Freud

Dire Freud  significa dire psicanalisi ed interpretazione  dei sogni. Ma Freud è anche tante altre cose; è ebreo, è marxista, è materialista, è favorevole ad una lettura totalmente  scientifica della storia, e   detta lettura  necessita dell’approfondimento psichiatrico e psicologico  del comportamento.

C’è un io conscio ma c’è anche un io inconscio e c’è anche un subconscio  che condiziona  le nostre scelte e i nostri pensieri. Questo ricco mondo interiore ma sommerso può essere portato alla  luce attraverso l’ipnosi, ma  anche attraverso il metodo dell’associazione libera; lo psicanalista porta il paziente/soggetto  a rispondere per associazione  a degli stimoli che il medico/terapeuta  gli pone  con lo scopo di liberare le  problematiche  sotterranee  e che fungono da blocco  alla  libera espressione.

Freud scopre che soprattutto nel sogno il soggetto si libera di detti condizionamenti  andando a  rivivere in maniera  non vigile  quello che più lo tormenta o lo inquieta.

Il linguaggio  del sogno è  complesso, misterioso, simbolico, mascherato; occorre saperlo decifrare. Nel mondo onirico  operano  meccanismi  di spostamento, simbolizzazione e   condensazione di  eventi   che hanno lo scopo di mascherare il desiderio inespresso  ed inaccettabile  che sta all’origine del sogno.

Con Freud nasce la psicopatologia della vita quotidiana, ossia dietro a un comportamento, ad un lapsus, ad un tic nervoso,  ad una dimenticanza, ad una ossessione,  ecc c’è sempre una ragione psichica più o meno   latente che va portata alla luce. L’arte generica del medico psichiatrico/psicanalista    è quella di liberare  la carica emotiva   sotterranea nel  paziente/soggetto.

Detta terapia   serve per liberarsi dalle paranoie, da determinate angoscie, dalle nevrosi,    che spesso affliggono ogni essere umano.

Secondo Freud alla base di ogni malessere sta il complesso di Edipo (per i bambini)  o il complesso di Elettra (per le bambine), ossia una ragione di carattere sessuale  inconfessabile ed inaccettabile,  che obbliga  la persona   cosciente ad autocensurarsi,   rendendosi   quello che la società  ci chiede  di essere, cioè persone serie, affidabili, corrette e potremmo dire  ben inserite nella  cultura  dominante.

Forse  troppo poco è stato detto  di  questo occhio della mente  che  guarda alle persone  da una prospettiva a dir poco  inquieta. Tutto sommato nelle scuole si parla moltissimo di Marx, di Kant, Hegel, Aristotele ecc, ma  forse non abbastanza di Freud,  che  mi appare come un ambito  che si preferisce tenere ai margini del dibattito sociale.

Anche il tema della malattia mentale  è un argomento  delicatissimo e ancor poco conosciuto;  sapere curare la mente mi risulta essere ancora un privilegio di pochi, quasi un lusso, e se da non molto tempo sono stati chiusi i manicomi  psichiatrici dove venivano gettate le anime dannate o disgraziate del mondo , ancora oggi  il nostro sistema sociale e sanitario  si dimostra totalmente inadeguato  a sopperire  al bisogno  di risposte, metodi, organizzazioni e reti assistenziali in materia  psichiatrica.

Insomma,  ho come l’impressione che Freud abbia scoperto un coperchio  che poi ha  sfornato  verità orribili o altro  che  scomode  alle quali non siamo in grado di dare soluzioni serie.

E  comunque questo coperchio andava scoperto.