Montesquieu

Montesquieu  è un collaboratore dell’illuminismo al pari di Voltaire e molti altri. Diciamo che mentre Voltaire entra nella storia per la sua feroce critica all’intolleranza  religiosa dimostrata dalla chiesa cattolica, Montesquieu entra nella storia per essere stato il teorico della separazione dei poteri legislativo, esecutivo e giudiziario.

Anche in questo autore (1689-1755)  la filosofia si fa interesse politico, dove si sviluppa un grande argomentare di diritti e di uguaglianza tra tutti gli esseri umani, aldilà delle condizioni economiche ( e noi oggi aggiungeremmo di razza, di lingua, di credo ecc)

Il più importante di tutti i idiritti è quello alla felicità. La felicità prevede dei beni che sono la salute, la casa, il lavoro, la famiglia, l’istruzione, il diritto di voto …e noi potremmo aggiungere il diritto di parola, di difesa, di …essere se stessi senza avere paura di dimostrarlo e di venire  ghettizzati. Sopra a tutti rimane assoluto il diritto alla dignità.

Tutta questa ricca agenda richiede ovviamente un buon governo. Il governo può essere di tre tipi: repubblicano, monarchico o dispotico. Quello repubblicano può anche prevedere la figura di un monarca parlamentare. Il primo prevede la capacità dei cittadini di seguire le leggi; il secondo prevede un buon monarca; il terzo si basa sul terrore.

Un buon governo deve essere moderato, equilibrato e giusto con i tre poteri ben distinti e separati. Lo Stato deve muoversi dal suffragio  ristretto verso il suffragio universale e deve munirsi di corpi/apparati/strumenti   intermedi come la scuola, le associazioni, le  università, il diritto di stampa e organizzazione…

Da riflettere sul fatto che lo stesso Illuminismo che si fa portavoce della tolleranza e della libertà si troverà a   diventare lui stesso espressione di estremismo, dogmatismo e fanatismo, quando cadrà negli anni del Terrore. Montesquieu  non dovette assistere a questo fallimento, morendo molto prima, ma lui stesso aveva teorizzato la possibilità o il rischio o addirittura la necessità  di dovere arrivare ad un governo violento  di fronte all’assenza dei  due requisiti precedenti (cittadini pronti ad obbedire, un buon Principe pronto a governare)

Centrali le sue opere Lettere persiane  e Lo spirito delle leggi; quest’ultima rappresenta un classico del  giusnaturalismo.

 

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