Feuerbach

Feuerbach rappresenta per Marx un punto di partenza, ossia è da questo filosofo che Marx riparte per costruire il suo impianto filosofico.

E chi è Feuerbach? E un pensatore che riprende Hegel ma rovesciandolo, ossia mentre H mette al centro di tutto  il divenire, ossia la dialettica, dove troneggia la filosofia subito dopo la teologia,  nella cui dialettica tutto si consuma tra lo scontro di tesi e antitesi, dove domina il travaglio dell’antitesi,

in F ciò che conta è il soggetto, cioè la tesi, cioè l’io protagonista, cioè l’uomo,  che determina con le sue scelte il divenire, e quindi il processo da chiuso ridiventa aperto perchè non si può chiudere quello che deve rimanere  SPALANCATO.

Ricordiamo quando Hegel diceva “Dopo di me il niente, perchè io ho portato la filosofia al suo apice, al suo massimo, al coincidere con la Storia, perchè è identità tra pensiero e politica” ? Ecco, H aveva fatto tutto questo sacrificando il soggetto all’oggetto, che risolve nel tutto, cioè nel divenire.

Di contro   F  fa la storia rimettendo al centro il soggetto in quanto soggetto decisore, propulsore, reale, in carne ed ossa, sangue e passione, desiderio e bisogni…

L’INFINITO SI RISOLVE NEL FINITO, e non IL FINITO NELL’INFINITO.

E’ l’uomo che fa lo spirito.  Qui il predicato   si fa soggetto ed il soggetto si fa predicato.

Tuttavia F non è ricordato per avere rappresentato il pensiero di quella che sarà detta la SINISTRA HEGELIANA. F viene ricordato per avere ridotto Dio ad un’idea non reale dell’uomo, a un mero bisogno antropologico di  potere pensare un Dio benigno, salvatore, protettore, che non lascia gli uomini soli nel travaglio dell’esistenza. Ma  questo  Dio, dice Feuerbach, è solo una proiezione del bisogno umano di pensarlo. Ma è pura alienazione.  Da qui deriverà la famosa espressione  di Marx che dichiarerà Dio come l’ oppio dei popoli.

Continua…