L’Italia della Prima Repubblica

L’ITALIA DELLA PRIMA REPUBBLICA

Cosa è destinata a diventare l’Italia dopo gli eventi della fine della  guerra del ’45?

PALMIRO TOGLIATTI   prende in mano la situazione della RESISTENZA COMUNISTA, anche se in questo momento il partito comunista italiano prende gli ordini direttamente da Mosca, nel senso che essendo membro del COMINFORM  ha l’obbligo di rendere conto al direttivo  sovietico.

Di questa dipendenza a Mosca nessuno sapeva, saranno successivamente le carte a dirlo, una volta che verranno rese pubbliche, ossia molti decenni dopo.

ALCIDE DE GASPERI è a capo della DEMOCRAZIA CRISTIANA che da  ex  PARTITO POPOLARE DI IMPRONTA RELIGIOSA  guidato da DON STURZO   si è evoluto in partito laico ed autonomo, ovviamente sostenuto dal Vaticano ed appoggiato dal ceto medio moderato.

Lo stesso Togliatti si mette a capo del PARTITO COMUNISTA, che nasce dalla eredità di Gramsci che nel frattempo era morto appena uscito dal carcere per una specie di amnistia.

Il PARTITO SOCIALISTA    nasce già diviso tra massimalisti  e riformistii, i primi  a favore dell”uso della  violenza, i secondi  contrari.

Una minoranza è rappresentata dal gruppo elitario di GIUSTIZIA E LIBERTA’ che fonda il PARTITO D’AZIONE,  e  sono  gli eredi di PIERO   GOBETTI che si era sacrificato nel nome dell’  antifascismo della prima ora.

Un’altra minoranza è rappresentata  dal PARTITO LIBERALE, ossia gli eredi di CROCE, di EINAUDI, di tutta quella piccola intellighenzia  italiana che aveva rappresentato la nascita del Manifesto antifascista e tutto un modo di resistere a suon di carta stampata   più che di azione fisica.

Una terza minoranza è rappresentata  dal PARTITO REPUBBLICANO, che però rimane fuori dal governo, in quanto  la Repubblica deve ancora nascere ed ancora è in vigore la Monarchia con lo Statuto Albertino.

Il re tanto discusso dell’ultima ora abdica in favore del figlio  Umberto I nella speranza illusoria  di ripulirsi l’immagine, e si va a votare il referendum per scegliere tra LA REPUBBLICA O LA MONARCHIA. Per la prima volta votano anche le donne a suffragio universale.

I risultati danno 12 milioni di voti per la Repubblica e 10 milioni per la Monarchia. Il sud e i contadini votano per lo più per il re, essendo per  costituzione  legati alla tradizione  e ad un’idea feudale di mondo, mentre il centro nord vota per lo più per il cambiamento, essendo voti di una piccola media borghesia urbanizzata pronta a vedersi proiettata nella modernità.

Nasce il GOVERNO BONOMI, CON L’ASSEMBLEA COSTITUENTE  che lavora al tavolo dal ’46  al dicembre ’47. Il gennaio 48 viene proclamata la CARTA COSTITUZIONALE ITALIANA, che è il manifesto liberale e democratico del libero pensiero che rinasce dalle ceneri del fascismo e della dittatura.

Nel frattempo, dopo la fine della guerra, i partigiani erano stati invitati a consegnare tutte le armi, cosa che non fecero. Molti di questi cercarono la vendetta personale, e seguirono una serie di delitti e di ingiustizie anche feroci  perpetrate a danno di famiglie che erano state fasciste, con la solo colpa d’essere state dalla parte dell’avversario.

PARRI, ex capo della Resistenza rossa  e   candidato  a ministro della Giustizia , viene scavalcato da De GASPERI, più moderato e meno direttamente coinvolto, insieme a Togliatti.

Di fronte al rischio di una seconda guerra civile  che avrebbe rovinosamente allungato il tempi della ricostruzione, il governo decide per l’AMNISTIA DI TUTTI I CRIMINI DI GUERRA, commessi sia da parte fascista che da parte comunista.

Emerge nel caos senza fine delle cose nascoste  la volontà di mettere una pietra tombale  sulle responsabilità del fascismo come della violenza rossa perpetrata per via privata e non per via legale.

Alle prime elezioni regolari della prima Repubblica prende  molti voti il PARTITO DEL QUALUNQUISMO, detto così perchè rappresentava l’uomo qualunque, l’uomo di strada che chiedeva di tornare ad avere una vita NORMALE.

Il Partito socialista vede la sua  prima grande crisi, con la scissione interna tra   i soliti rivoluzionari ed il NEO PARTITO SOCIAL DEMOCRATICO diretto da SARAGAT.

Ma il Partito vincitore è senza dubbio quello della Democrazia cristiana, con a capo De Gasperi, che va negli USA  per uno storico incontro che entra nella STORIA.

In questo incontro chiede aiuto economico a quel Paese che lui vede come amico e solidale, ma deve farlo vincendo le fortissime resistenze che lo riguardavano; infatti il ministro   era al tavolo dei Paesi democratici in rappresentanza non di se  stesso ma del suo Paese, un paese che era stato AGGRESSORE E FASCISTA.

Supera a pieni voti la prova, ottiene 1.500.000.000 di dollari di aiuto, più di quanto chiesto,  e sarà grazie a questa vittoria politica  che il nostro Paese riuscirà a superare gli anni della ricostruzione e della miseria totale.

La stessa classe politica che opera in quegli anni è povera, De Gasperi deve chiedere in prestito un cappotto per potersi presentare   in maniera dignitosa davanti al Parlamento   di chi l’Italia in definitiva l’aveva liberata.

Poi si può fare il pelo e il contro pelo a tutte queste semplici verità,  si può aggiungere che siamo diventati un paese satellite degli americani, si può dire che   le operazioni di giustizia mancata hanno lasciato un Paese lacerato nel profondo…; tutto quanto predetto   però, non può essere negato.