anti poesia  e non poesia. Naturalmente l’amore per la poesia si allarga a tutta la letteratura, che lui conosce  approfonditamente e a cui dedica tutta la sua vita.   Dell’estetica dice che è una linguistica in generale.  Croce è sagace, critico, imprevedibile e controcorrente; parla all’interno delle cose, si identifica con il narratore,  è scavatore dell’anima, scandagliatore  dei particolari  in apparenza  insignificanti.

Inizialmente legato ad una fede tradizionale, verso la giovinezza è portato ad abbandonarla. Un atto   luttuoso terribile arriva a sconvolgere la sua esistenza; perde tutta la sua famiglia  nell’evento sismico di Casamicciola del  1883, e quindi si trasferisce nella casa dei  parenti  Spaventa,  quella famiglia  che abbiamo già visto nominata come  interprete importante della  costruzione dell’unità  d’Italia.

Croce non  possiede una particolare vocazione politica, non è uomo d’azione ma di pensiero, anche se l’azione lui la vive proprio attraverso l’agire   del suo pensare.  Più la vita intorno a lui è movimentata e frenetica, più lui sente il bisogno di ritirarsinelle stenze della sua importante biblioteca di famiglia, fino a che ha modo di incontrare Labriola come docente universitario.

La conoscenza con Labroiola (anche lui importante protagonista  della politica del momento)  lo riconcilia con la fede. Sono gli anni in cui nasce in Italia il Partito socialista al  quale però non aderisce direttamente.  I suoi studi si allargano, legge Marx e approfondisce il materialismo storico al quale replica con la sua Critica al materialismo  storico. Inizia a collaborare con De Sanctis  e poi con Gentile che gli succederà  non con lo stesso  vigore  filosofico.  In questi anni scrive la Critica all’estetica. Non c’è momento che lo possa trovare in ozio; la sua giornata è fatta di lettura continua, riflessione e poi scrittura. Il suo stile viene definito meraviglioso, avvincente, unico,  e non per nulla conquista tutti.

Più Croce scrive, e più nascono in lui progetti pratici e concreti; fonda la Rivista letteraria,  inizia la sua Opera politica  e civile, scrive saggi su Hegel e Vico, fino a scontrarsi con i futuristi che  scrivevano sulla Voce. Dei futuristi, più che del futurismo, contesta l’agire irrazionale e impulsivo. E sulla guerra fu neutrale e non interventista.

Coerentemente  si schierò contro il fascismo (dopo i tragici fatti del delitto Matteotti)  dal quale prese le distanze,  anche dallo stesso Gentile ormai divenuto Ministro della Pubblica Istruzione;  si ritira  progressivamente a vita privata, senza comunque uscire di scena. La sua casa diventa  un luogo di incontro continuo, passaggio di intellettuali  (Giustino Fortunato fu uno dei tanti)  e giovani studenti desiderosi di misurarsi con il loro maestro.

Quando il fascismo ricorre apertamente a metodi spionistici e terroristici, progressivamente la sua casa si svuota, e si riduce a pochi fedelissimi e quasi intoccabili, come lo era lo stesso Croce per l’opinione pubblica del tempo.

Nel periodo del suo ritiro forzato, ma tanto congeniale al filosofo, proliferano le sue opere, dalla Storia di Napoli, alla Storia d’Italia, alla Storia d’Europa. E’ proprio Croce a fondare il Manifesto antifascista e nel periodo bellico che va dal 1940 fino alla fine  la sua casa di Sorrento, villa Tritone, diventa un punto di riferimento per  gli  intellettuali  liberali e  favorevoli  alla fine della dittatura. Il 14 luglio 1944    si ritira dalla vita pubblica, dopo avere partecipato  al Congresso antifascista che si tiene a Bari sempre nel 44.

Nel 1946   partecipa all’Assemblea costituente   e si schiera contro i Patti lateranensi, difendendo la scuola pubblica.  Critica il Partito comunista, che non appartiene al suo pensiero moderato e  idealistico/cattolico.  Quando gli propongono  la presidenza della Repubblica o la senatura a vita, rifiuta.

Nel 1947 inaugura l’Istituo nazionale di Ricerca e mette la sua importante biblioteca al servizio del pubblico, privato e istituzionale. A lui arrivarono 400 allievi/studiosi da tutto il mondo, attratti dal suo nome e dalla sua   forza di pensiero.

Nel 1949 compie il suo ultimo viaggio a Roma.

Nel 1952 muore serenamente nella sua casa, si dice con un senso di liberazione, andando a consegnare agli altri la sua memoria  e quello che lui senza dubbio ritenne il peso della vita, quella vita che esige rigore, diremmo noi in un senso moderno  “onestà intellettuale”.  Quello che  tanto necessiterebbe alla nostra attuale classe politica.

Il suo motto che lo identifica sarà “Ogni vera storia è storia contemporanea”, come a dire   che  quello che è stato di bello non muore mai, continua ad essere vivo e vero, ad insegnare e costruire nel tempo. Viceversa, quello che è stato di  falso,  non può durare nel tempo, prima o poi si scontra con la verità che esige la sua parte per venire alla luce.

Quando Croce ha dovuto scegliere da che parte stare, ha fatto la sua scelta  seria e silenziosa.  Poi il silenzio ha lavorato a gran voce.  Ha avuto la chiarezza di giudizio che è mancata a molti altri eccellenti filosofi, magari per certi  aspetti   più  interessanti di lui, ma  questo Croce è tutto nostro, tutto italiano.

 

 

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Benedetto Croce e lo storicismo assoluto

BENEDETTO CROCE

BENEDETTO  CROCE   è stato uno dei maggiori filosofi italiani del 900.

Viene associato all’IDEALISMO  e allo STORICISMO  con il nome di STORICISMO ASSOLUTO e di NEOIDEALISMO.

Il filosofo  elabora il suo organicismo  studiando il pensiero di MARX   che sosteneva il materialismo storico.

Croce riprende Hegel  che aveva sostenuto la DIALETTICA DEGLI OPPOSTI, ma completa  la struttura  hegeliana  con la DIALETTICA DEI DISTINTI,  che Hegel aveva omesso di trattare.

Chiaramente ci dice ciò che è vivo e ciò che è da ritenersi morto dell’eghelismo.

Tesi antitesi e sintesi  sono solo una parte della dialettica.  La storia  si può infatti riferire  sia  al campo della fantasia, che al campo della realtà conosciuta e conoscibile, che al campo dell’agire  materialistico  che lui chiama l’agire economico,  che al campo dell’agire etico.

Chiama ESTETICA  tutto quello che riguarda il mondo della fantasia, della creazione  e dell’arte governato dall’INTUIZIONE  UNIVERSALE a cui tutti gli esseri partecipano grazie alla CONOSCENZA INTUITIVA.  Siamo nel regno del SENTIMENTO, dove  l’intuizione e l’espressione dell’intuito sono una  sola cosa. L’arte è per essenza universale e cosmica,  ha una forma di  trascendenza  grazie allo Spirito  che la sovrasta. L’arte quindi NON E’ UN CONCETTO, NON E’ UNA DOTTRINA, NON E’ UNA LOGICA.

Chiama  LOGICA   tutto quello che riguarda il mondo della STORIA  che viene a coincidere con la FILOSOFIA ( si può conoscere  solo  quello che è accaduto grazie al CONCETTO UNIVERSALE  o PURO   che utilizza pseudo concetti come  il linguaggio (forme convenzionate)  e   i concetti astratti (come le unità di misura…). Ogni conoscenza della storia è un rivivere quella storia facendola rivivere nel presente come se fosse contemporanea.  Si parla di ESPRESSIONE DELLA STORIA, dove alberga lo Spirito della storia, e dove  il giudizio individuale coincide con il giudizio  definitorio.

ESEMPIO  CONCRETO:    dire   l’arte è intuizione lirica,   e dire  l’Orlando furioso  è un’opera d’arte significa dire la stessa cosa.  Il primo è un giudizio definitorio/filosofico  e il secondo è un giudizio  individuale/concreto.

LA CONSEGUENZA  IMPORTANTE    DI QUESTA IDENTITA’ è che la storia e la filosofia sono la stessa cosa, non c’è la storia che segue la filosofia o la filosofia che segue la storia. Nascono insieme.  Come dire che  quello che si giudica  si traduce in filosofia della storia  e in storia della filosofia. O semplicemente la STORIA  è tutto quello che noi conosciamo, è la conoscenza stessa.

Ogni storia diventa ATTUALE perchè è  e rimane viva  dentro di noi. In questo senso si parla si STORICISMO ASSOLUTO.

Anche a questa conoscenza tutti gli esseri partecipano. E’ stato questo il campo di interesse di Hegel dove si esprime la dialettica degli opposti.

Chiama  ECONOMIA  l’agire pratico/utilitaristico  che comprende anche la POLITICA, LE LEGGI, LA GIUSTIZIA e tutto quello che  contribuisce al governo della società e a tutti i suoi fini INDIVIDUALI  nel senso di  specifici/utilitaristici.

Chiama  ETICA   l’agire  morale  legato a un sistema di valori  che trascende l’uomo, che comprende la somma idea di LIBERTA’, di VITA VERA  e che quindi persegue fini UNIVERSALI.

Sia l’agire economico che l’agire etico  presuppongono la volontà, non ci può essere AZIONE SENZA VOLIZIONE.  Di questa parte   Croce non dice molto di più.   Non approfondisce il tema  complesso della LIBERTA’ e dello SPIRITO IN SE STESSO   che corrisponde all’agire etico.

CONOSCERE LA STORIA  non significa giudicarla, ma comprenderla, nel riviverla o farla rivivere, anche nella sua funzione catartica  dove il passato diventa stimolo per il futuro.

Croce si dissocia dall’idealismo di Gentile  per dissociarsi  espressamente  anche  dal fascismo di cui non condivide l’agire dittatoriale  e antidemocratico.

 

Croce e il neo idealismo- storicismo assoluto

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