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E’ finita la voglia di ridere

La gente comincia ad avere problemi

Marcuse

Marcuse è un filosofo che lavora negli Stati Uniti ma proviene dalla Scuola di Francoforte.

Collabora com Erich Fromm che è uno psicanalista.

Nel 1968 negli USA  inizia la contestazione hippie come grande fenomeno rivoluzionario giovanile fatto di oceanici spettacoli di piazza, adunate intercontinentali di nuove generazioni che inneggiano al motto “Fate l’amore, non fate la guerra”

Questo  movimento in apparenza   spontaneo  nasce da infuenze pregresse, che trovano i loro pressuposti in  Marx , Freud ed Hegel. Da Marx hanno ereditato le rivendicozioni di una condizione lavorativa più giusta, dove l’uomo ed il suo diritto di essere umano deve essere al centro;  da Freud hanno ereditato la libertà sessuale ed il sesso visto non più come tabù ma come espressione incondizionata; da Hegel hanno ereditato lo strumento dialettico, che vede tutto in sviluppo ed in perenne mutamento, ma soprattutto  il rifiuto   della ragion di stato che tutto dominava ed appiattiva.

Il 68 è inoltre erede dei   più grandi dissesti mondiali e culturali, che hanno visto lo scontro tra fascismo/nazismo e mondo borghese, lo scontro tra totalitarismo sovietico e imperialismo americano, lo scontro tra avanzamento tecnologico e perdita delle proprie radici.

Scrive due testi centrali, EROS E CIVILTA’   e  L’UOMO A UNA DIMENSIONE.

Lo stesso HEIDEGGER e  RUSSEL  hanno avuto il loro ruolo in questo nuovo incedere della società libera che scende nelle piazze a  reclamare un nuovo modo di vivere, senza più tabù, restrizioni, convenzioni/istituzioni  accettate come  indiscutibili.

Mentre per Freud la repressione era interna nell’uomo, nel suo inconscio e nel suo super es, per Marcuse la repressione da smantellare era ed è esterna, dipendente dalle   strutture sociali.

Tutto viene messo in discussione, il fine della vita non può essere il lavoro e la famiglia così come ce l’hanno imposta, e quindi al provvido PROMETEO che simboleggia l’uomo lavoratore si oppone il nuovo  ORFEO O NARCISO,  ossia l’elogio del piacere contro l’elogio del dovere.

La società, per Marcuse, va semplicemente rovesciata: al centro di questa RIVOLUZIONE UMANA E SOCIALE sta l’uomo emarginato che non vuole più essere emarginato, sta l’escluso, il reietto, il non ricco che però se ne frega del diventare servo del sistema.

Appare un progetto estremamente semplificato, immediato, che fa istintivamente  presa sui semplici o sulle persone che si sentono direttamete chiamate a diventare protagonisti. In un certo senso così sarebbe ma sarebbe una lettura riduttiva.

Purtroppo questo movimento che si presenta così liberante e liberatore, per non dire libertario, cade in trappole o in vuoti di contenuto. In parte viene fatto scadere dalla grande circolazione di droga che richiede e che permette, in parte viene fatto scadere da sperimentazioni di vita comunitaria che da un inizio idilliaco finiscono per  rimanere vittime di varie eccessi, tra cui la mancanza totale di regole.

Insomma, come dire, si è voluti passare da un eccesso di rigorismo ad un eccesso di permessivismo.

In Italia, ma solo in Italia, il 68 ha invece avuto anche scadimenti legati al terrorismo di sinistra e di destra,  ha cioè avuto chiari intrecci politici, dovuti alla nostra particolare storia legata al fascismo e alla resistenza partigiana, legata ad un socialismo/comunismo che non seppe fare la sua parte come e quando avrebbe dovuto, contro un certo paese che si è ostinato per le più varie ragioni a rimanere di destra,  senza riconoscere la bontà più presupposta che esercitata della sinistra.

Ma questo merita un articolo a parte.

 

La guerra fredda mondiale

All”uscita della grande guerra gli USA  vivono un momento di immensa popolarità. Rappresentano nel mondo la democrazia e la possibilità di vivere in pace, anche se la realtà è molto più complessa di questa.

Dentro di essi  si scatena la  CACCIA ALLE STREGHE, con il cosiddetto MACCARTISMO,  ossia la politica che  combatte con tutti i mezzi la paura del comunismo mondiale. Molte saranno le vittime, tra cui i coniugi Rosemberg mandati a morte senza prove certe.

Con il PIANO MARSHALL gli americani non solo si fanno garanti della pace e delle reali possibilità di ripresa dell’Europa, ma si fanno i primi promotori del loro marchio, della loro celebrità, ottenendo consenso e praticando un vero processo di americanizzazione.

I tre grandi protagonisti di questo periodo sono   EISENHOWER dopo Truman (USA),  e CHRUSCEV  dopo Stalin (RUSSIA)

Tutti gli europei  sono PROEUROPEISMO, ed  è in questo contesto che nasce la grande spinta internazionalista  che  progetta l’unione prima economica e poi (forse)  politica di questi numerosi Stati singoli.

Fa caposcuola il Regno unito,  che per primo comincia un processo di deconolizzazione.

Si riparte dalle politiche keynesiane, e quindi dal fare POLITICA STATALE, dove si parla di WELFARE STATE; ecco nascere il SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE, L’IISTRUZIONE ELEMENTARE  ALLARGATA A TUTTI,  LA NASCITA  DELLO STATO SOCIALE, IL RITORNO IN CAMPO DEI SINDACATI, LE POLITICHE DEL LAVORO, ECC.

Sarà la Tatcher  a demolire il Welfare State, con una politica di rigore e di tagli della spesa pubblica, dentro il pericolo di una forte crisi economica dalle previsioni indecifrabili.

In FRANCIA il paese riparte con DE GAULLE ed un governo provvisorio, al quale seguirà la  REPUBBLICA PRESIDENZIALE, differente da quella PARLAMENTARE esistente in Italia. RP significa maggiore potere al Presidente che è  CAPO DELLO STATO E DEL GOVERNO.

Il processo di deconolizzazione nelle colonie francesi sarà molto più difficile e doloroso di quello che si avrà nelle colonie britanniche. La politica francese è sempre stata impostata all’ASSOGGETTAMENTO, ALL’ASSIMILAZIONE VIOLENTA,  volta a pretese universali e dogmatiche,   mentre la politica inglese è sempre stata più simile a quella romana, ossia più legata al pagamento di tributi che però lasciavano libertà al popolo nelle proprie espressioni culturali.

Basta vedere quello che accadrà in India, che arriva all’Indipendenza attraverso un processo pacifico e non violento, anche se questo processo viene gestito da un grande leader interno rappresentato dalla figura di Gandhi.

La spinta culturale propulsiva si lega al MANIFESTO DI VENTOTENE, voluto da tre grandi protagonist iitaliani, come ALTIERO SPINELLI, ERNESTO ROSSI ED EUGENIO COLORNI.

In EUROPA nel 1948 nasce l’OECE cioè l’Organizzazione europea di cooperazione economica.

Nel 1951  nasce la CECA,  per lo sviluppo del CARBONE E DELL’ACCIAIO.

Le sette grandi potenze  tra cui FRANCIA,  REGNO UNITO, GERMANIA,  ITALIA, BELGIO, PAESI BASSI E LUSSEMBURGO  prendono accordi.

Nel 1957 nasce la  CEE  e l’EURATOM  cioè  l’organismo europeo per l’energia atomica, che diventa un oggetto di estremo interesse, perchè possedere l’energia atomica significa potere esercitare una politica di controllo e di equilibrio tra le super potenze.

Nel frattempo in RUSSIA Stalin rinfocola l’antisemitismo, il culto della personalità,  l’uso sistematico dei LAGER, il Partito unico e accentratore come unica politica possibile,  diffondendo ovunque un forte malcontento tra le masse impotenti e ridotte  alla miseria.

Alla morte di Stalin,dopo le solenni celebrazioni d’obbligo, il comando passa a   CHRUSCEV, che già nell’aspetto si presenta meno ostile e più tollerante.

Il nuovo governo inizia una politica di   DISTENSIONE e soprattutto fa una cosa mai vista, ossia apre gli archivi di stato per dare inizio ad un PROCESSO DI DESTALINIZZAZIONE. Se da un lato CHUSCEV APRE, tutto il resto procede invariato, perchèil vecchio assetto di governo non viene epurato, continua il suo governo come prima.

L’apertura di Chruscev determiana l’esplosione di diversi focolai di ribellione, tra cui in Polonia e in Ungheria, dove per reazione sovietica arrivano i carri armati per una durarepressione.

Dietro questi episodi cruenti  i partiti comunisti europei si diccociano dall’Urss e si autoproclamano indipendenti.

Ancora diversa è la vicenda in UGOSLAVIA.  Con la presenza del generale TITO il paese bulgaro  si ribella al dominio sovietico e nel 1948   decide di non assoggetarsi, proclamandosi un paese democratico e  indipendente.  Sono invece  note le vicende di genocidio perpetrate a danno delle minoranze italiane e musulmane locali, con vere epurazioni etniche che di liberale e democratico avevano   ben poco. Tito rimane al potere indiscusso fino al 1980, anno della sua morte.

Tutti i Paesi concorrono alla CORSA ALL’ARMAMENTO e al controllo dell’energia nucleare, a dispetto del diktat iniziale  che chiedeva  un disarmo mondiale e progressivo.

Si arriva a sfiorare la terza guerra mondiale con le minacce a CUBA   che nel frattempo era diventata  un presidio libero  quanto osteggiato  del comunismo rivoluzionario e castrista.

In CINA i riflettori cadono su un nuovo leader nascente, MAO ZEDONG,  che mette in atto la sua RIVOLUZIONE CULTURALE  COMUNISTA   fatta porta a porta, attraverso gli emissari della nuova era cinese. Di questa immensa rivoluzione ancora oggi si sa poco o nulla, perchè la Cina è nota per amare la propria riservatezza ed il proprio isolamento, che solo negli ultimi decenni è diventata  apertura al mondo e al suo CAPITALISMO DA CONQUISTARE.

La Cina è infatti la grande  stella nascente che rischia di sopravanzare in potenza gli stessi Stati Uniti e la Russia.

La COREA DIVENTA ANCH’ESSA TERRA CONDIVISA  TRA LE DUE MACRO POTENZE, si  divide in Corea del Nord sotto l’Urss e Corea del sud sotto gli Usa. Ne scoppia una guerra civile che dura fino al 53. Con l’armistizio del 53 la guerra civile finisce ma le cose rimangono tali e quali.

Il GIAPPONE    che esce distrutto dalla grande  guerra  viene soccorso/guidato dagli americani, anche per i vantaggi sia strategici che economici conseguenti. Una volte perse la MANCIURIA, LA COREA E L’ISOLA DI FORMOSA (l’attuale TAIWAN), il paese del sol levante si organizza nella ricostruzione, diventa un IMPERO A MONARCHIA PARLAMENTARE, entra a far parte delle NAZIONI U NITE  e viene traghettato verso la democrazia.

Anche il Giappone      riceve gli aiuti MARSHALL, e grazie alla sua MENTALITA’ COLLETTIVISTA CAPACE DI FARE SQUADRA,  CAPACEDI FARE SISTEMA, diventa un  paese moderno e all’avanguardia.

 

 

 

 

 

 

 

 

L’Italia della Prima Repubblica

L’ITALIA DELLA PRIMA REPUBBLICA

Cosa è destinata a diventare l’Italia dopo gli eventi della fine della  guerra del ’45?

PALMIRO TOGLIATTI   prende in mano la situazione della RESISTENZA COMUNISTA, anche se in questo momento il partito comunista italiano prende gli ordini direttamente da Mosca, nel senso che essendo membro del COMINFORM  ha l’obbligo di rendere conto al direttivo  sovietico.

Di questa dipendenza a Mosca nessuno sapeva, saranno successivamente le carte a dirlo, una volta che verranno rese pubbliche, ossia molti decenni dopo.

ALCIDE DE GASPERI è a capo della DEMOCRAZIA CRISTIANA che da  ex  PARTITO POPOLARE DI IMPRONTA RELIGIOSA  guidato da DON STURZO   si è evoluto in partito laico ed autonomo, ovviamente sostenuto dal Vaticano ed appoggiato dal ceto medio moderato.

Lo stesso Togliatti si mette a capo del PARTITO COMUNISTA, che nasce dalla eredità di Gramsci che nel frattempo era morto appena uscito dal carcere per una specie di amnistia.

Il PARTITO SOCIALISTA    nasce già diviso tra massimalisti  e riformistii, i primi  a favore dell”uso della  violenza, i secondi  contrari.

Una minoranza è rappresentata dal gruppo elitario di GIUSTIZIA E LIBERTA’ che fonda il PARTITO D’AZIONE,  e  sono  gli eredi di PIERO   GOBETTI che si era sacrificato nel nome dell’  antifascismo della prima ora.

Un’altra minoranza è rappresentata  dal PARTITO LIBERALE, ossia gli eredi di CROCE, di EINAUDI, di tutta quella piccola intellighenzia  italiana che aveva rappresentato la nascita del Manifesto antifascista e tutto un modo di resistere a suon di carta stampata   più che di azione fisica.

Una terza minoranza è rappresentata  dal PARTITO REPUBBLICANO, che però rimane fuori dal governo, in quanto  la Repubblica deve ancora nascere ed ancora è in vigore la Monarchia con lo Statuto Albertino.

Il re tanto discusso dell’ultima ora abdica in favore del figlio  Umberto I nella speranza illusoria  di ripulirsi l’immagine, e si va a votare il referendum per scegliere tra LA REPUBBLICA O LA MONARCHIA. Per la prima volta votano anche le donne a suffragio universale.

I risultati danno 12 milioni di voti per la Repubblica e 10 milioni per la Monarchia. Il sud e i contadini votano per lo più per il re, essendo per  costituzione  legati alla tradizione  e ad un’idea feudale di mondo, mentre il centro nord vota per lo più per il cambiamento, essendo voti di una piccola media borghesia urbanizzata pronta a vedersi proiettata nella modernità.

Nasce il GOVERNO BONOMI, CON L’ASSEMBLEA COSTITUENTE  che lavora al tavolo dal ’46  al dicembre ’47. Il gennaio 48 viene proclamata la CARTA COSTITUZIONALE ITALIANA, che è il manifesto liberale e democratico del libero pensiero che rinasce dalle ceneri del fascismo e della dittatura.

Nel frattempo, dopo la fine della guerra, i partigiani erano stati invitati a consegnare tutte le armi, cosa che non fecero. Molti di questi cercarono la vendetta personale, e seguirono una serie di delitti e di ingiustizie anche feroci  perpetrate a danno di famiglie che erano state fasciste, con la solo colpa d’essere state dalla parte dell’avversario.

PARRI, ex capo della Resistenza rossa  e   candidato  a ministro della Giustizia , viene scavalcato da De GASPERI, più moderato e meno direttamente coinvolto, insieme a Togliatti.

Di fronte al rischio di una seconda guerra civile  che avrebbe rovinosamente allungato il tempi della ricostruzione, il governo decide per l’AMNISTIA DI TUTTI I CRIMINI DI GUERRA, commessi sia da parte fascista che da parte comunista.

Emerge nel caos senza fine delle cose nascoste  la volontà di mettere una pietra tombale  sulle responsabilità del fascismo come della violenza rossa perpetrata per via privata e non per via legale.

Alle prime elezioni regolari della prima Repubblica prende  molti voti il PARTITO DEL QUALUNQUISMO, detto così perchè rappresentava l’uomo qualunque, l’uomo di strada che chiedeva di tornare ad avere una vita NORMALE.

Il Partito socialista vede la sua  prima grande crisi, con la scissione interna tra   i soliti rivoluzionari ed il NEO PARTITO SOCIAL DEMOCRATICO diretto da SARAGAT.

Ma il Partito vincitore è senza dubbio quello della Democrazia cristiana, con a capo De Gasperi, che va negli USA  per uno storico incontro che entra nelgli annali.

In questo incontro dichiara l’adesione al Patto Atlantico e chiede aiuto economico a quel Paese che lui vede come amico e solidale, ma deve farlo vincendo le fortissime resistenze che lo riguardavano; infatti il ministro   era al tavolo dei Paesi democratici in rappresentanza non di se  stesso ma del suo Paese, un paese che era stato AGGRESSORE, NEMICO  E FASCISTA.

Supera a pieni voti la prova, ottiene 1.500.000.000 di dollari di aiuto, più di quanto chiesto,  e sarà grazie a questa vittoria politica  che il nostro Paese riuscirà a superare gli anni della ricostruzione e della miseria totale.

La stessa classe politica che opera in quegli anni è povera, De Gasperi deve chiedere in prestito un cappotto per potersi presentare   in maniera dignitosa davanti al Parlamento   di chi l’Italia in definitiva l’aveva liberata.

Poi si può fare il pelo e il contro pelo a tutte queste semplici affermazioni,  si può aggiungere che siamo diventati un paese satellite degli americani, si può dire che   le operazioni di giustizia mancata hanno lasciato un Paese lacerato nel profondo…; tutto quanto predetto   però, non può essere negato in se stesso.

 

La guerra fredda europea

La guerra fredda

I trattati di pace di BRETTON WOODS  alla fine del secondo  conflitto   sono molto  determinati dalla  volontà di perseguire  una specie di equilibrio che le potenze vincitrici cercano di mettere in atto, per non ripetere gli stessi errori che erano stati commessi alla fine del primo conflitto.

Essi prevedevano:

  • il dollaro come nuova moneta mondiale di riferimento
  • la nascita del FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE
  • la nascita della BANCA MONDIALE PER LA CRESCITA ECONOMICA
  • un accordo comune sulle TARIFFE DOGANALI detto GATT
  • la nascita di un ORGANISMO NAZIONALE PER LA PACE detto ONU con i suoi CASCHI BLU, l’Assemblea generale, il Consiglio di sicurezza e il diritto di veto
  • la nascita del PIANO MARSCHALL con lo scopo di aiutare tutti i paesi distrutti e nella necessità di rimettersi in piedi.

L’intesa ONU è vincolata all’assenso di tutti i suoi paesi membri, quindi  basta il veto di un solo Paese membro per bloccare ogni decisione. Tra di essi fa parte la Cina, per volontà di STALIN  che partecipò con TRUMAN  e ATTLEE  alle trattative. Spesso quindi accade che superpotenze tanto diverse sedute al tavolo delle decisioni non siano mai tutte d’accordo tra loro; ne deriva la non facile operatività di detto organismo.

Nel frattempo Stalin allarga i suoi insediamenti annettendosi la Polonia, la Romania, la Bulgaria, la Cecoslovacchia e l’Ungheria  che  diventano suoi paesi satelliti. I popoli non ebbero il diritto di scegliere a quale super potenza appartenere.   Il Piano Marshall voleva sovvenzionare anche questi paesi, ma l’Urss non lo permette.  Dopo questi insediamenti  presi con la forza, gli USA rispondono con la DOTTRINA TRUMAN, ossia vietano il passaggio di altri paesi democratici al comunismo imposti con la forza.

Ben presto si forma la CORTINA DI FERRO, l’Europa è divisa in due zone, una pro Russia e una pro USA.

Stalin ha un chiaro disegno egemonico che viene ostacolato in tutti i modi dalla NATO, organismo  militare a direttiva  statunitense,  con l’obiettivo di non permettere all’Urss di  sopravanzare il potere democratico e anticomunista, detta  DOTTRINA DI CONTENIMENTO. Vi partecipa anche   la politica dello storico PATTO ATLANTICO, cioè l’alleanza militare di tutti i paesi pro democrazia.

Ogni paese aderente alla Nato rende disponibili alcune postazioni dove collocare alcune basi Nato, a scopo difensivo ed offensivo in caso di attacco. E’ la logica degli accordi internazionali  che ormai sono diventati mondiali. Tra  questi Paesi c’è anche l’Italia.

Ne deriva una violentissima guerra psicologica, fatta di propaganda,  di spionaggio, di polizia segreta, di controlli della vita privata delle persone,  fino a raggiungere livelli di invivibilità e di disumanizzazione.

Le sovvenzioni economiche aiutano ben 16 paesi tra cui l’Italia che arriverà a vivere verso la fine degli anni 50 il cosiddetto BOOM ECONOMICO.

Nei paesi URSS  intanto nascono la COMECON  e la COMINFORM   che hanno l’obiettivo  di creare la supremazia assoluta di Mosca su tutti i partiti comunisti d’Europa. L’economia sovietica non ha il libero mercato, è tutto centralizzato, qui non accade nessun boom economico,  c’è una forte e continua repressione che non permette alla popolazione d’avere quei diritti   che  sono concessi nei paesi democratici.

Questa situazione porterà in seguito alle cosiddette primavere sovietiche, che arriveranno alla caduta del muro di Berlino nel 1989 con la relativa fine del comunismo di stampo sovietico.

Nel 1949  La GERMANIA viene divisa  tra Germania est  (comunista) e Germania ovest (liberale) con capitale BONN. Le sigle sono Repubblica federale tedesca e Repubblica democratica tedesca. Il leader dei democratici è  ADENAUER.   La stessa Berlino è divisa in Berlino est e Berlino ovest da un muro, quel famoso muro  che per molti anni ha tenuto diviso intere famiglie,  i padri dai figli, le mogli dai mariti,  e questo clima controllato    di ostilità continua e assoluta che aveva avvelenato il  vivere quotidiano viene raccontato in celebri   film come   LA VITA DEGL ALTRI.

Il controllo della STASI, la polizia segreta, era totale, e non risparmiava nessuno e nulla. Non c’è più la possibilità di avere una vita privata, propria, intima.

Nel 1955  nasce il PATTO DI VARSAVIA  pro URSS, cioè il patto militare tra la Russia   comunista e i suoi paesi satelliti.

Con il crollo del muro di Berlino si chiude definitivamente questo periodo storico  che è stato costellato di un nuovo modo di intendere le ostilità, non più per via militare ma per via tecnologica e spioneristica.

I primi passi dell’Italia unificata

Lo storico GIORGO ALDO RUMI sostiene in merito l’unificazione d’Italia   che,  a differenza di tutti gli altri Paesi, con il suo risorgimento   anziché risolvere molti problemi preesistenti ,  purtroppo  se  ne  trova a doverne affrontare molti di nuovi.

I CONFLITTI determinati dall’unificazione possono essere così elencati:

 

IL BRIGANTAGGIO nel sud che obbliga l’intervento straordinario della  LEGGE  PICA o legge marziale

L’IMPOVERIMENTO DEL SUD che si trova accollati   i debiti del Piemonte

L’AVVERSIONE DEI SINGOLI COMUNI non abituati ad una logica amministrativa accentrata

IL PROBLEMA DEI TANTI DIALETTI che pone il problema della lingua comune e di una necessaria e urgente  alfabetizzazione

LA QUESTIONE ROMANA che doveva definire il ruolo della Chiesa dentro L’ITALIA unificata

 

La liberazione di Roma avviene   con l’ingresso dei Bersaglieri che entrano dalla BRECCIA DI PORTA PIA.

Il Papa PIO IX era praticamente  protetto da un cospicuo esercito volontario  di ZUAVI, voluto proprio dal Papa  dopo l’unificazione d’Italia, ma il Papa stesso   ordina di non usare la violenza, quindi impone la resa.

Lo Stato emana la LEGGE DELLE GUARENTIGIE, ossia delle garanzie che offre al regno del papato. Dette garanzie tutelavano la figura del Papa  visto come un sovrano, la figura dei vescovi visti  come dei Principi, una sovvenzione annuale  anche a fini pensionistici a beneficio degli stessi, e naturalmente la garanzia dei loro Palazzi.

Tutto questo viene rifiutato e il Papa si dichiara PRIGIONIERO IN CASA PROPRIA  e chiede l’intervento dei suoi alleati francesi. In questa circostanza maledice il re profetizzando la fine prossima della sua discendenza (cosa che in effetti accadrà con la fine del secondo conflitto).

Il Papa rifiuta la proposta perché metteva la Chiesa in una posizione di sudditanza, e non di parità legale nei confronti dello Stato.

Questa problematica verrà risolta solo da Mussolini  con il CONCORDATO, nel 1929 (il Papa lo definirà “l’uomo della Provvidenza…”), che finalmente   darà alla Chiesa il suo preciso riconoscimento  giuridico (fascismo a parte). Il Concordato subisce una variazione nel 1984 per opera  del Parlamento  dove il Cattolicesimo   viene declassato da religione di stato a religione tra le tante.

Politicamente  parlando   sono quattro le possibili posizioni dello Stato nei  confronti della Chiesa:

  • Di netta SEPARAZIONE come è negli Usa
  • Di netta COLLABORAZIONE come avviene nel CONCORDATO in Italia
  • Di netta supremazia dello Stato sulla Chiesa, come avviene nel GIURISDIZIONALISMO
  • Di netta supremazia della Chiesa sullo Stato, come avviene nei paesi TEOCRATICI

LE LEGGI  SICCARDI del 1950  che si prolungano fino al 1961, nello spirito di separazione tra Stato e Chiesa,  avevano indebolito il potere ecclesiastico togliendo una serie di antichi privilegi, allineando   la legislazione piemontese  che si era fermata al Libero Stato in Libera Chiesa,  a quella degli altri paesi europei; in quelle leggi … :

  • Viene abolito il FORO ECCLESIASTICO
  • Viene abolito il DIRITTO D’ASILO che prima riguardava i luoghi sacri come i monasteri
  • Viene tolta L’IMMUNITÀ ECCLESIASTICA
  • Vengono istituite REGOLE DI ACQUISTO RISERVATE AGLI ENTI MORALI, ossia sotto l’aspetto giuridico conta solo l’agire dello Stato

La conseguenza è che si diffonde   un forte contrasto tra Stato e Chiesa.

Nel 1874 si arriva alle ELEZIONI PER IL PARLAMENTO ITALIANO e i cattolici chiedono al Papa indicazioni di voto. La risposta del pontefice è inequivocabile: ordina il NON EXPEDIT cioè il comando  di non partecipare alle  elezioni.

Nella logica restrittiva verso la Chiesa,  vengono CHIUSE LE CONGREGAZIONI religiose contemplative, cioè dedite alla sola preghiera. Alcuni monasteri vengono requisiti per diventare ospedali pubblici o Istituti al servizio dello Stato. I Vescovi per esercitare dovevano avere il PLACET dello Stato, e questo succede per esempio  al vescovo BALLERINI che non può esercitare perché non riceve suddetto beneficio.

Nonostante tutte queste restrizioni, il mondo religioso si organizza per opera di alcuni suoi vescovi o sacerdoti di buona volontà,  come accade a DON  COSTANTE  MATTAVELLI che esercita in Lombardia nella anonima cittadina di Carate Brianza.

Dal marzo 1901 al mese di aprile 1903 DON MATTAVELLI riesce a fondare con la collaborazione dei fedeli e nell’ottica del liberalismo cattolico  la SOCIETÀ OPERAIA DI MUTUO SOCCORSO, con lo scopo di assistere L’OPERAIO in caso di malattia o infortunio; poi istituisce la COOPERATIVA DI CONSUMO e la CASSA RURALE DEPOSITO E PRESTITI, finalizzata a garantire il credito ai contadini che non possedevano nulla e non potevano avere mutui dalle banche. È in questa circostanza che si ha in Italia  la prima forma di MICROCREDITO. Alle banche ordinarie si sostituiscono   le banche sotto forma di CREDITO COOPERATIVO, e si diffondono le COOPERATIVE, a tutela del mondo dei lavoratori.

Attraverso la COOPERATIVA DI CONSUMO acquista una serie di beni di prima necessità come il LARDO, LA FARINA, IL RISO, LE SALSE, LA LANA ecc in quantità industriale, avendo così un forte risparmio.

In Italia le COOPERATIVE si distinguono tra Bianche e Rosse, le prime cattoliche soprattutto nel nord, le seconde socialiste, soprattutto nel centro/sud.

Infine incoraggia i cittadini a iscriversi nelle liste elettorali del loro comuni, comprendendo l’importanza di partecipare attivamente  alla vita politica.

In tutta risposta viene segnalato dal vescovo come un prete sovversivo, visto il NON EXPEDIT del Papa, e per questo allontanato.

Continua…

 

 

 

Schede varie sulla Seconda guerra mondiale

I CARATTERI DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE

seconda guerra mondiale    

seconda guerra mondiale per tappe

LE RESISTENZE