Russell

Russell  nasce nel   1872 e muore nel  1970. E’ gallese, aristocratico e subisce un’educazione puritana. Per un periodo della sua maturità visse   negli USA  ma poi tornò a vivere nel Galles. Ha avuto modo di conoscere molto bene la cultura americana, con la quale si scontra per le sue idee pacifiste e anticonvenzionali.  Favorevole al matrimonio come al divorzio, ma anche ai diritti gay, ma anche a tutto il femminismo, ma anche per una educazione innovativa e decisamente libertaria.   Si sposa per ben quattro volte; con la sua seconda moglie, la femminista  Dora Black, si impegna nella  gestione   di una scuola   sperimentale e libera, soprattutto sotto il profilo sessuale,  che però fallisce per ovvie  complicanze di vario genere.

Per le sue idee pacifiste   arrivò a subire   il carcere, di fronte al quale  rifiuta ogni genere di privilegio che gli  viene offerto per la sua condizione  fisica (ormai anziano)  e  di nascita ( membro della Camera dei Lords).  Partecia  alla Corte Russell (che prese il suo nome ) chiamata  in giudizio contro i crimini perpetrati nella guerra del Vietnam, dove collaborò  con il comunista Jean Paul Sartre, un altro importante interprete  del tempo e del razionalismo critico. Collaborò con Einstein  contro il militarismo nucleare e per il disarmo, pubblicando il Manifesto antinuclearista  che prese  il nome di entrambi, con   la differenza che  Einstein aveva collaborato alla creazione della bomba, per poi pentirsene. L’unica forma di guerra che può essere giustificata è quella che serve per ripristinare la pace (pacifismo relativo).  L’unica forma di armamento nucleare  sensato dovrebbe essere  con un intento  deterrente.  Fu  ostinatamente antimarxista (per  il suo dogmatismo al pari del capitalismo assoluto), antistalinista ( da cui temeva il diffondersi del comunismo  visto come un regime totalitario) e  poi anche  antinazista (quando comprese che il dialogo con Hitler non era possibile).

Condannò il comportamento americano per la gestione del delitto Kennedy; accusò i dirigenti politici di avere preferito  un facile   colpevole alla ricerca delle varie e complesse responsabilità.

Scrisse moltissimo di etica, morale  e matrimonio (per cui ebbe una decisa esperienza). Nel 1950 gli viene dato il nobel per la letteratura. Tra le sue opere  si cita    Storia della filosofia occidentale, I problemi della filosofia, Perchè sono cristiano e La  conquista  della felcità.

E   in filosofia, cosa fece Russell in filosofia?  Fu maestro di Wittgenstein e di Popper,  arguto matematico e sostenitore del metodo deduttivo  di controllo contro quello induttivo. Così spiegò la sua posizione: c’è un tacchino che tutte le mattine alle ore 9 riceve il suo pasto. E’ ragionevole concludere, ad opera del tacchino, che il tacchino pensasse di sè “Ogni giorno alle 9 io mangio”. Poi un giorno alle 9 fu invece sgozzato. La sua teoria si rivelò falsa.  Quel tacchino siamo ovviamente noi che veniamo tratti in inganno solo da  una realtà che è sempre temporanea, in evoluzione, e mai definitiva.

Russel fu il padre del neopositivismo, neoempirismo e  razionalismo critico.In epistemologia   sostiene che   l’uomo conosce dai dati sensoriali e non può avere un contatto diretto  coi dati fisici che rendono possibili i dati sensoriali. Ossia,   la conoscenza avviene  per dati  empirici, momentanei e soggettivi  che rimandano al dato esterno e reale, e non interno e ideale.   Persino la matematica non può essere ridotta a logica,  perchè nello scibile umano  non c’è niente  di assoluto. Si parla per questo del Paradosso di Russell.

Si occupò di filosofia del linguaggio e di filosofia analitica; nella prima teorizzò la teoria delle descrizioni, ossia per capire se una frase è vera occorre osservarla nella sua totalità e non nelle sue singole parti, per esempio la frase “L’attuale re di Francia è calvo”  risulta essere vera se esiste un re di Francia e se detto re è calvo, altrimenti è falsa, ma non  priva di senso, perchè la sua struttura logica  rimane sensata. Con Wittgenstein condivise la teoria dell’atomismo logico, ossia esistono proposizioni minime che non possono essere ulteriormente ridotte e che costituiscono i fatti atomici. Poi i due filosofi seguirono strade diverse.

Sul fronte sociale ebbe una notevole influenza, sia per la sua presenza attiva, sia per  le sue lotte pacifiste continue, sia per il suo socialismo democratico, sia per la sua personalità eccentrica, coerente   e fuori del comune.