Il 900: secolo breve o secolo lungo?

LE DIVERSE IDEE SULLA DURATA DEL 900  IN BREVE

HOBSBAWM  (storico  marxista)  ha definito il 1900  Il secolo breve,  facendolo iniziare con la prima guerra  mondiale e facendolo concludere con i primi anni 90, dopo la caduta del muro nel 1989.

FURET (storico francese tutt’altro che marxista)  ha la  stessa chiave di lettura, ossia legge il 900 secondo gli eventi che hanno interessato l’avvento ed il crollo del comunismo, e scrive Il passato di un’illusione. L’idea comunista nel XX secolo.

CASTRONOVO ( storico italiano) si oppone alla lettura ideologica e preferisce leggere il 900 come un secolo dalle tante sfaccettature e problematiche. Lo stesso dice lo storico  MAJER  che addirittura fa retrocedere l’inizio del 900 al dopo il 1860, quando in Europa si esce  dalle lunghe guerre di indipendenza dei popoli e si vengono a delineare i vari nazionalismi, tra cui la neo eletta Italia ai suoi esordi,  e lo fa finire verso la fine del secolo, con il periodo della globalizzazione, che vede un mondo modificarsi nel profondo, con il crollo delle frontiere fisiche e l’avanzare delle non  frontiere multimediali…  PAVONE  (storico italiano di estremo interesse) si occupa parimenti del secolo più controverso che ci riguarda,  e scrive il testo I  tempi della storia.

FOCUS   SU  HOBSBAWN

Divide il secolo in tre tematiche, ossia il periodo catastrofico della guerra, il periodo di sviluppo del dopoguerra, il periodo del crollo  URSS/AFRICA. Ne esce un’Europa che ha perso il suo ruolo di centralità  negli equilibri del mondo,  e l’avanzare di nuove potenze dominanti tra cui il mondo americano da un lato e l’avanzare della CINA , tutte unite sotto l’avanzare del CAPITALISMO, con tutti i suoi alti e bassi e fasi di crisi.

Emerge che durante il grane conflitto  del 39-45   l’alleanza dello stesso comunismo con il capitalismo salva i paesi dal dovere rimanere  prigioniero   del fascismo e del nazismo.  Evento paradossale, se si vuole vedere.

Lo stesso NEOCAPITALISMO  si riforma prendendo principi  dalla pianificazione dei paesi socialisti, in merito l’instaurazione di uno stato sociale. Con il crollo del comunismo si comincia a parlare di crisi mondiale. Si interrompe il periodo d’oro della ripresa economica e torna lo spettro della disoccupazione, della depressione economica,  dell’aumento della povertà e dell’incertezza sul futuro.

FOCUS   SU FURET

Considera la rivoluzione comunista come una vera e propria sciagura per tutto il mondo, perchè non lascia eredità positive ma solo popoli impoveriti, allo sbando  e senza   equilibri internazionali  tutti da costruire.  Tanto più cocente il fallimento, tanto più il comunismo aveva illuso vestendo  i panni di un messianismo che di fatto non si avvera. Non lascia codici, patrimoni, principi, istituzioni; tutto dello statalismo staliniano viene rimosso, cancellato, e dove prima c’era un impero rimane il nulla. Non solo, l’ex comunismo si rigenera contro se stesso con il recupero di logiche capitaliste.

Per Furet l’illusione era parte costitutiva dello stesso comunismo. Insomma, non poteva finire diversamente.

FOCUS   SU CASTRONOVO

Critica le letture ideologiche/politiche del secolo, che considera un periodo dalle tante sfaccettature, e quindi, dai tanti aspetti che si intrecciano.

Non ci sono interpretazioni univoche possibili.

Di conseguenza contesta  la lettura centralizzata sul comunismo, e la allarga ad altre considerazioni come   sul fatto che  il capitalismo non esce dal secolo così vincente come sembrerebbe dalla lettura precedente.

Lo stesso capitalismo soffre di profonde crisi che generano a cicli momenti di profonda depressione, lui stesso che è rimasto solo in campo si trova a dovere da solo dare delle risposte/ricette politiche che non è facile trovare.

Soprattutto il capitalismo di oggi, del mondo globalizzato, afflitto da fragili democrazie, rigurgiti nazionalisti, attentati terroristici, conflitti interetnici, mancanza di dialogo tra i diversi partner dove prevale la legge degli interessi di parte, e tutto dentro una grave crisi economica che sembra stagnarsi.

Difficili fare previsioni per il futuro.

FOCUS    SU MAJER

In accordo con CASTONOVO  piuttosto che di secolo breve preferisce parlare di EPOCA LUNGA.

Di questa epoca lunga Majer mette il focus su una data, il 1968, una data che trova tutti i paesi che vivono a latitudini e longitudini del tutto diverse,  a sperimentare una ventata rivoluzionaria spontanea che parte dal basso, dai giovani, dalle strade e dalla vita quotidiana. Sembra che un vento di libertà e di desiderio di pace possa e voglia cambiare le sorti del mondo, delle genti, del sentire comune,  ma anche questo vento di libertà è destinato a  scontrarsi contro le logiche del “tutto può cambiare ma tutto deve rimanere come prima…”

Questo secolo lungo Majer lo fa iniziare nel 1848 e finire nel 1989. Dentro ci stanno i moti rivoluzionari  dell’Europa, la rivoluzione  industriale, la rivoluzione russa,  le due grandi guerre con  il fascismo e  il nazismo, la ripresa economica del dopoguerra,  il crollo del comunismo e la parabola discendente dell’occidente capitalista.  Altro che secolo del comunismo, e basta….