Malebranche

Con Malebranche (1638- 1714)  viene approfondito il termine di occasionalismo.

Dentro il dibattito cartesiano si era tanto discusso del dualismo anima corpo; per Cartesio le due parti separate sono messe in legame dalla ghiandola pineale, ma Cartesio  non è tanto interessato a dirci molto di più di come funziona la materia, e nemmeno è tanto interessato  a dirci molto  sul funzionamento dell’anima.  A  lui premeva solo  costruire il concetto di Cogito ergo sum, cioè l’autonomia del pensiero  che unicamente ci permette la conoscenza, che altrimenti a nulla servirebbero tutti i corpi del mondo e nemmeno   tutta  la  metafisica  abbandonata a se stessa e senza metodo.

Per Malebranche il problema non è  risolvere il legame anima e corpo, ma  stabilire il principio che  la  conoscenza è solo di Dio, che  l’uomo è materia intesa come occasione per la realizzazione del volere divino. Dio è il creatore e l’uoo è lo strumento nelle mani del suo  chirurgo.  Il male esiste perchè conseguente all’essere quasi nulla dell’uomo,  e Dio lo tollera non potendo certo  condannarlo essendo lui infinitamente buono.

Insomma, siamo molto lontani dalla complessa e profonda storiografia vichiana che non riduce l’uomo a puro strumento nelle mani di Dio.  La lettura di Malebranche è molto più superficiale e diremmo contingente alla tradizione  di stampo  medioevale.

Per Malebranche infine  la materia è come un orologio che segue il suo tempo; l’anima è lei stessa come un secondo orologio che segue il suo tempo.  L’anima  però ha un’origine divina  e solo per questo  diviene capace di  illuminazione.

Questo concetto degli orologi verrà portato al massimo livello  da  Leibniz,  contemporaneo  di  Malebranche.