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Van Gogh sulla soglia dell’eternità

L’ultimo film uscito sulla vita del celebre pittore si occupa degli ultimi anni della sua vita.

Lo stile è neorealista, usa immagini sfuocate, sghembe, con primi piano e grandi inquadrature paesaggistiche che si rincorrono. C’è  lui che si ricorda oltre che raccontarsi,  lui che dietro lo schermo nero entra nella sala del cinema  attraverso la sola voce, come se fosse presente e narrante se stesso; lui che si mette a nudo con tutte le sue fragilità, senza mai cadere nel baratro  della follia, non si capisce per quale miracolo. Se c’è un’ombra scura che lo rincorre, che lo minaccia, che lo fa sentire in pericolo, è sempre l’ombra dell’altro, di quello che non lo accetta per la sua diversità, per la sua stranezza, per la sua originalità fuori da ogni canone.

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Arthur Schopenhauer

Arthur Schopenhauer è stato un grande filosofo dell’800  che si impone all’attenzione del pubblico e della critica solo negli ultimi anni della sua SFORTUNATA ESISTENZA.

Viene definito un filosofo INATTUALE , ossia non allineato con il suo tempo, e quindi destinato all’insuccesso; quando però i tempi maturano,  allora improvvisamente la sua opera filosofica prima rimasta inascoltata e praticamente buttata al macero,  torna alla ribalta e ne usciranno continue riedizioni.

IL MONDO COME VOLONTA’ E RAPPRESENTAZIONE   contiene la sua tesi filosofica idealistica  e antihegeliana,  che praticamente dice questo:

IL FENOMENO è l’apparenza, la DOXA, il velo di Maia.

IL NOUMENO  è la verità, la sostanza, la cosa in sè.

Si noti che Kant aveva detto L’ESATTO CONTRARIO, quindi  Schopenhauer riprende Kant ma rovesciandolo. Si deve ribadire che il filosofo è a suo modo un IDEALISTA,  cioè continua il pensiero idealista iniziato da Platone  con il MONDO DELLE IDEE e portato a compimento da Kant.

Se c’è un pensiero che S  INVECE   non può ammettere è proprio quello hegeliano; per lui HEGEL  era un ciarlatano, uno che esaltò la materia come se fosse Dio in terra, uno che esaltò la ragione come realtà e la realtà come ragione. Critica il suo ottimismo storicista, la storia non conosce un’evoluzione ma è prigioniera di un ETERNO RITORNO, dove gli uomini tornano a commettere sempre gli stessi errori.

Per S non è la ragione che vince nella storia ma solo la VOLONTA’ DELL’UOMO che è tutto tranne che razionale.  Dentro la volontà dell’uomo c’è l’impulso, la passione, il desiderio, il sangue, la pancia, il non definito,  altro che ragione e controllo delle emozioni.

Emerge centrale il CORPO, la fisicità dell’uomo come ANIMALE METAFISICO.

ANIMALE SENZA DUBBIO, MA METAFISICO, perchè capace di farsi delle domande che sono il fondamento della filosofia e quindi della metafisica.

S  sostiene che occorre squarciare IL VELO DI MAIA, dietro il quale si nasconde la verità. Ricordiamo il mito della caverna, il pensiero di Platone, la rivalutazione della METAFISICA CRITICA.

Di tutto il complesso impianto logico di Kant, S conserva una sola CATEGORIA CENTRALE ED ASSOLUTA,  CHE E’ LA CASUALITA’.

La categoria della casualità può spiegare tutto del mondo,  sia i suoi aspetti fisici che quelli etici.

Ricompare nella filosofia di S  la parola MERAVIGLIA, intesa   però nel suo senso totale, sia positivo che negativo. Meraviglia come piacevole sorpresa, ma anche come  SCONCERTO, DUBBIO, SMARRIMENTO,  ANGOSCIA DEL NON CONOSCIUTO, PAURA DELLA MORTE…(queste cose saranno riprese da KIERKEGAARD)

Oltre criticare Hegel, oltre rovesciare Kant, S critica anche la RELIGIONE in quanto semplice ILLUSIONE e forma di sedativo ( questo sarà ripreso da Freud e da Marx), critica l’ottimismo illuminista per la sua facile idea di progresso, critica il romanticismo di Rousseau che parlava dell’uomo come di un buon selvaggio che può essere educato alla pace, e invece l’uomo è Homo in homini lupus.

S è PESSIMISTA come LEOPARDI, che riprende e che è il suo maestro, ma mentre L supera il momento DESTRUENS con il sentimento dell’IMPEGNO EROICO e della RESISTENZA AL DOLORE, S  rimane distruttivo, cade in contraddizione, invita da un lato all’ASCESI, al praticare quello che lui chiama il NIRVANA, cioè il distacco dal mondo e dalle sue passioni, ma dall’altro lui stesso non lo pratica.

S  sostiene che non c’è vera passione che sia degna d’essere perseguita, perchè anche la più nobile, come l’amore, non è altro che AFFERMAZIONE DI SE’ e ISTINTO A PERSEGUIRE LA SPECIE.

Dentro una qualunque coppia, prevale un rapporto di forza, uno prevale e l’altro soccombe, così come il cavallo con il suo cavaliere, come il servo  con  il suo padrone. Quindi bisogna distaccarsi dal mondo e stare a guardare. Peccato che questa idea del distacco non viene capita, è un qualcosa che parla più la lingua della cultura indiana che quella della cultura occidentale,e poi è qualcosa che non può essere realizzato in un senso universale. Su questo punto il filosofo Nietzsche, che prenderà S come suo maestro, si ribellerà e dirà chiaramente  “Qui S ha sbagliato, l’uomo non può smettere di essere se stesso, di essere uomo, di affermare la sua VOLONTA’ DI POTENZA”

La critica è anche di  Leopardi che  aveva opposto all’ascesi L’IMPEGNO ETICO al fare, al perseguire il proprio progetto di vita.

In effetti oltre l’ascesi (il nirvana) per S   l’uomo ha altre due possibilità, che sono impegnarsi nell’ARTE o rifugiarsi nella PIETAS, nel sentimento di COMPASSIONE per l’umanità sofferente. Quindi l’uomo o si mette a creare esprimendo nella sua opera il suo stato, senza creare rapporti di forza ma solo rapporti creativi, o si mette a fare il filantropo, l’uomo della carità,   in un senso umanitario. Il TU DEVI kantiano del fare la cosa giusta qui ha lasciato il posto al TU PUOI FARLO, TU PUOI SENTIRE il bisogno di farlo.

 

 

 

 

Per una porta che si chiude, una più grande ci attende

E’ andata così.

Il mio tempo a termine presso la scuola primaria si è concluso con il mio convolo in una scuola superiore, quella che attendevo da parecchio tempo, dopo il frammezzo  dell’ultimo anno che mi ha visto alle prese con l’anno di prova.

Sapendo di volare via, ho voluto passare il mio ultimo pomeriggio di scuola alla primaria con una collega speciale, speciale per empatia, competenza e umanità.

Si chiama Antonella, come me, e fa la maestra in una quarta classe.

Mi accoglie con il suo solito sorriso d’intesa, e mi illustra il programma delle due ore che ci attendevano.

La prima ora sarebbe stata dedicata alla creazione di un disegno che avrebbe dovuto rappresentare l’autunno, ascoltando come sottofondo la musica di Vivaldi e la lettura di una poesia.

La poesia diceva:

“Vento d’Autunno” di Lao Tse

Si leva il vento autunnale

che spinge le nubi fluttuanti.

Erba ed alberi ingialliti

si spogliano.

Passano a stormi

le oche selvatiche:

vanno verso il sud.

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L’albero dei diritti come…

Il tema dei diritti del bambino è super gettonato nella scuola, ma ogni volta che viene affrontato, chissà perché, non è mai lo stesso lavoro.

Potenza della creatività dell’essere umano…..e dei bambini che ci mettono la propria.

ECCO IL NUOVO ALBERO DEI DIRITTI…….dai bambini dell 4C.

 

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L’Autoritratto

Ecco come si vedono i bambini  🙂

Lezione di storia e di arte

L’ora prevederebbe musica, ma di musica so poco, purtroppo, e così mi sposto su STORIA, che invece è il mio pane quotidiano.

Si parte dal libro di testo, che comincia a spiegare la differenza tra storia intesa come passato recente, o storia intesa come passato lontano.

Quindi si parla di storia come RACCONTI che i nonni tramandano ai nipoti, oppure come FOTOGRAFIE che raccontano del passato, oppure come FOSSILI, o come  REPERTI, o come STUDI GEOLOGICI, o come STUDI ANTROPOLOGICI, fino a riparlare della LINEA DEL TEMPO.

Sul muro c’è quella che parte dal 2010, l’anno in cui i bambini di questa classe sono nati, e che poi procede di numero in numero  fino al tempo  in corso.

Ad un certo punto parlando dell’uomo si parla anche di EVOLUZIONE, e allora c’è sempre il bambino che interviene  e che dice “L’uomo viene dalla scimmia…”

E’ vero, l’uomo si è evoluto e prima di diventare  un  OMINIDE apparteneva al genere animale. Pur continuando a rimanere un animale speciale.

A questo punto io mi diverto sempre a fare ragionare i bambini su una palese e famosa CONTRADDIZIONE DEL SAPERE, che è destinata a rimanere tale fino alla fine del tempo.

Chiedo ai bambini “Ma allora, ha ragione la scienza che l’uomo viene dalla scimmia, o ha ragione la religione che dice che l’uomo viene d Dio?”

Sono tutti attentissimi, li sto conquistando tutti, perchè non si aspettavano questo genere di domande, e questo genere di lezione…

I più audaci alzano la mano per tentare risposte: uno dice “Dio ha fatto prima la scimmia che poi si è evoluta ed è  diventata uomo”

Risposta impeccabile, che mette in salvo le due teorie senza lasciarle l’una contro l’altra.

Sono troppo piccoli per portare il discorso sul concetto di FEDE, però li vedo perplessi, è fuori di dubbio che Dio è Dio e che se viene studiato in religione una parte di ragione deve averla anche lui….

Una bambina chiede: “Ma Dio quando nasce?”

Rilancio la domanda alla classe ed esplodo in una domanda “Ma dio nasce???” e loro rispondono NOOOO; continuo  in una serie di espressioni del tipo “Bambini, Dio è Dio e non nasce mai. Lui è DA SEMPRE, Lui è OVUNQUE, ONNISCENTE, IMMORTALE, ecc.ecc.ecc.”

Interviene una bambina cinese che dice “Io non credo in Gesù”

Capisco dove vuole arrivare, i compagni mi spiegano “Lei è cinese”, e siccome l’avevo vista anch’io che lei non era della nostra religione, le chiedo “Di che religione sei?”

Lei mi risponde “Non lo so, lo sa il mio papà”.  Certo, le rispondo sorridendo, ognuno nel mondo ha le sue religioni, e in Cina ci può essere il buddhismo, o il confucianesimo, o il taoismo, o molto più semplicemente l’ateismo….Ma anche loro hanno una loro idea di Dio, o di Bene, come noi abbiamo la nostra.

Non c’è un bambino che non abbia ascoltato tutto con grande interesse, anche i più turbolenti o incasinati;  in un batti baleno si è  creato  tra noi un clima di fiducia e di allegria, di persone che hanno voglia di stare insieme a conoscersi.

Quando arriva la collega mi presenta gli alunni come una classe PROBLEMATICA. Strano, per quell’oretta passata insieme non l’avrei detto, mi sembrava d’avere potuto interagire con diversi alunni decisamente curiosi e capaci di proprio…

NO, le classi problematiche sono ben altre, io le ho avute qualcuna, e non sono paragonabili.

Si passa a fare l’ora di arte, che prevedeva la coloritura di due figure uguali ma con colori assolutamente diversi; i primi freddi ed i secondi caldi, i primi con il blu/viola dominante e i secondi con il giallo/rosso  dominante. I primi che facevano pensare alla primavera, i secondi che facevano pensare all’autunno….

Un bambino subito dice “Ma le due figure non sono uguali…”

Rilancio alla   classe “Quello che ha detto Mattia è giusto?”

“No, maestra le figure sono uguali…” e in effetti lo SCOPO DELLA LEZIONE era proprio quello di fare riflettere sul fatto che LA STESSA FIGURA MA COLORATA DIVERSAMENTE ispira sensazioni diverse, impressioni diverse, emozioni differenti…

E quindi in parte Mattia non sbagliava…

Che bello fare STORIA  ed  ARTE   con i bambini!!!!

 

 

 

 

Trova il ritratto per te…