Freud

FREUD è il terzo autore  cosiddetto del sospetto, dopo Nietzsche e MARX.

Mentre Nietzsche si preoccupa di smantellare la filosofia credulona e falsamente positivista contrapponendo la verità nuda e cruda della VOLONTA’ DI POTENZA, mentre Marx si preoccupa di smantellare  la falsa ideologia del cristianesimo e della borghesia intesa come legge di natura quando invece è solo una SOVRASTRUTTURA,  Freud si preoccupa di smantellare l’idea trionfante  dell’io, riuscendoci perfettamente.  Il suo punto di osservazione è quello di un medico, non di un filosofo. Come medico si fa delle domande, cura i suoi pazienti affetti da nevrosi, ed elabora una teoria molto interessante e rivoluzionaria per Il suo tempo.

L’autore ha un approccio biologico-chimico- positivistico e deterministico, ossia da scienziato si preoccupa di valutare ciò che può essere osservato e quantificato, misurato. Rimane colpito dal METODO IPNOTICO praticato da altri colleghi, che attraverso l’ipnosi riuscivano a curare l’isteria delle donne. Celebre è il caso di Anna O. che soffriva di idrofobia ma non se ne capiva la ragione. Lo stato ipnotico permette al paziente attraverso un’indagine eziologica  che va alla ricerca  delle cause, di ricordare episodi traumatici rimossi che sono la causa della nevrosi. Il riportarli alla luce permette al malato di prenderne coscienza e quindi di guarire dal suo malessere.

Di fatto l’ipnosi si rivela limitante, perché solo per un breve periodo il paziente sembra recuperare il suo autocontrollo. Poi torna ad essere  se stesso, ossia afflitto dai suoi soliti sintomi.

Da qui la necessità di quello che F chiamerà la PSICANALISI, che utilizza il METODO delle ASSOCIAZIONI LIBERE.

Detta nuova scienza nasce con la pubblicazione “L’interpretazione dei sogni”, libro che lo impone all’attenzione del grande pubblico.

La psicanalisi consegue la scoperta  DELL’INCONSCIO. La mente umana è infatti organizzata in tre parti, o topiche, ossia c’è la parte cosciente, la parte semi-cosçiente o pre-conscia e la parte inconscia.

Di tutto l’essere la parte cosciente e razionale dell’ IO  è solo il 5%,  poi c’è  la  semicoscienza o precoscienza che è più estesa della parte conscia, ossia il SUPER-IO;   la gran parte rimanente in sè la maggiore   detta ES  appartiene   all’abisso delle cose nascoste, al grande magma  dell’indefinito,  dell’irrazionale, del sogno, del magico,  le cose   che non si possono rivelare, quelle che rimangono indicibili, quelle che rimangono segrete,  e che per vergogna l’IO tiene relegate nella parte oscura e profonda di sé. L’origine della vergogna è data dalle pulsioni sessuali, pulsioni che regolamentano la vita fin dalla tenerissima età.   L’inconscio agisce in continuazione, silenziosamente, di fantasia, e subentra il rimosso per il troppo dolore di affrontare il ricordo.

Il medico attraverso un’operazione detta di   TRANSFERT   riesce a fare trasferire su di sé gli stati d’animo inconsci/dolorosi   del paziente, che in questo modo riesce a rivivere dei sentimenti traumatici legati all’infanzia, in quel periodo centrale della crescita che va dalla nascita ai sei anni.

Nella figura del medico si reincarna quella figura centrale e problematica    in modo  che  il malato vive una specie di ritorno del tempo.

Questo fenomeno delicatissimo del transfert causa la tendenza da parte del malato di innamorarsi del medico, che si trova a vestire i panni dell’oggetto desiderato e perduto.

Il medico non può permettere che questo accada, perché deve mantenere un distacco tra la sua figura ed il paziente, pena il fallimento della cura stessa, e quindi risponde con il CONTRO TRANSFERT.

Le tre condizioni conscie, preconscie e inconscie  si legano alle  tre istanze, che come abbiamo visto  F chiama  l’ES, L’IO e il SUPER-IO.

L’io è in balia dell’es  e del super-io. Il super-io gli dice “questo non lo devi fare”, mentre l’ES gli dice “fallo, fallo, fallo….” Se vince  l’es il soggetto  diventa malato, e se vince il super io il soggetto diventa depresso.  Occorre rimanere in equilibrio tra queste due pulsioni opposte.  Da tenere conto che F denomina PERVERSIONE il semplice desiderio sessuale non finalizzato alla procreazione, ossia un tabù assolutamente dirompente a inizio novecento, quello del sesso per il puro piacere, che si estende  dal semplice desiderio alla vera e propria perversione cronica.

Dalla lotta impari tra il voglio farlo e il non posso farlo nasce la NEVROSI, che se impossibilitata a tenersi sotto controllo si trasforma in PSICOSI,  cioè in una vera e propria malattia mentale che può essere curata solo con lo psicofarmaco. Il malato nevrotico va in psicanalisi, e il malato psicotico va in psichiatria.

Il CINEMA   ci ha lasciato egregi esempi sulla psicanalisi, attraverso la penna di registri come  Hitchcock oppure Kubrick, che ne sono stati maestri illustri.

Successivamente F elabora il COMPLESSO DI EDIPO E IL COMPLESSO DI ELETTRA, ossia quel meccanismo inconscio che fa innamorare verso i tre anni  il bambino della mamma e la bambina del papà.

Se i due complessi si risolvono da sé stessi,  come dovrebbe accadere, tutto rientra nella normalità, ma se invece non si risolvono per complicazioni varie (assenza della figura paterna o materna, ecc) allora degenereranno in comportamenti nevrotici. Il momento della normalizzazione viene attraverso ciò che F  chiama il fenomeno della INTROIEZIONE DELLE NORME PARENTALI.

La convinzione di F è che dietro a un disturbo psiconevrotico c’è sempre la LIBIDO, cioè l’impulso sessuale.

Arriva a definire il bambino un piccolo essere perverso e polimorfo, che riesce ad inserirsi nella normalità solo grazie al fenomeno della    SUBLIMAZIONE   del desiderio sessuale.

Individua nella psiche infantile tre fasi sostanziali, che chiama ORALE, ANALE E GENITALE . Durante la fase orale il bambino lavora tutto  con la bocca, durante la fase anale è concentrato sull’anno che diventa per lui la nuova  zona erogena, infine nella fase genitale  ha come zona erogena i genitali stessi.  Questa fase GENITALE si articola in due momenti, il primo momento detto FASE FALLICA, il secondo momento detto Fase genitale in senso stretto, successiva all’infanzia.

Oltre    studiare l’infanzia sotto il profilo della libido, F studia anche l’omosessualità che lui  imputa all’assenza della figura maschile durante i primi sei anni di vita.

Il confine tra normalità e malattia è di fatto estremamente labile, in un certo senso non esiste un uomo totalmente sano, e si diventa malati per una questione di QUANTITÀ e non di qualità.

 

F arriva ad allargare questa teoria PSICOANALITICA  NELL’ARTE  e compie tutto uno studio dettagliato intorno ai grandi artisti del passato, avendo la presunzione di arrivare a spiegare il perché è il percome di certe loro propensioni e manifestazioni   estetiche.  Arriva ad affermare che nell’artista l’impulso sessuale può arrivare a sublimarsi   nell’atto creativo.

L’ultimo F si occupa di RELIGIONE E CIVILTA’  e scrive  “Il disagio della civiltà”.   Traspone la struttura io super io ed es nella collettività ed individua una sorta di SUPER IO COLLETTIVO, ben immaginabile NELLA LEGGE E NELLA GIUSTIZIA, nella cultura e nelle regole sociali comunemente condivise, nelle sue istituzioni come scuola, chiesa e famiglia…

Critica la religione come falsa fede ed ILLUSIONE, riprendendo la tesi di Feuerbach; infine individua la seconda grande pulsione dell’essere umano che è,  dopo quella dell’EROS,  quella di THANATOS, che è l’impulso della MORTE.

Tanto l’uomo ricerca il piacere, tanto l’uomo ricerca la morte, cioè l’istinto di uccidere o uccidersi.

È infatti con questa teoria che  F spiega ad Einstein il perché della guerra e delle armi di distruzione di massa.

La civilizzazione non è che un processo che cerca di  contenere il grande impulso di MORTE che circonda da sempre e per sempre l’essere umano. All’interno dello studio  di civiltà di massa teorizza il concetto di INFATUAZIONE DEL CAPO,  esattamente quello che accadrà al popolo tedesco infatuato del loro leader massimo,  come una grande massa amorfa e soggiogata, ipnotizzata/soggiogata    da un elemento trascinatore.

Per   F in definitiva   siamo tutti dei  potenziali   perversi, ma è possibile convivere in pace solo attraverso  la capacità di auto-controllarsi, diventando adulti e non più come degli   infanti che vogliono tutto e subito.

Occorre mediare tra i due grandi impulsi, e la risposta a Thanatos non poteva   certo essere il motto del  68, per fare un’analisi  estemporanea,  che  era    peace  and  love, ma semmai la razionalità kantiana del contrapporre  il responsabile   TU devi   all’infantile TU vuoi…

 

La reazione alla teoria psicoanalitica di F sarà durissima, i suoi libri durante il nazismo vengono mandati al rogo, lui stesso in quanto ebreo deve mettersi in salvo, anche se già malato di cancro, essendo stato un incallito fumatore.

Non tutto quello che è F elaborò è rimasto attuale.  Non è rimasta attuale la sua iniziale  teoria dell’interpretazione dei sogni, troppo semplicistica per la psichiatria e la psicologia di oggi; non è rimasta attuale la sua invasiva   teoria psicoanalitica dell’arte, la cui arte deve essere osservata in sé stessa e non più attraverso il suo autore, per altro non più vivente e per questo nemmeno psicanalizzabile; non è rimasto attuale il suo PANSESSUALISMO; non è rimasto attuale il suo concetto assoluto di psicanalisi, che ha portato questa branca del sapere a scadere in una specie di nuovo ennesimo fideismo.

KARL POPPER diventa un grande critico della psicanalisi,  definendola non scientifica  e non falsificabile. La branca degli psicanalisti   in effetti si arrocca dietro atteggiamenti saccenti che non ammettono possibilità di replica.

Di sicuro i meriti di F sono stati avere teorizzato l’inconscio e avere teorizzato il concetto assai vero di pulsione distruttiva accanto alla pulsione amorosa ed erotica.

Oggi la psicanalisi  segue due grandi scuole, una riconducibile a F e una riconducibile a  CARL  JUNG.