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Didamatica 201333

formi vacca

Una terrazza fiorita

Un’insegnante di matematica, una di lingue straniere , una di  lettere, una esperta in linguaggio informatico, una di  non so che cosa, ed altri vari,  per avere l’ottica di tutte le discipline.

I gruppi in parte si formano per caso; ci si comincia a conoscere  con qualche commento o qualche mi piace; il tempo, le affinità  e la concentrazione  fanno il resto.

Così eccoLi tutti qui alcuni  miei vicini di casa.

C’è Antonella  Rubino  con tutta la vitalità dei suoi splendidi anni,   c’è  Claude  con la sua immensa professionalità e competenza, c’è  Grandipepe   che non ho ben capito che lavoro faccia, ma mi piace la sua poliedricità ed il suo entusiasmo,  c’è Mafaldina (nome d’arte)  che so essere una valida ed esperta insegnante di classici e non solo…,,; non poteva mancare un rappresentante del sesso  opposto, e dunque ecco Costantino,   poi  Luisella che insegna inglese nella nostra meravigliosa Toscana, e poi c’è  Maurizio  che intitola il suo blog Zio maestro, Anna Rita che mi sembra alla perenne ricerca di se stessa, e  Nicoletta  con un percorso di lungo raggio;   datemi ancora qualche giorno per approfondirne   altri…(già li ho  intravisti, è solo questione di organizzare al meglio  il mio terrazzo pieno di  fiori  colorati  che ci accompagneranno nelle nostre occasionali e sicuramente  proficue  chiacchierate…)

Tra mille impegni fuori di qui, ed il fermento del nostro grande maestro che vedo che in questi giorni tace, forse proprio per darci il tempo di non schiantarci al suolo di questo incerto fine d’aprile,  ce la farò, ce la farò  a mettere  la giusta  attenzione  alle nostre necessità,  o  ” miei  carissimi viandanti di percorso...”

Ho notato che molti non hanno messo le loro identità, nel senso, due parole per dire chi sono e cosa fanno…; sarebbe invece  la prima informazione utile che aiuta anche a riconoscerci…lo dico anche per me che infatti mi sono identificata solo dopo avere cominciato a postare.

Certo, tempo al   tempo  (ormai manca pochissimo) e il nostro villaggio troverà le sue  tracce, le sue abitudini, il suo essere unico e diverso dagli altri.

Non importa quanto si riuscirà a fare, ma perchè lo faremo e come.

Domani penso di  andare nella casa vicino al mare, a finire certi lavori. E non so se riuscirò a connettermi con la rete wireless.

Ci proverò, giusto per non perdervi completamente di traccia.

I compiti li ho fatti tutti, anche il programma notepad++ finalmente si è deciso a funzionare.

: _)) (eh eh eh  chi la dura la vince)

La sola cosa che forse non funziona come dovrebbe è il tempo, davvero ancora   ballerino.

Ciao  a tutti, stacco e passo.

Cosa intendo per…

Vista della Valletta vecchie strade di città. Malta Archivio Fotografico - 8497977

Ciao a tutti.

Vorrei fare con voi  due chiacchiere, come dei bravi amici che si ritrovano al caffè sotto casa prima della ritirata o prima di andare a fare le ore piccole…

Quando scrivo un post, quando in genere mi metto a scrivere un nuovo articolo, lo faccio quasi sempre perchè amo la scrittura.

Scrivere mi rilassa, mi fa ritrovare la parte migliore di me, e mi mette in sintonia con la parte migliore degli altri.

Almeno così io percepisco la cosa.

Poi il post finisce, lo pubblico, chiudo il computer e vado a fare altro.

Mentre che la vita  ordinaria procede per la sua strada,  ogni tanto ripenso al mio post che sono andata a mettere sulla rete, e mi assale a volte (spesso) la preoccupazione  d’avere scritto cose non intelligenti, se non proprio intelligenti, almeno accettabili.

A volte mi riprometto di andare a correggere certe parole e certe espressioni che ritengo d’avere lasciato  troppo frettolosamente , o che ritengo potrebbero essere equivocate.

E poi scrivere non è una cosa che finisce lì.

Io riscriverei la stessa frase sempre in modo diverso. Sono certa che potrebbe essere sempre migliorata, completata, se non addirittura  trasformata.

Lo so, non siamo qui per discutere su come si scrive; siamo qui per scambiarci competenze, dubbi, risorse, testimonianze, piccole cose di tutti i giorni legate al nostro lavoro, legate al quotidiano; siamo qui per scoprire cose sulla rete, attraverso la rete.

Siamo qui perchè qualcosa ci ha portato giocosamente a farlo. In primis la nostra innata curiosità.

Mi piace la serenità dei maestri  che  mettono a loro agio i loro allievi. E  mi piace la freschezza dei giovani  che  parlano sapendo d’avere il mondo davanti. E mi piace  conoscere persone nuove che hanno voglia di mettersi in discussione.

Sapete cosa vi dico ancora, per oggi? Che il mio alloggio è quasi pressochè a posto; i mobili essenziali li ho messi, qualcosa si aggiungerà cammin facendo. Ma solo se dovesse diventare un  luogo di incontro tra me e voi,  allora sarà servito a qualcosa farlo.

Dal caos verrà fuori la luce

La natura  ce lo insegna ogni giorno.

Non temo il disordine, per lo meno non quello dal quale so verrà fuori qualcosa di positivo.

Se il problema non è l’imprevisto, il non programmato,  l’ancora da definire, allora qual’è?  Perchè è chiaro che non è tutto facile come può apparire.

Mi spiego meglio. Non è che il difficile sta nelle pratiche ancora da apprendere; il difficile sta nella capacità di relazionarci, in parte.

Se fosse  facile non esisterebbero i divorzi, le separazioni, i tradimenti, gli inciuci, ecc…ecc…ecc…

La varietà anagrafica di questo villaggio ci aiuta, ci viene in soccorso, credo.

Ci sono le persone mature che però rimangono giovani nell’intelligenza (come si diceva questa si può abbellire  col tempo); ci sono i giovani che vorrebbero la sicurezza dei grandi e per questo l’osservano con curiosità e rispetto; e ci sono quelli di mezzo, che sono un pò di qua e un pò di là.

Alla fine quello che rimane e  che credo possa fare la differenza  è la comune voglia d fare, di scoprire, di progettare insieme.

Senza  fini non dichiarati. Senza  bramosie d’arrivare per primo. Senza annaspare. Con semplicità e coerenza.  Con letizia.

E con pazienza.

Bene.  Siamo pronti?