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il problema delle GI

Sono docenti che hanno lavorato per anni nella scuola su posti vacanti, cioè su anni scolastici interi, assunti dai presidi grazie alle graduatorie di istituto, le GI contro le GAE che sono diventate Graduatorie blindate; qualcuno di loro addirittura ci stava dentro le GAE, ma un sistema altrettanto schizofrenico li ha cancellati abusivamente; forse da settembre rischieranno di non potere più lavorare, per un sistema di assunzione assurdo che sembra dimenticarsi di loro…

Giustizia cercasi!!!

“Per fare il mondo”

FILASTROCCA  DEL  “PER FARE IL MONDO”      (FINITA)

PER FARE IL MONDO

CI VUOLE UN TONDO.

DENTRO IL TONDO CI SONO LE PERSONE

E LE PERSONE SONO PREZIOSE

PIU’ DI TUTTE LE COSE.

C’E’ LA NATURA PIENA DI FIORI

E GLI ANIMALI DI TUTTI I COLORI

C’E’ L’AZZURRO DEL MARE

DOVE MI PIACE   NAVIGARE

C’E’ IL VERDE DELLA MONTAGNA

DOVE LA SALUTE CI GUADAGNA.

IL MONDO E’ PROPRIO UN BEL POSTICINO

DOVE MI SVEGLIO CONTENTO OGNI MATTINO.

IN MEZZO A COLLINE E BOSCHI

TROVO FUNGHI E MUSCHI

SE INVECE SONO IN CAMPAGNA

LA PACE ED IL SILENZIO REGNA.

SE PENSO AI PAESI LONTANI

IMMAGINO IL CANGURO CHE SALTA

E L’ELEFANTE CHE BARRISCE

LA BELLA GIRAFFA ALTA

ED IL RE LEONE CHE RUGGISCE.

IO INVECE ABITO IN CITTA’

DOVE CON L’AUTO MI SPOSTO DI QUA E DI LA’

CI SONO SUPERMERCATI E STRADE

FABBRICHE E SCUOLE.

SE GUARDO IN ALTO VEDO IL CIELO

PIENO DI STELLE BELLE

DI NOTTE C’E’ LA LUNA CHE SPLENDE

DI GIORNO IL SOLE CHE BOLLE.

QUANDO SARO’ GRANDE

POTRO’ GIRARLO TUTTO

QUESTO POSTO FAVOLOSO

TUTTO VOGLIO SCOPRIRE

DI QUESTO TONDO MERAVIGLIOSO!

FILASTROCCA DELLA CLASSE  3A   (scuola primaria)

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gestire i comportamenti

terzo video

il metodo Feuerstein

HELLOMOTO

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Guarda le due figure sopra, prese dal test di Raven.

Indica qual’è il pezzo mancante, nell’una e nell’altra,  e spiega il ragionamento che devi fare. Non conta il tempo, conta il risultato.

Dopo un’ingresso teorico, molto breve ma concentrato su come funziona la mente e dunque l’apprendimento, siamo arrivati ad esplorare questi esempi pratici, a dire il vero appena accennati, per mancanza di tempo aggiuntivo,  ma che già ci hanno reso l’idea di come noi adulti compiamo operazioni complesse in maniera automatica, mentre tutti i giorni chiediamo ai nostri alunni di fare le stesse operazioni, più o meno complesse, senza che loro abbiano il vissuto, la formazione cerebrale e lo sviluppo cognitivo tipico dell’adulto.

Questo per farci comprendere  che solo se abbiamo capito come funziona l’apprendimento, possiamo lavorare sull’insegnamento, cioè preparare ad hoc la nostra lezione a misura di classe.

Proprio la nostra precisa e determinata classe quotidiana, che non è certo un’astrazione,  ma un insieme di bisogni precisi e categorici.

La relatrice in poche parole, la collega  Maria Russo, esperta nel metodo Feuerstein,    ci ha raccomandato questo:

  1. di non dare consegne che non sono state comprese
  2. di non dare consegne noiose, poco stimolanti o non adatte
  3. di non valutare i risultati senza avere prima valutato la correttezza della consegna
  4. di pretendere e garantire  che ogni alunno possa  avere fiducia nelle sue possibilità
  5. di non dare troppi  stimoli ma solo quelli che servono, ed insistere su quelli
  6. di non avere pregiudizi, mai mai, mai
  7. di dare sempre incoraggiamenti, perchè le capacità sono sempre in sviluppo,  e non c’è nulla che a priori possa essere ritenuto impossibile- lasciare fare al tempo

Dopotutto, aldilà di tutte le specifiche scientifiche oscure e complesse, il funzionamento della mente è molto semplice: c’è un qualcosa che ci entra (l’input) e ci chiede di reagire, di dare un segno a questa accoglienza; il cervello lavora su questo input nella fase di elaborazione dei dati  e produrrà di conseguenza il suo output, cioè la sua risposta.

Nella fase di input lavorano sostanzialmente due cose:  il registro sensoriale ed il registro emotivo.

Il registro sensoriale è fatto di  percezioni, legate alla nostra reale capacità percettiva; il registro emotivo è fatto di relazioni, di emozioni,  appunto, di motivazioni ad apprendere, di coinvolgimenti.

Quando questi due registri funzionano all’unisono, scatta magistrale la capacità di apprendere.

Il docente è il mediatore  che  sta dentro la classe o dentro il gruppo, a seconda dei casi,  e deve appunto mediare quello che accade dentro questo piccolo mondo scolastico.

Cosa ne pensate?

Io ho concluso che valeva assolutamente  la pena di andarci.

Ieri non sapevo nemmeno dell’esistenza di questo Feuerstein; oggi so che è un gigante della pedagogia, che è vissuto per potere dare un presente ed un futuro a molti bambini reduci da esperienze terribili e catastrofiche, che lui stesso è stato benedetto da una mano gentile che lo ha sottratto allo sterminio dei campi di concentramento (essendo di origine ebraica), e che insomma,  è stato davvero un bravo maestro.

l’eclissi di sole

la carta cognitiva

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corsoCARTA COGNITIVA_INS AD APPRENDERE (1)

Ci vuole un mondo…

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Sulla scia di “Per fare ci vuole…” in classe abbiamo creato una filastrocca tutta  nostra.

Preciso che è un piccolo lavoretto, che deve essere continuato nella seconda parte, che è la prima volta  che lo  facciamo, che si tratta di una classe terza primaria, e che se ci riusciremo ne faremo altre, di filastrocche…

Ho chiesto ai bambini di cosa volevamo parlare ed uno ha risposto “Del mondo”

E poi, di verso in verso, io mi sono presa in carico il problema della rima, se non veniva spontanea;  loro si sono occupati  dei contenuti.

Per associazione qualcuno ha suggerito il mare, e poi la montagna…

Un altro bambino, infine, ha dato spontaneamente la chiusura, considerando che il mondo, insomma, non è niente male.

Ho chiesto poi quale titolo dare alla nostra piccola poesia; erano tutti d’accordo nel chiamarla con il primo verso…

Adesso me la devono inviare via mail  riscritta al computer.

E’ l’unico modo che ho per incoraggiarli a prendere in mano la tastiera per scrivere,  perchè magari per fare altro già ci vanno.

Otto anni è un’età che non si è più piccoli, ma non ancora così grandi  da  essere propositivi in maniera autonoma.

Tuttavia  moltissimo dipende dall’insegnante, dalle proposte di classe,  dalle idee  che potrebbero essere prese in considerazione, dal materiale umano  che spinge la curiosità e gli interessi.

Purtroppo la programmazione settimanale  comprende infiniti  suggerimenti  che non sono supportati da una adeguata attrezzatura tecnologica.

Ci si può considerare miracolati ad avere un’aula informatica  degna di possedere questo nome.

Ma poi, cosa si può fare in una sola ora alla settimana? (quando tutto va bene…)

Allora io penso che bisogna  “Sfruttare” le risorse che i bambini hanno a casa.

I genitori collaborano sempre; chi perchè entusiasta, chi perchè curioso, chi perchè obbligato, tutti si rendono disponibili  a essere presenti nel percorso didattico del loro bambino. Spesso non valorizziamo abbastanza questa meravigliosa presenza;  se è pur vero che un genitore non è un insegnante, non nel senso tecnico della parola,  è pur vero che un genitore è il migliore alleato della crescita scolastica di ogni figlio.

Più che della didattica capovolta, mi sento di esercitare   il bisogno delle risorse tecniche  rovesciate.

Prestami la tua cameretta piena di ogni possibilità, ed io ti riempirò  di buoni  strumenti. Strumenti che sono a disposizione di tutti ma che pochissimi (o alunni o insegnanti) conoscono, usano, consigliano, incoraggiano e raccomandano.

Ed è quello che credo di continuare a fare   nei prossimi anni.

Insomma, per farla in breve, ecco il nostro risultato, di cui i bambini sono stati entusiasti:

PER FARE IL MONDO

“PER FARE IL MONDO
CI VUOLE UN TONDO
DENTRO IL TONDO CI SONO LE PERSONE
LE PERSONE SONO PREZIOSE
PIU’ DI TUTTE LE COSE
C’E’ LA NATURA PIENA DI FIORI
E GLI ANIMALI DI TUTTI I COLORI
C’E’ L’AZZURRO DEL MARE
DOVE MI PIACE   NAVIGARE
C’E’ IL VERDE DELLA MONTAGNA
DOVE LA SALUTE CI GUADAGNA
IL MONDO E’ PROPRIO UN BEL POSTICINO
DOVE MI SVEGLIO OGNI MATTINO”     (fine prima parte)

Filastrocca della classe 3A

Mentre tutto questo accadeva nella nostra piccola aula di classe, stavano  accadendo  i fatti tragici del terrorismo a Tunisi. (cosa che abbiamo saputo tornando a casa)

Nello scrivere le rime, un bambino aveva suggerito  per la parola persone   di   mettere “che sono tutte buone”, ma poi ci eravamo guardati in faccia, dubbiosi,  perchè anche loro sanno che le persone non sono tutte buone, e che quindi non potevamo mettere nel nostro lavoro  una grande balla…