Cartesio, il metodo, l’esistenza di Dio

Appartiene alla piccola nobiltà francese.

Studia dai gesuiti, quindi ha una formazione alta, e poi intraprende la carriera militare.

Si mette a girare l’Europa e arriva in Olanda. Durante il soggiorno in Olanda riflette  sul METODO.

DESCARTES  si chiede come sia possibile DISTINGUERE IL VERO DAL FALSO.

Si rende conto che tutto il suo sapere non gli ha permesso di raggiungere questa certezza, e quindi decide di GETTARE VIA LA TRADIZIONE, per iniziare una RICERCA EX NOVO,  che potesse arrivare  a quello che lui chiamerà  UNA VERA E PROPRIA ILLUMINAZIONE GENIALE.

C   arriva a fare per la Filosofia quello che Galileo aveva fatto per la  Scienza.

1637  esce la sua opera fondamentale  DISCORSO SUL METODO che è il fondamento gnoseologico-metafisico della filosofia moderna.

Si articola in alcuni passaggi chiave

NEL PREMETODO

  1. studiare mi ha fatto capire di non conoscere nulla
  2. la sola materia che mi può aiutare nel sapere certo è la MATEMATICA
  3. tutti i saperi che si ritengono certi sono invece incerti
  4. la conoscenza di Dio è il sapere più alto m NON ESPERIBILE
  5. lo stesso è per la filosofia che è il DUBBIO PERENNE
  6. l’unico sapere misurabile è quello della natura, ciò che si può sperimentare-verificare
  7. se Aristotele usava il metodo deduttivo, ora è necessario usare il metodo INDUTTIVO, che utilizza la MATHESIS UNIVERSALIS come lingua universale e certa

NEL METODO VERO E PROPRIO ecco le 4  REGOLE

  1. NON DARE NULLA PER CERTO
  2. ANALIZZARE IL PROBLEMA SCOMPONENDOLO
  3. FARE LA SINTESI DEL PROBLEMA ANALIZZATO DAI PENSIERI SEMPLICI FINO A QUELLI PIU’ COMPLESSI
  4. CONTROLLARE PRIMA DI CONCLUDERE DI NON AVERE TRASCURATO NESSUNO DEI PASSAGGI NECESSARI, ENUMERANDO I PASSAGGI COMPIUTI

 

FOCUS  SUL RAGIONAMENTO DI CARTESIO

 

  1. DI TUTTO POSSO DUBITARE MA NON DEL FATTO CHE DUBITO
  2. CERTO CHE I MIEI PENSIERI POSSONO ESSERE ISPIRATI DA UN DIO MALIGNO, COME POSSO QUINDI ESSERE CERTO DI AVERE PENSIERI ASSENNATI?
  3. BISOGNA DIMOSTRARE CHE ESISTE UN DIO BUONO CHE CERTO NON SI DIVERTE A TRARMI IN INGANNO CON PENSIERI INGANNATORI
  4. SE L’IDEA E’ QUALCOSA CHE STA NELLA MIA MENTE ( E NON PIU’ NEL MONDO DELL’IPERURANIO) ALLORA DEVO DISTINGUERE TRA LORO LE IDEE PSSIBILI

Ci sono tre tipi di idee possibili:

 

  1. l’idea fattiva che è quella che mi faccio da solo, che faccio IO come soggetto
  2. l’idea avventizia che è quella che ricevo dagli altri, che prendo dall’esterno di me
  3. l’idea innata che è quella che è già da sempre dentro di me

 

Bene, è proprio l’esistenza dell’idea innata la prima dimostrazione che un Dio buono esiste.

Chi infatti potrebbe aver messo queste idee dentro la mia testa   se non Dio stesso?

 

E ancora,  se penso al triangolo, io lo posso disegnare, lo posso spiegare, ma non lo posso  trovare nella realtà, perchè è un’astrazione pura.

 

Se invece  penso a Dio, non lo posso disegnare, non lo posso spiegare, ma so che esiste poichè essendo Dio non può essere PERFETTO SENZA ESSERE ESISTENTE (lo aveva già detto  Anselmo d’Aosta)

Questa è un’altra prova dell’esistenza di  un Dio buono.

 

Nella pratica quotidiana le  tre idee si intrecciano, ossia l’idea innata può anche  diventare fattiva o  avventizia,  perchè le tre idee non sono chiuse dentro loro stesse ma si intrecciano. Per capirci, l’idea di amare qualcuno è in sè innata, ma poi è anche fattizia nel momento in cui io faccio concretamente un gesto d’amore verso l’amato, e poi diventa avventizia, nel momento in cui io ricevo un atto d’amore dalla persona amata.

Tutte le contestazioni che vengono mosse contro Cartesio vengono da Cartesio superate.

 

Per finire, C deve dimostrare l’esistenza dei corpi (dopo che ha dimostrato l’esistenza di Dio), perchè io potrei ingannarmi sul fatto che un corpo sia reale e non immaginato.

Un corpo di cui io ho l’idea non può che esistere perchè se ho l’idea che è fuori di me mi deve provenire da qualcosa e questo qualcosa è il corpo stesso.  Chiamo realtà formale il corpo e realtà oggettiva l’idea che ho del corpo.  Cartesio distingue la rex estensa  (il corpo) dalla res cogitans (il pensiero).

Questa idea oggettiva o proviene da Dio o proviene da un ente superiore al finito (che è la stessa cosa). Ma io la percepisco come  proveniente dal corpo stesso, e se così la percepisco, Dio non mi inganna. L’uomo è unione di queste due res intrinsecamente legate.

 

da concludere