Seneca

BREVE BIOGRAFIA

Lucio SENECA nasce in Spagna da una famiglia di rango equestre, intorno al 4 a.C., però  ha una formazione retorica e filosofica. Dopo un periodo di successi, viene allontanato da Claudio in  Corsica,  per uno scandalo di corte.

Agrippina nel 49 riesce a farlo rientrare come educatore di Nerone; dopo questo periodo si ritira a vita privata, ma coinvolto nella  congiuria   di Pisone, condannato a morte, si suicida.

FILOSOFIA E POLITICA

SENECA è  stato uno dei maggiori rappresentanti dello  STOICISMO di ETA’ IMPERIALE , che rispetto allo stoicismo antico si caratterizza per l’interesse assoluto per I TEMI ETICI.

Alcuni esempi: LA RICERCA delle  VIRTÙ; l’ELOGIO DELLA GIUSTIZIA; IL CONTROLLO DELLE EMOZIONI, SOPRATTUTTO DELL’IRA…

In SENECA la riflessione si lega anche ALL’AGIRE   POLITICO, legame che mette in pratica anche se per pochi anni grazie al suo legame con Nerone, di cui era  consigliere. Diventa SENATORE E QUESTORE.

In  parte realizza L’UTOPIA PLATONICA che voleva i FILOSOFI AL POTERE.

Quando gli eventi precipitano e lo obbligano a lasciare la politica, Seneca torna ad occuparsi  di FILOSOFIA.

LE OPERE E I TEMI TRATTATI

L’INSIEME DELLE OPERE   è  per lo più  di carattere filosofico, e le opere maggiori sono I DIALOGHI e LE LETTERE A LUCILLO.  Scrive anche TRAGEDIE e una  SATIRA MENIPPEA contro CLAUDIO. Avvicina  il genere delle   CONSOLATIONES,   la POESIA SATIRICA e la DIATRIBA.

Nel suo vasto operare letterario affronta ogni genere di questione sociale e psicologica,  vedere i punti riportati nel dettaglio:

SULLA SCHIAVITU’   da anche gli schiavi…

Seneca invita l’uomo libero ad essere UMANO E VICINO AL SUO SCHIAVO, che è schiavo solo per condizione ma non per umanità; in quanto uomo, lo schiavo ha la stessa sorte, gli stessi sentimenti, la stessa ragione che ha l’uomo libero, e quindi non è giusto trattare gli schiavi da esseri inferiori, con cui non dovere parlare, avere conversazioni, momenti di convivialità condivisa. Seneca   condanna ogni genere di usanza aristocratica/sprezzante  che riduce lo schiavo a mezzo, a oggetto, finalizzato a soddisfare le voglie ed i capricci del suo padrone. QUESTO NON SI DEVE FARE. Lo schiavo va rispettato,e CHI RICEVE RISPETTO DARA’ ANCHE RISPETTO.  Uno schiavo trattato come essere umano sarà capace di qualunque sacrificio per il suo padrone.

Inoltre,  anche un uomo libero potrebbe vedersi la sorte rovesciata, e trovarsi lui stesso nelle condizioni di schiavo. Quindi “Non fare al tuo schiavo quello che non vorresti ricevere da un tuo padrone”

SUL DOVERE DI PERSEGUIRE IL BENE DA PARTE DI TUTTI  da l’immortalità della folla…

Seneca in vita ad essere saggi come lo era SOCRATE.  Chi si comporta in maniera lussuriosa o avara o altro  riceverà in cambio solo cose peggiori e non può che insegnare il peggio a chi li guarda. Invece bisogna RACCOGLIERSI IN SE STESSI, GUARDARE A CHI CI PUO ESSERE DI ESEMPIO, CIRCONDARSI DI  PERSONE SAGGE, rifuggire la folla e il suo male comportamento, non temere di buttare via il tempo ad imparare il Bene, perchè tutto quello che si fa per migliorarci non è mai tempo buttato via.  Il saggio è un uomo che sa stare anche da solo, non teme la solitudine

SULL’IMPORTANZA DELL’USARE BENE IL TEMPO   da epistola a Lucillo

Nelle lettere a Lucillo   Seneca  invita l’amico ad USARE BENE IL TEMPO, perchè il tempo è il solo bene che l’uomo ha ricevuto in grande quantità, ma invece di usarlo a fare cose buone, molto di questo tempo viene buttato  dalla maggior parte delle persone   o a fare cose sbagliate, o a non fare nulla rimandando al domani quello che bisognerebbe fare oggi.

In questo modo il tempo passa che nemmeno ce ne rendiamo conto, e ci possiamo ritrovare vecchi   e privi di energia  senza  avere combinato nulla di buono.

SULL’IMPORTANZA DEL SUICIDIO e DELL’ESSERE AUTOSUFFICIENTI   da suicidio…

Seneca scrive una delle   pagine  più forti quando parla dell’importanza del suicidio.

Tutti gli uomini nascono nella stessa maniera, ma non tutti sono obbligati a morire secondo natura. L’uomo è libero di decidere di suicidarsi, nel momento in cui la sua vita diventa insostenibile, e il suicidio rappresenta la scelta di morire con dignità.

Infatti, come potrebbe un uomo libero sopportare di venire condannato a morte ingiustamente? Come potrebbe sopportare situazioni che non comprende come sopportabili? Per fortuna esiste la scelta del suicidio. (Seneca si troverà proprio in questa situazione)

Gli uomini si preparano a sopportare la morte dei propri cari, o la perdita della salute, o la perdita della ricchezza, quando però nulla di queste sventure capitano per davvero. Quando capitasse loro  veramente una sventura, magari non hanno la forza di reagire come dovrebbero.

Nessuno di questi uomini  incapaci   guarda alla vita come a qualcosa  che  prima o poi finirà,  come se si fosse immortali,  invece morire è normale, fa parte della vita. Bisogna sapere pensare alla morte con naturalezza.

Insomma, è una questione di libertà personale che deve rimanere garantita e nessuno può giudicarla.

SULLA RES PUBLICA  MAIOR E SULLA RES PUBLICA  MINOR  da  res publicae…

L’uomo saggio sa di dovere occupare bene il tempo occupandosi o della RES PUBLICA MAIOR ( LA FILOSOFIA, la scienza e la teologia)  o della RES PUBLICA MINOR (LA POLITICA della propria città).

Non sempre è possibile occuparsi della RES PUBLICA MINOR,  a volte questo impegno è impedito da cattive condizioni di salute, o da situazioni pubbliche talmente avverse che ne rendono inutile ogni tentativo.

In questo caso non rimane che occuparsi della RES PUBLICA MAIOR, che occupandosi della filosofia va a fare cose  che  andranno a beneficio di tutti. Chi si occupa della filosofia deve esercitare una vita ritirata, volta verso la virtù, la quiete, il buon esempio (per gli stoici). Gli epicurei sono più dell’idea che il saggio si ritira a vita privata e basta, senza bisogno di fare altro.

Sia la scuola stoica che la scuola epicurea sono d’accordo  sul bisogno della vita  politica, solo che mentre gli epicurei  dicono ” Bisogna fare politica in situazioni  di estrema necessità”, gli stoici dicono “Bisogna fare politica sempre,  per dare il buon esempio, salvo non si è malati o altro…”. Insomma, gli epicurei sono più opportunisti degli stoici.

SUL SUICIDIO VISTO COME MALE MINORE E NON COME DESIDERIO   da optarem mortem

In questo brano  Seneca distingue tra il suicidio praticato come male minore, e tra il desiderare la morte senza però di fatto suicidarsi- C’è un distinguo doveroso che bisogna fare.

Primo, se uno è stanco di vivere nessuno gli impedisce di ammazzarsi, e se poi non lo fa pur desiderando la morte, è solo una contraddizione in essere, ossia, o desideri di morire e lo fai, o non desideri di morire e nemmeno lo dici…

E’ UNA MANCANZA DI COERENZA E DI ONESTA’   verso se stessi e verso la vita stessa.

SUL BISOGNO DI CONTROLLARE L’IRA   da pugna tecum

In questo brano Seneca invita gli uomini a sapere controllare l’ira, perchè chi non la controlla può commettere atti atroci e gravi mancanze, verso di sè e verso gli altri. Solo uomini saggi e forti possono fare questo, cioè opporre al proprio istinto fuori controllo una fermezza ancora più forte,  ossia bisogna COMBATTERE CON SE STESSI

Seneca e la sua filosofia     avranno un enorme successo nei tempi futuri.