Giovanni Bellini

Cognato di Mantegna, figlio d’arte, veneziano ed espressione del tardo gotico.

Di tutta la sua florida produzione, vengono prese in considerazione due opere, ossia  l’ORAZIONE NELL’ORTO  e l’INCORONAZIONE DELLA VERGINE  MARIA  di PESARO.

Subisce numerose influenze, essendo di indole uno sperimentatore sempre aperto alle novità e alle proposte  di scuole diverse, ma poi si AUTODEFINISCE con un suo stile preciso. Considerato l’inventore   dell’AUTONOMIA PROSPETTICA CROMATICA.

Addirittura in tarda età subisce l’influenza di due suoi stessi allievi, il TIZIANO e il GIORGIONE, dimostrando fino alla fine vigore fisico,  una vena creativa e sempre  aperta al rinnovamento.

Nell’ORAZIONE NELL’ORTO (1460) , viene ripreso un tema già affrontato dal Mantegna.

Il colore è la tempera, non essendosi ancora diffuso l’uso del colore ad  olio.

L’unico elemento comune è il Cristo preso di spalle, gesto voluto a rappresentare la divisione che c’è tra il CRISTO e il resto del mondo, che non lo può ancora comprendere nel momento tutto interiore e personale della preghiera di Gesù verso quello che lo aspetta, ossia il fatto di doversi preparare alla morte.

Nel cielo sono rappresentati diversi puttini tutti colorati, mentre di fronte a Gesù  è raffigurato un angioletto etereo che volge verso il Cristo un calice, il calice appunto del sacrificio e dell’imminente EUCARESTIA.

Il disegno non è importante, come lo era in Mantegna, ma sul disegno si impone il colore, un colore caldo e morbido, ricco di sfumature,  intriso di LIRISMO E SPIRITUALISMO; sparisce ogni interesse archeologico, storico o simbolico, come era nel Mantegna, e ci si concentra sul CONTENUTO MORALE DELLA SCENA.

Anche il paesaggio quindi partecipa di questo lirismo, e l’uso del cromatismo graduato crea la PROSPETTIVA SCENICA, UN SENSO DI PROFONDITA’, dove in primo piano emergono i colori caldi, mentre sullo sfondo emergono i colori freddi.

E’ un  gioco di impressione ottica, dove le cose vicine sembrano dilatarsi e le cose lontane sembrano allontanarsi.

In questo Bellini si distacca dalla scuola fiorentina che utilizzava  la tecnica MATEMATICA GEOMETRICA.

Nell’INCORONAZIONE DELLA VERGINE MARIA (1470-75)  abbiamo un’opera complessa che viene smembrata; a Pesaro rimane la parte più importante, mente negli USA finisce la parte  alta e minore, acquistata da un collezionista privato.

L’originalità di questo dipinto è data dai seguenti elementi:

  • il primo è il fatto che l’incoronazione non avviene in cielo, ma in un luogo terrestre
  • il secondo elemento è che all’evento assistono quattro personaggi precisi, come testimoni della stessa incoronazione, e sarebbero, da sinistra verso destra, S. Pietro, S. Paolo, S. Gerolamo (l’autore della Vulgata)  e S. Francesco d’Assisi.
  • il terzo è che l’evento accade all’aperto, dove l’aspetto  architettonico si riduce alla pavimentazione e ad una specie di parete dove il pittore gioca ad incorniciare un quadro dentro il quadro…
  • segue sempre l’importanza del paesaggio (elemento naturalistico) ed il cielo con gli angioletti e la colomba dello Spirito Santo
  • la prospettiva è quella LINEARE UNIFICATA CON UN SOLO PUNTO DI FUGA, quella che è stata vista nel Mantegna
  • in questo dipinto emerge l’IMPORTANZADEL DISEGNO CURATO NEI MINIMI PARTICOLARI
  • rimane l’uso del cromatismo nel paesaggio di sfondo, dove risulta una specie di SPAZIO A SE STANTE, che potrebbe venire separato dal resto della scena, pur facendone parte, e che continua ad avere una sua precisa DIGNITA’ PITTORICA

Per concludere, Bellini si impone come un autore complesso, innovativo, moderno, che non escludeva nulla,  e che alla fine si impone per uno stile suo preciso.