Marcuse

Marcuse è un filosofo che lavora negli Stati Uniti ma proviene dalla Scuola di Francoforte.

Collabora com Erich Fromm che è uno psicanalista.

Nel 1968 negli USA  inizia la contestazione hippie come grande fenomeno rivoluzionario giovanile fatto di oceanici spettacoli di piazza, adunate intercontinentali di nuove generazioni che inneggiano al motto “Fate l’amore, non fate la guerra”

Questo  movimento in apparenza   spontaneo  nasce da infuenze pregresse, che trovano i loro pressuposti in  Marx , Freud ed Hegel. Da Marx hanno ereditato le rivendicozioni di una condizione lavorativa più giusta, dove l’uomo ed il suo diritto di essere umano deve essere al centro;  da Freud hanno ereditato la libertà sessuale ed il sesso visto non più come tabù ma come espressione incondizionata; da Hegel hanno ereditato lo strumento dialettico, che vede tutto in sviluppo ed in perenne mutamento, ma soprattutto  il rifiuto   della ragion di stato che tutto dominava ed appiattiva.

Il 68 è inoltre erede dei   più grandi dissesti mondiali e culturali, che hanno visto lo scontro tra fascismo/nazismo e mondo borghese, lo scontro tra totalitarismo sovietico e imperialismo americano, lo scontro tra avanzamento tecnologico e perdita delle proprie radici.

Scrive due testi centrali, EROS E CIVILTA’   e  L’UOMO A UNA DIMENSIONE.

Lo stesso HEIDEGGER e  RUSSEL  hanno avuto il loro ruolo in questo nuovo incedere della società libera che scende nelle piazze a  reclamare un nuovo modo di vivere, senza più tabù, restrizioni, convenzioni/istituzioni  accettate come  indiscutibili.

Mentre per Freud la repressione era interna nell’uomo, nel suo inconscio e nel suo super es, per Marcuse la repressione da smantellare era ed è esterna, dipendente dalle   strutture sociali.

Tutto viene messo in discussione, il fine della vita non può essere il lavoro e la famiglia così come ce l’hanno imposta, e quindi al provvido PROMETEO che simboleggia l’uomo lavoratore si oppone il nuovo  ORFEO O NARCISO,  ossia l’elogio del piacere contro l’elogio del dovere.

La società, per Marcuse, va semplicemente rovesciata: al centro di questa RIVOLUZIONE UMANA E SOCIALE sta l’uomo emarginato che non vuole più essere emarginato, sta l’escluso, il reietto, il non ricco che però se ne frega del diventare servo del sistema.

Appare un progetto estremamente semplificato, immediato, che fa istintivamente  presa sui semplici o sulle persone che si sentono direttamete chiamate a diventare protagonisti. In un certo senso così sarebbe ma sarebbe una lettura riduttiva.

Purtroppo questo movimento che si presenta così liberante e liberatore, per non dire libertario, cade in trappole o in vuoti di contenuto. In parte viene fatto scadere dalla grande circolazione di droga che richiede e che permette, in parte viene fatto scadere da sperimentazioni di vita comunitaria che da un inizio idilliaco finiscono per  rimanere vittime di varie eccessi, tra cui la mancanza totale di regole.

Insomma, come dire, si è voluti passare da un eccesso di rigorismo ad un eccesso di permessivismo.

In Italia, ma solo in Italia, il 68 ha invece avuto anche scadimenti legati al terrorismo di sinistra e di destra,  ha cioè avuto chiari intrecci politici, dovuti alla nostra particolare storia legata al fascismo e alla resistenza partigiana, legata ad un socialismo/comunismo che non seppe fare la sua parte come e quando avrebbe dovuto, contro un certo paese che si è ostinato per le più varie ragioni a rimanere di destra,  senza riconoscere la bontà più presupposta che esercitata della sinistra.

Ma questo merita un articolo a parte.