Nietzsche

Nietzsche rappresenta un filosofo estremamente significativo ed enigmatico nel panorama della filosofia contemporanea.È risaputo che la biografia di un personaggio condiziona  il pensiero e non solo, ma mai come nel caso specifico di Nietzsche, che ebbe una storia travagliata e particolarissima.

Nasce  a Rocken nel 1844 e si dedica agli studi universitari appassionato soprattutto di filologia. Bene presto emerge il suo talento innovativo e ben presto si distacca dalla carriera accademica vista come restrittiva e deludente.I concetti cardine che approfondirà saranno il tema della tragedia, del nichilismo attivo, della volontà di potenza.Ha la sventura di innamorarsi di una donna che però viene fortemente ostacolata dalla sua famiglia, in modo particolar dalla sorella che è nel frattempo si sposa  con un nazista e che resterà a sua volta vedova per il suicidio del marito.Salomè   è  una donna indipendente e fuori dagli schemi tradizionali, di origine ebrea, rappresenta tutto quello che non viene apprezzato dal pensiero nazista, mentre è proprio per queste sue virtù che evidentemente piace al filosofo.Il matrimonio non si realizza, la donna contesa finisce per sposare un altro, e Nietzsche esce  con la sua opera “Così  parlò Zaratustra”.

L’opera non viene compresa, è troppo avanguardisti per il suo tempo, e passa inosservata.Nel frattempo seguono altri scritti  come “Aldilà del bene e del male” , che come sempre rimane inascoltato.Il filosofo cerca di viaggiare per tutta Europa, fino ad arrivare a Torino, dove desidera fermarsi e dedicarsi ad altri scritti, ma è proprio in questo periodo che subisce una grave manifestazione di follia, in cui Friedrich si mette ad abbracciare un cavallo in preda ad una terribile  crisi compulsiva dopo averlo veduto frustare…Era il 1889.

La malattia psichiatrica, di cui non sono mai state accertate le effettive ragioni e cause, ma solo tante possibili ipotesi,   sembra essere stata ereditata dal padre, e comunque gli stroncherà gli ultimi dieci anni  di vita   ed il possesso delle sue facoltà.La notizia della follia di Nietzsche  arriva a Burkard , un suo amico storico, che lo fa ricoverare in Svizzera in una clinica psichiatrica, dove vi rimane fino alla morte.

Ridotto in questo stato di precarietà, tutto il suo archivio ricolmo di scritti per lo più  inediti e a volte anche incompleti, passa nelle mani della sorella,   che si prende cura anche di assisterlo.Sarà la sorella ad occuparsi della pubblicazione che uscirà postuma,   e purtroppo si pone il dilemma: quanto delle parole di Nietzsche erano effettivamente di Nietzsche e quanto è stato in parte rimaneggiato dalla sorella, che era notoriamente filonazista?

Celebri sono le immagini della sorella che riceve nello studio del fratello Hitler in persona, volendo dare risalto all’opera del filosofo e volendolo agganciare al pensiero nazista. È chiaro che al fuhrer   faceva comodo avere degli uomini di cultura a sostegno della sua famigerata teoria della razza, e Nietzsche, autore di frontiera, per lo più inviso all’intellighenzia benpensante, sembrava essere un personaggio che potesse calzare a pennello la parte.

È così che sembra nascere il grande equivoco del filosofo pro nazismo, quando invece questo accostamento è stato generato dalle idee personali della sorella, e dalla contestuale malattia del filosofo che lo ha reso negli ultimi anni della sua vita per lo più inabile e per lo più non in grado di dissentire.Nietzsche rimane legato a questo equivoco per diversi decenni, fino a che viene rivalutato  per sé stesso e se ne scoprono di colpo   la profonda genialità e preveggenza espressiva.

Senza avere vissuto nel 900, perché il filosofo muore giovanissimo  a fine 800, il pensatore riesce ad intuire tutte le caratteristiche storiche, sociali, umane, filosofiche,politiche , letterarie  ed inconsce che sarebbero accadute nei decenni a venire, dentro un’umanità irriconoscibile e portata allo sbando dalla banalità del male.

Sotto il profilo teorico il suo pensiero rientra tra le filosofie della vita e dell’irrazionalismo. Attraversa sostanzialmente una fase presocratica che prende le distanze  da Socrate , Platone e il cristianesimo, una fase romantica wagneriana  che esalta il mito della tragedia ed il pensiero schopenaueriano  preso come suo primo vero maestro,  ed una fase illuminista che esalta la volontà di potenza.

Del cristianesimo Nietzsche salva solo la figura di Gesù,  che visualizza come un anarchico eroico anche se un pò idiota,  perchè  da grande quale lui fosse  si lascia portare alla morte. Proprio da  questo evento il filosofo teorizza il famoso detto “Dio è morto”, nel senso che l’uomo l’ha ucciso scegliendo a lui se stesso.Ma poteva l’uomo fare diversamente? Può un uomo chiamato a vivere lasciarsi uccidere senza reagire?

Se è un uomo, come tale sarebbe, può solo cercare la  vita, la vita oltre la morte, e la morte oltre la vita, dentro una mescolanza di individualismo acceso e di tendenza all’universalismo.L’apice   della sua evoluzione speculativa arriva con UMANO TROPPO UMANO, che suggella il suo testamento ai posteri, ma non si può tacere di altre opere famose come La gaia scienza.

Forse la parte meno felice della sua teoresi è quella che arriva a concettualizzare l’eterno ritorno di eraclitea memoria, conclusione piuttosto poco convincente e che ancora è oggetto di analisi da parte dei suoi massimi studiosi. Eraclito è l’unico filosofo a cui Nietzsche si sentirà legato, dopo Schopenhauer.I critici hanno molto scritto del rapporto tra Nietzsche e la sua malattia.  C’è chi l’ha vista come un elemento sostanzialmente negativo, che ha creato ostracismo nei suoi confronti.   Altri invece hanno voluto focalizzare il legame genio-follia.

E’ piuttosto vero che  entrambi eccedono in un estremo, che è quello di considerare sia aspetti negativi che aspetti positivi.Diciamo che la malattia ci restituisce un uomo con le sue fragilità, e quindi ce lo rende più umano e vicino a noi, aldilà delle sue radicalizzazioni, dei suoi toni accesi,  estremamente contorti ed inavvicinabili.Tutta la grande letteratura è piena di artisti nevrotici e con patologie nervose, a partire dal Tasso, dal Foscolo, da Leopardi, dallo stesso Dante, se si vuole, per non parlare del De Cervantes, di Kafka, Dostoevskii, Pirandello, Saba, Svevo, Pasolini…

Alla domanda d’obbligo che ci chiede “Ma Nietzsche è stato o non è stato un filo nazista?” la critica deve rispondere doverosamente NO.E’ senza  dubbio vero che il filosofo era antidemocratico, ma anche Platone lo era stato, come  Napoleone,  come  molti grandi della storia…

Qualcuno ci ha voluto vedere addirittura una presenza fortemente  progressista e rivoluzionaria.Il fatto che muoia prematuramente e non più in grado di intendere dopo una lunga lenta agonia che gli toglie prima l’uso delle gambe, e poi l’uso della parola, purtroppo ci consegna un’opera tronca, mozzata, priva della parola fine. E ancora oggi ma chissà ancora per quanto tempo, il pensiero  si dovrà  chiedere “Ma Nietzsche cosa voleva intendere con queste parole?”