La rivoluzione russa

Scoppia nel mese di Febbraio 1917, quando la Russia è da poco tempo già entrata in guerra accanto all’Inghilterra e alla Francia contro la Germania. L’entrata nel conflitto mondiale non era stata voluta dal basso, ma più che altra costretta dal Patto di INTESA  in vigore.

Quando invece scoppia la rivolta dei contadini, l’esercito dello zar anzichè sostenere la causa zarista e filogovernativa, si allea con il popolo portato alla fame e alla disperazione.

Viene destituito il sistema zarista, e nascono ovunque i Centri di comando locali, detti SOVIET. Con essi si forma un governo provvisorio, dentro il quale prendono posizione diversi gruppi, tra cui   i MENSCEVICHI (socialisti contrari alla violenza), i CADETTI (espressione dell’esercito regolare), i BOLSCEVICHI (socialisti favorevoli alla violenza)e  i SOCIALRIVOLUZIONARI.

Solo alcuni di questi gruppi vorrebbero continuare la guerra perchè sperano  in guadagni economici, ma altri, tra cui i BOLSCEVICHI, chiedono l’uscita immediata dal conflitto. In effetti le condizioni dell’esercito sono disastrose, cos’ come le condizioni del popolo, portato alla fame. Questo è un conflitto che non viene capito e sentito proprio. A capo di quest’ ala c’era LENIN, personaggio politico di alto spessore, che però era stato obbligato all’esilio essendo contrario alla maggioranza governativa.  Certo che se avesse potuto rientrare dall’estero, avrebbe potuto combattere dall’interno l’uscita della Russia, e questo  a beneficio della Germania che avrebbe trattato la resa a proprio vantaggio.  E’ così che la Germania aiuta Lenin a rientrare in incognito dalla Svizzera, e una volta in patria Lenin si metta al comando del suo gruppo.

Nonostante questo durante le elezioni interne  i  bolscevichi che   sono una minoranza,  perdono,  a vantaggio dei  socialrivoluzionari.

Durante l’esilio Lenin aveva avuto modo di riflettere  le sue TESI DI APRILE, dove rivede la teoria marxista in chiave  sovietica, ossia in esse  sosterrà   che la rivolta tanto attesa del proletariato  sul piano internazionale mai accaduta, avrebbe potuto avere la sua concretizzazione proprio in Russia, dove mancava la presenza di un classe operaia  di natura industriale, ma esisteva una classe contadina e sottomessa.

Questa classe contadina, analfabeta e disorganizzata, avrebbe potuto rappresentare una forza se fosse stata    messa sotto la guida di un gruppo di  intellettuali preparati e istruiti a questo preciso compito. Questa idea del gruppo elitario Lenin la recupera dall’esperienza francese, che in effetti aveva utilizzato il gruppo dei leader per guidare i drammatici eventi della rivolta contadina.

Quando il governo di maggioranza si accorge del pericolo di venire travolto, tenta un colpo di Stato, capeggiato dal generale   Kornilov, ma  l’attentato fallisce grazie all’intervento militare contrario capeggiato da un leader dei bolscevichi, un certo TROTSKI, uomo d’azione dell’ala leniniana.

I bolscevichi questa volta hanno l’appoggio del popolo che vuole uscire dalla guerra, e i bolscevichi promettono  PACE SUBITO E TERRA AI SOVIET.

E’ così che la Russia esce dal conflitto mondiale anche con pesantissime penali. E come esce dal conflitto si troverà ad affrontare la vera guerra dentro  sè stessa.

Inizia con l’assalto al Palazzo  d’inverno il 25 ottobre 1917,  momento che segna la fine del governo provvisorio russo  e la nascita della Repubblica sovietica, attraverso l’inizio della guerra civile.

Prende avvio  un processo di comunistizzazione che ha al centro una economia di stato. Alcune parti di questo percorso prevedono la NAZIONALIZZAZIONE DELLE BANCHE, DELLE FABBRICHE, DELLE RISORSE AGRICOLE.

Nasce la CECA o polizia segreta,  accanto all’ARMATA ROSSA che  è l’esercito di stato. Contro di essa si pone l’armata bianca che intende proteggere lo ZAR e il sistema feudale.

Lo zarismo ha la peggio è tutta la famiglia reale  viene sterminata.

Il gruppo dirigente è  diviso in diverse fazioni tra cui emergono i BLOSCEVICHI capeggiati dal generale TROTSKI e dal TEORICO LENIN.

Il primo è il braccio e il secondo è  la mente.

Il fondamento TEORICO della rivoluzione BOLSCEVICA è rappresentato dalle TESI DI APRILE, quattordici punti fondamentali che indicano con grande precisione quello che era il disegno di abbandono del feudalesimo zarista per costruire quello che sarà  l’unione di tutti i soviet denominata URSS.

Teoricamente LENIN aveva previsto la PARTECIPAZIONE DIRETTA DEL POPOLO, ma nella realtà  le cose andarono molto diversamente.

Emergerà il BISOGNO di ELIMINARE FISICAMENTE GLI STESSI AVVERSARI POLITICI, e il progetto di epurazione del nemico non risparmierà  nemmeno i cugini di partito, cioè i SOCIALDEMOCRATICI e i SOCIALSOCIALISTI.

La parola d’ordine dentro la RIVOLUZIONE  RUSSA  è  COMUNISMO e basta e non COMUNISMO + SOCIALISMO.

O sei dalla parte del corpo dirigenziale supremo, o sei contro lo Stato e quindi da subito nascono i GULAG, campi di concentramento e di lavoro, spesso relegati in SIBERIA, nota per la sua INOSPITALITA climatica.

Se non si moriva di stenti, si moriva ibernati.

Nasce la TERZA INTERNAZIONALE che sancisce MOSCA come centro assoluto del COMUNISMO e della rivoluzione del proletariato. Tutti gli stati con i loro capi politici rivoluzionari aderenti alla processo di ascesa del popolo proletario, dovevano fare riferimento alla linea dettata da MOSCA.

QUESTO FATTO metterà  in crisi diversi governi di sinistra tra cui quello italiano che si dividerà  nettamente tra il consenso ed il dissenso su questo punto.

Ne nasce una CACCIA  ALLE STREGHE, dove chiunque rischia di venire tacciato di esser NEMICO DELLA RIVOLUZIONE PROLETARIA.

Lo stesso TROTSKI viene sospettato di tradimento, trova la salvezza andando in esilio in America Latina, ma la lunga mano del potere non lo lascerà libero e lo farà eliminare da un sicario.

Del gruppo dirigenziale iniziale, rimangono in vita solo LENIN e STALIN. Morto LENIN, il padre della rivoluzione, succede STALIN, che sposterà la RIVOLUZIONE dal campo agricolo al campo INDUSTRIALE.

Prima di arrivare a questo, LENIN cerca di aiutare il popolo che si trova in una situazione economica disastrosa introducendo la NET ossia una NUOVA POLITICA ECONOMICA che reintroduceva la possibilità di trattenere una parte del raccolto direttamente dai contadini, reintroducendo anche il rublo accanto al baratto che era diventato il mezzo unico di scambio.

Questa lieve possibilità di commercio rende di nuovo possibile un certa corruzione per opera dei culati,  contadini non ricchi ma nemmeno poverissimi…Torna quindi perentoria la repressione e lo sterminio dei culati.

L’idea iniziale da parte di Lenin di costruire una partecipazione diretta della base fallisce miseramente per lasciare il posto alla dittatura comunista.