Spinoza

Spinoza nasce nel 1632  e muore nel 1677.

Ebreo, sefardita e rivoluzionario, per l’originalità del suo pensiero  che si stacca dalla tradizione  viene bandito dalla sua stessa comunità e costretto ad una vita in fuga e continuamente in pericolo.  Solo per questo incipit appare evidente l’interesse che non sarebbe  corretto negargli.

Spinoza parte dal concetto che la Sostanza è unica, eterna, infinita,  incausata e necessaria. Per sostanza intende il cosmo che ci contiene e che ci sovrasta. Erroneamente l’uomo  crede che  il mondo abbia un finalismo, che sia stato progettato da un Essere superiore  e che nell’atto della sua creazione lo abbia destinato ad uno scopo, che è quello di servire l’uomo che è il re di questa terra per volontà divina.

Nulla di tutto questo è vero. L’uomo non è che l’essere primo e finito  del cosmo, un cosmo misterioso di cui non sappiamo nulla  e che ci inghiotte nella sua infinitezza sconosciuta. Dio è il mondo stesso, la natura stessa, la causa sui dell’universo che è l’immensità.  Conia il detto Deus sive Natura, che significa Dio ossia la Natura. Nega l’antropocentrismo. Nega la teoria creazionista. Dio in quanto Dio non ha bisogno di creare essendo lui stesso creatura vivente unica, eterna, infinita, incausata e necessaria, cioè la Natura stessa.

L’uomo ha tre livelli di conoscenza: con il primo immagina, ma non conosce; con il secondo conosce il mondo, con il terzo scopre che Dio e natura coincidono.

La natura è naturata e naturante. La conoscenza è sempre vera nel senso che c’è e non può essere negata. La Bibbia sbaglia a darci un Dio antropocizzato. Non solo, la Bibbia è un testo inventato e illogico, infondato. Con questa ultima precisa dichiarazione  di ateismo  si autocondanna all’esilio, viene bandito e maledetto dallo stesso ebraismo   con un atto pubblico che lo mette alla gogna; per sopravvivere dovrà dedicarsi al suo lavoro di  tornitore di lenti (che poi lo farà ammalare  per essere sempre in contatto con la polvere di vetro) ed  accontentarsi di scrivere opere con pseudonimi  consegandole ai suoi fedelissimi seguaci  che poi le porteranno per vie traverse alla pubblicazione dopo la sua morte.

Il suo  capolavoro filosofico sarà   L’etica  dimostrata con il metodo geometrico.

Pubblicazioni che conosceranno il rogo anche dopo  la sua scomparsa. Prima della   fine  accaduta  a soli   44 anni,  subisce persino un attentato che lo vede salvo per miracolo.

Il suo pensiero  critica Cartesio per il suo dualismo tra le rex cogitans e la  rex estensa, che non sono altro che   gli attributi stessi della stessa Sostanza che è, lo ri ricorda, unica, increata..ecc.Gli attributi non vanno scambiati con la sostanza, che ha infinite  qualità e quantità.

L’uomo non ha una natura razionale e non è immortale, vive in un mondo che non è stato pensato per lui,  ma partecipa dell’immortalità del cosmo, che lo contiene come creatura speciale e intelligente, in grado di sentire, volere, desiderare e conoscere Dio-natura  e la sua verità.

Nel mondo tutto accade per caso, ma non per questo l’uomo è servo del fato, bensì signore libero di se stesso  che agisce necessariamente. E’ come un fiume in discesa, il fiume è libero in quanto se stesso, ma è necessitato a incanalarsi là dove il terreno  lo accoglie, nella maniera  possibile.

La libertà non è assoluta ma possibilitata e di questo occorre essere consapevoli; Spinoza vuole l’uomo gioioso e attivo, e non oppresso e depresso. Si può vivere arditamente anche nella consapevolezza della fine. Fa parte del gioco, non ci si può sottrarre. “Ricordati che devi morire” è un motto  accettabile.

Infine Spinoza  ci lascia il suo inno alla vita che  deve essere fatta di atti altruistici ed un poco  utopistici.  L’uomo consapevole ed etico è anche un uomo politico che può tradurre in scelte il suo pensiero e la sua conoscenza consapevole.  E’ possibile usare la propria forza di opposizione  per fare cose buone. La vita non deve  oscillare  tra la paura e la speranza,  l’ inutile privazione  e  l’odio,  ma  inseguire scelte mirate, che rendono possibile l’ottimismo sopra il pessimismo. E se lo diceva   lui….