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Didamatica 201333

formi vacca

Un problema alla volta dentro il quadro

Piratepad

Per fare progressi bisogna affrontare un problema alla volta.

E’ quello che in genere genitori e insegnanti dicono ai loro figli/allievi.

Ovviamente questo vale anche per noi.

Comincio da qui, un problema a caso:

se inserisco questo codice così come è sotto

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prove di embedding

TABELLA DEI METODI

sopra ho fatto una semplice copiatura di indirizzo url attraverso aggiungi media

mentre    per visualizzare slide share in wordpress basta inserire lo short code  dato apposito per wordpress direttamente nel post senza passare da aggiungi media ed il codice viene accettato (magari fai dei tentativi tra text e visuale)

Adesso  devo fare ancora delle prove con altri tipi di video/immagini  per capire come raggirare il problema dell’incorporamento del codice…, come da esempio tenuto da Andreas, così potrò aggiungere  anche quelli   🙂

Ecco, ce l’ho fatta;  anche questo video è stato inserito, nonostante tutto.

il codice nascosto sotto il video al quale io adesso tolgo le due parentesi quadre iniziale e finale  solo per poterlo mostrare in visuale è questo:

gigya src=http://www.educationduepuntozero.it/libs/swf/eduPlayer.swf” width=”400″ height=”338″ style=”undefined” id=”Paolo Ferri: i nativi digitali esistono,

eccome! (7:08)” name=”Paolo Ferri: i nativi digitali esistono, eccome! (7:08)” quality=”high” allowscriptaccess=”always” wmode=”transparent”

allowfullscreen=”true”flashvars=”skinSource=http://www.educationduepuntozero.it/

libs/swf/eduPlayerSkin.swf&coverSource=http://www.educationduepuntozero.it/

Video/2011/04/img/ferri3_big_video.jpg&videoSource=http://libri-media.rcs.it/education/2011/04/ferri3.flv” allowscale=”false”

Mi dimentico che le cose vanno spiegate e non solo fatte; questa abitudine la devo ancora acquisire, scusate,

Da questo esercizio ho compreso che:

  • andando sul sito di  supporto posso sapere se un certo tipo di file non può essere supportato  da wordpress   e come può essere allora gestito
  • spesso si lavora per tentativi
  • a forza di sperimentare si acquisisce esperienza e maggiore sicurezza
  • wordpress è come dice Andreas  più professionale di blogger, mentre blogger è più “divertente” (già  avevo  avuto modo di sperimentarlo io stessa)
  • si impara dai problemi sollevati dagli altri
  • si insegna  esprimendo e condividendo i propri tentativi…
  • a questa pagina è aperto il link per inserire le prove di embed
  • nel villaggio tutto procede a meraviglia, le persone cominciano a simpatizzare  a tal punto da progettare incontri in persona
  • avevo la stupida abitudine di usare la barra degli attrezzi mentre devo acquisire l’abitudine di lavorare in text, altrimenti mi dimenticherò facilmente quello che sto acquisendo
  • ……..
  • ciao

Una terrazza fiorita

Un’insegnante di matematica, una di lingue straniere , una di  lettere, una esperta in linguaggio informatico, una di  non so che cosa, ed altri vari,  per avere l’ottica di tutte le discipline.

I gruppi in parte si formano per caso; ci si comincia a conoscere  con qualche commento o qualche mi piace; il tempo, le affinità  e la concentrazione  fanno il resto.

Così eccoLi tutti qui alcuni  miei vicini di casa.

C’è Antonella  Rubino  con tutta la vitalità dei suoi splendidi anni,   c’è  Claude  con la sua immensa professionalità e competenza, c’è  Grandipepe   che non ho ben capito che lavoro faccia, ma mi piace la sua poliedricità ed il suo entusiasmo,  c’è Mafaldina (nome d’arte)  che so essere una valida ed esperta insegnante di classici e non solo…,,; non poteva mancare un rappresentante del sesso  opposto, e dunque ecco Costantino,   poi  Luisella che insegna inglese nella nostra meravigliosa Toscana, e poi c’è  Maurizio  che intitola il suo blog Zio maestro, Anna Rita che mi sembra alla perenne ricerca di se stessa, e  Nicoletta  con un percorso di lungo raggio;   datemi ancora qualche giorno per approfondirne   altri…(già li ho  intravisti, è solo questione di organizzare al meglio  il mio terrazzo pieno di  fiori  colorati  che ci accompagneranno nelle nostre occasionali e sicuramente  proficue  chiacchierate…)

Tra mille impegni fuori di qui, ed il fermento del nostro grande maestro che vedo che in questi giorni tace, forse proprio per darci il tempo di non schiantarci al suolo di questo incerto fine d’aprile,  ce la farò, ce la farò  a mettere  la giusta  attenzione  alle nostre necessità,  o  ” miei  carissimi viandanti di percorso...”

Ho notato che molti non hanno messo le loro identità, nel senso, due parole per dire chi sono e cosa fanno…; sarebbe invece  la prima informazione utile che aiuta anche a riconoscerci…lo dico anche per me che infatti mi sono identificata solo dopo avere cominciato a postare.

Certo, tempo al   tempo  (ormai manca pochissimo) e il nostro villaggio troverà le sue  tracce, le sue abitudini, il suo essere unico e diverso dagli altri.

Non importa quanto si riuscirà a fare, ma perchè lo faremo e come.

Domani penso di  andare nella casa vicino al mare, a finire certi lavori. E non so se riuscirò a connettermi con la rete wireless.

Ci proverò, giusto per non perdervi completamente di traccia.

I compiti li ho fatti tutti, anche il programma notepad++ finalmente si è deciso a funzionare.

: _)) (eh eh eh  chi la dura la vince)

La sola cosa che forse non funziona come dovrebbe è il tempo, davvero ancora   ballerino.

Ciao  a tutti, stacco e passo.

Una scuola alternativa

Oggi voglio raccontarvi  di quando ho insegnato. Divago un poco dal contingente.

L’anno scorso ho avuto la possibilità di tornare nella scuola, dietro la cattedra, dopo molti anni di  retrovia.

Fresca di master, un piccolo stage che mi aveva riossigenato le cellule della docenza, e tanta voglia di ricominciare un filo interrotto.

Ho avuto la fortuna di avere un incarico minore, che mi ha permesso di riprendere il campo a piccoli passi, con tanto tempo per recuperare tutto quello che mi ero persa andando a fare cose secondarie. Un incarico di insegnante alternativa alla religione cattolica.

24 ore  di puro testo libero o quasi.

Vi prego, non mettetevi a sogghignare!!!

Non mi dite che anche voi siete di quelle maestre che trattano le colleghe di completamento come colleghe di serie b!

Io me la sono propria goduta; pochi  alunni, tutti speciali ai miei occhi, poco stress, nessun genitore che viene assillandoti sul proprio bambino che fa quello o quell’altro, o che secondo loro  non viene compreso, nessuna collega rompiballe che  vuole  intrufolarsi nel tuo lavoro solo per avere più spazio per il suo o per avere più spazio per fare altro.

Perchè la realtà quotidiana delle nostre scuole è più o meno questa; qualunquismo molto, professionalità poca, voglia di collaborare rara.

Ecco perchè dentro qui ci veniamo volentieri; perchè qui siamo  tutti gentili, qui si impara sul serio, qui si ama l’insegnamento, qui si rispetta il bambino.

E’ stato per me un anno di prova. Superato pienamente.

Però mi è rimasto nello stomaco il tarlo  della classe, di potere tornare dentro una classe intera.

E se  con l’inizio del nuovo anno mi chiameranno per primo ad insegnare, dirò di sì, mettendo da parte il mio possibile rinnovato ruolo di direttore.

Ma chi me lo farebbe fare, visto che di là si guadagna meglio? (domanda lecita)

Perchè come insegnante io ho più possibilità d’essere creativa.

Il buon senso potrebbe  ribattermi : “ma che stupidaggine!!!”

Forse, ma quando si insegna non si sa quello che ci riserva la giornata, mentre quando si amministra più o meno lo si può immaginare. E questo mortifica. Uccide lo spirito.

E poi   c’è il piacere di stare coi bambini, o coi giovani, dipende dai contesti…che sono sì difficili, che sono sì faticosi, ma sono come un qualcosa che ci sfida, che ci reclama, che ci chiede aiuto.

E a me è sempre piaciuto sentirmi utile.

E poi ancora quando si insegna si forma, si fa formazione, formazione e formazione, che vuol dire che imparare è un diritto, un bisogno, una richiesta presso che legittima e scontata, quasi garantita.

Che poi non è vero neanche questo: siamo insegnanti ma ci dobbiamo formare segretamente, a nostro dispendio, per non gravare sull’orario di classe e per non dovere sentire un dirigente che ci potrebbe dire  di no, a suo libero arbitrio.

Non importa; noi siamo un pò mattarelli e ci piace così  : -))

Cosa intendo per…

Vista della Valletta vecchie strade di città. Malta Archivio Fotografico - 8497977

Ciao a tutti.

Vorrei fare con voi  due chiacchiere, come dei bravi amici che si ritrovano al caffè sotto casa prima della ritirata o prima di andare a fare le ore piccole…

Quando scrivo un post, quando in genere mi metto a scrivere un nuovo articolo, lo faccio quasi sempre perchè amo la scrittura.

Scrivere mi rilassa, mi fa ritrovare la parte migliore di me, e mi mette in sintonia con la parte migliore degli altri.

Almeno così io percepisco la cosa.

Poi il post finisce, lo pubblico, chiudo il computer e vado a fare altro.

Mentre che la vita  ordinaria procede per la sua strada,  ogni tanto ripenso al mio post che sono andata a mettere sulla rete, e mi assale a volte (spesso) la preoccupazione  d’avere scritto cose non intelligenti, se non proprio intelligenti, almeno accettabili.

A volte mi riprometto di andare a correggere certe parole e certe espressioni che ritengo d’avere lasciato  troppo frettolosamente , o che ritengo potrebbero essere equivocate.

E poi scrivere non è una cosa che finisce lì.

Io riscriverei la stessa frase sempre in modo diverso. Sono certa che potrebbe essere sempre migliorata, completata, se non addirittura  trasformata.

Lo so, non siamo qui per discutere su come si scrive; siamo qui per scambiarci competenze, dubbi, risorse, testimonianze, piccole cose di tutti i giorni legate al nostro lavoro, legate al quotidiano; siamo qui per scoprire cose sulla rete, attraverso la rete.

Siamo qui perchè qualcosa ci ha portato giocosamente a farlo. In primis la nostra innata curiosità.

Mi piace la serenità dei maestri  che  mettono a loro agio i loro allievi. E  mi piace la freschezza dei giovani  che  parlano sapendo d’avere il mondo davanti. E mi piace  conoscere persone nuove che hanno voglia di mettersi in discussione.

Sapete cosa vi dico ancora, per oggi? Che il mio alloggio è quasi pressochè a posto; i mobili essenziali li ho messi, qualcosa si aggiungerà cammin facendo. Ma solo se dovesse diventare un  luogo di incontro tra me e voi,  allora sarà servito a qualcosa farlo.

Apriamo casa in comune

Tornare a respirare aria fresca

Mi sembra di tornare a respirare aria fresca.

Sto imparando un lavoro nuovo che rappresenta per me una importante occasione.

Non ha nulla a che fare con l’insegnamento e questo all’inizio mi ha messo in difficoltà.

Mi ha messo in difficoltà perchè avrei seriamente voluto riprendere la docenza, anche se nel mio caso dovrei più dire “Cominciare”, solo che non ho proprio potuto dire di no.

In nessun senso ho potuto dire di no a questa opportunità.

Poi c’è una vocetta dentro di me che effettivamente mi suggerisce cose piacevoli: e se alla fine anche prendendo questa strada io mi intrufolerò lo stesso in qualche modo nella didattica di qualcosa verso qualcuno?

So soltanto per ora che la fatica è stata tanta, che sono contenta di non essermi arresa (avevo paura di non esserne capace), e che adesso che sto chiudendo la fase di grande stress, mi posso finalmente concedere cose a me più congeniali, come stare qui in questo nuovo percorso per imparare cose per me molto stimolanti e spero, utili anche per chi avrà modo di incrociarmi…

Di sicuro i miei compagni di viaggio lo saranno certo nei miei confronti.

Ciao a tutti.

E grazie Andreas