Comte, Darwin e Spencer

Il secolo è sempre il 1800, in pieno clima illuminista e scientista. L’oggetto di principale attenzione è il progresso. I campi di applicazione spaziano dall’etica    alla scienza astratta e concreta.

Comte si prefigge di inserire conoscenze ritenute tradizionalmente non sistemizzabili/classificabili   dentro un unico grande impianto gnoseologico, ma per fare questo ricorre a delle forzature  che  finiscono   per snaturare gli scopi primi di ogni ambito  culturale.  Per esempio, classifica l’etica come la settima scienza del sapere,  con la pretesa/intenzione  di attribuire all’etica un controllo effettivo e comunitario, ovviamente da parte della comunità scientifica.  Siamo totalmente lontani da quello che farà Bergson che anzichè ridurre l’etica alla  ragione   nella speranza di  controllarla,  la eleva  a  non scienza  ed  a coscienza  della storia.

Comte (1798-1857)  rimane figlio del suo tempo,  e ragiona  come uno scienziato che però si va ad occupare non solo di fisica, astronomia, biologia,  matematica ecc…,  ma anche di sociologia.  Divide la sociologia in statica e in dinamica; nella statica  si conosce come la classe sociale/politica    sostiene l’idea centrale del suo tempo, nella dinamica si conosce come la classe sociale/politica   intuisce idee di cambiamento, andando a permettere/determinare la fine di epoche e l’avvento di epoche nuove.

Darwin (1809-1882), l’altro grande  scienziato positivista del tempo,  è diventato celebratissimo per la sua teoria della specie e per quello che va sotto il nome di teoria evoluzionistica. Studiando direttamente la capacità degli animali in contesti diversi attraverso  il loro  spirito di adattamento al territorio, arriva a legiferare  il concetto di evoluzione della specie, un’evoluzione biologica e naturale, lenta ma inarrestabile, determinata e regolamentata dall’istinto di sopravvivenza. Ciò che però lo rende celebre è il suo ipotizzare che lo stesso uomo cosiddetto sapiens sapiens deriva dal suo progenitore animale, ossia dalla scimmia.  Questa dichiarazione lo impone all’attenzione mondiale e ovviamente all’agitazione  generale dei più diversi  ideologismi  che si schierano ora a favore ora contro. Nasce legittima la domanda da un milione di dollai: può l’uomo essere valutato e studiato come un qualsiasi membro animale?

Il suo successore Spencer  (1820-1903)   allarga il principio di evoluzionismo   naturale alla storia, ossia all’ambito  sociologico/antropologico/politico,  perchè le specie viventi si evolvono in quantità ma anche in qualità, diventando sempre più complesse e sofisticate. Per esse occorre valutare l’organizzazione e la differenziazione. Anche  la storia appartiene a quei saperi visibili e quindi controllabili/verificabili. Di ogni ambito non visibile non si può avere nessuna conoscenza certa. Sono tutti principi che abbiamo visto nascere nel mondo greco, che già  distingueva con Platone ed Aristotele ciò che riguarda  la scienza (il mondo fenomenico)  e ciò che riguarda l’Idea (il mondo noumenico). Dopo di loro ognuno ha  scelto se essere più platonico o più aristotelico. Il positivismo è un figlio dell’aristotelismo, il quale Aristotele non aveva mai dichiarato che lo spirito non esiste e non lavora nella storia.

Il principio di fondo di questo studio delicato   rimane sempre lo stesso ed è  elementare nel suo funzionamento: il più forte vince sul più debole. Non dimentichiamoci che dall’evoluzionismo deriverà la teoria razzista di dividere il genere umano in razze superiori ed inferiori, pratica legittima laddove si volesse ridurre l’uomo a essere animale e non spirituale.

Traducendo il tutto in ambito storico, se ci si deve chiedere chi tra il liberalismo ed il socialismo potrà avere la meglio, la risposta è semplice,  sarà la storia a dirlo, dimostrando nei fatti chi tra i due pensieri ha il dna o la struttura propria vincente. Il rischio evidente è quello di semplificare e banalizzare.

Spencer parla di fondare un sistema di filosofia sintetica,  che includa la psicologia, la biologia, la sociologia e l’etica. Insomma,  niente di nuovo sotto il sole, nonostante  le novità  di indubbio  interesse e di enorme  valore  morale.

 

 

Annunci