Archivi categoria: blog di classe

libertinismo-e-interiorita

ILLUMINISMO FILOSOFICO

illuminismoilluminismo

ROUSSEAU e il mito del Buon selvaggio

rouesseau-e-il-mito-del-buon-selvaggiorouesseau-e-il-mito-del-buon-selvaggio

Esempio di griglia per l’autovalutazione

 

questionario_docenti  per un lavoro metacognitivo

 

Cura dei contenuti

Giulia dalle vacanze

A  scuola avevo insegnato ai bambini l’uso della mappa mentale; poche lezioni strappate al tempo che è sempre inclemente e alle risorse che sono sempre scarse, mentre che gli imprevisti non mancano mai….

I bambini ne sono stati entusiasti, ed ecco che Giulia, una delle mie alunne più ricettive verso la tecnologia, mi ha spontaneamente inviato la sua mappa che racconta delle sue vacanze trascorse in Puglia.

Direi che ha fatto un lavoro buono, salvo qualche errorino di scrittura che anche noi adulti a volte  lasciamo come pasticcetto  nei nostri elaborati (uno solo).

Sono quegli errori sciocchi  dovuto alla fretta, al non controllo scrupoloso che dovrebbe precedere la consegna.

Consideriamo l’età, una bambina che deve andare in quarta classe primaria  e che deve senz’altro ancora venire educata  alla  revisione,  come il 95%  degli studenti  che  si preoccupano con entusiasmo di fare ma non di correggere con la medesima  attenzione.

Consideriamo  l’attendibilità della fonte (Giulia è una scolara che ama l’impegno, fare le cose capendo quello che sta facendo, ci mette del suo, elabora quindi un lavoro attivo e non semplicemente esecutivo).

Consideriamo la spontaneità del lavoro, che non era tenuta a svolgere.

Consideriamo che sono stata la loro maestra  solo per qualche mese, e per solo due ore di materia alla settimana (quindi non la loro insegnante  dominante o di lungo percorso).

Consideriamo che sto facendo un’analisi severissima,  che Giulia certo non si merita, ma che come docente  sono obbligata a farmi nei miei confronti, e non certo nei suoi (Giulia è una delle più autonome della classe).

Consideriamo che è attraverso il cosiddetto errore che impariamo, e che in questo specifico caso non si tratta nemmeno di errore ma di una  banalissima  disattenzione.

Consideriamo che  per l’apprendimento non contano in negativo   gli errori che faremo (quelli sono utili) ma quelli che ci preoccuperemo stupidamente di evitare pur di non metterci alla prova, quando invece si impara solo facendo.

Consideriamo che è tempo di dire ai nostri alunni che certo, sono bravi, ma che non si devono accontentare, perchè a forza di dire loro che sono SOLO bravi, potremmo far passare l’idea che sanno già tutto, che non occorre lo sforzo, che che che…, mentre inculcare  il senso critico è fondamentale per progredire e per essere correttamente dei buoni formatori.

Bene,  posso dire d’essere contenta. E per questo ho incoraggiato Giulia a spargere la voce tra i suoi compagni,  che magari verranno assaliti dalla voglia di mandarmi le loro mappe-vacanze,  che con grande gioia riceverò e pubblicherò sulla loro pagina di questo sito.

Ciao a tutti,  e continuate così!!!

Sappiate che il passaggio strettamente legato all’uso della tecnologia è la padronanza  del relativo contenuto.  Quindi il mio consiglio potrebbe essere: “Fai la tua mappa come se dovessi pensare a un tema, quindi mettici dentro tutto quello che ti verrebbe di raccontare ma in maniera schematica.  In più nella mappa ci puoi mettere le immagini,  e ti puoi divertire con la creazione della tua piantina globale. Non  fermarti  alla superficie del racconto.  Qualunque cosa ti viene in mente,  se hai dei dubbi  puoi mandarmi una mail, o parlarne con un tuo familiare;  non  preoccuparti  di sbagliare comunque, affidati al tuo senso di giudizio.  Pensa, rifletti, fatti delle domande su quello che hai fatto o non fatto, detto o non detto, visto o che avresti voluto vedere, che ricordi o che vorresti dimenticare, scoperto o che ti prefiggi di scoprire, sopportato o regalato, vinto o comprato, sognato o disegnato, visitato o  rifuggito, dei tuoi vecchi o nuovi amici, del tuo gatto o del tuo cane in vacanza con te…”

VACANZE

 

 

 

 

tavolozza colorata della 3A

Ecco i file dei bambini, ognuno ha messo le sue immagini…
(saranno aggiunti quelli mancanti…)  e mi scuso per i lavori che sono stati aggiunti in un secondo momento… (potere e dispiacere della tecnica…)

Alessandro

Alessio
Arianna
Aurora
Cora
Gabriele

Gabriele-
Giorgio
Giulia
Ilaria
Lavinia
Matilde

Matteo

Ralph

 Viola

Arianna2

Giulia2

Ralph2

Qui ci saranno in progress  gli scritti senza le immagini in attesa del lavoro definitivo, il tempo di recuperarli..

Daniele

Alcuni hanno partecipato portando a scuola il loro lavoro stampato.

Per questo manca  il loro file, ma solo in apparenza.

Buona Pasqua a tutti voi…

1091595403

“Per fare il mondo”

FILASTROCCA  DEL  “PER FARE IL MONDO”      (FINITA)

PER FARE IL MONDO

CI VUOLE UN TONDO.

DENTRO IL TONDO CI SONO LE PERSONE

E LE PERSONE SONO PREZIOSE

PIU’ DI TUTTE LE COSE.

C’E’ LA NATURA PIENA DI FIORI

E GLI ANIMALI DI TUTTI I COLORI

C’E’ L’AZZURRO DEL MARE

DOVE MI PIACE   NAVIGARE

C’E’ IL VERDE DELLA MONTAGNA

DOVE LA SALUTE CI GUADAGNA.

IL MONDO E’ PROPRIO UN BEL POSTICINO

DOVE MI SVEGLIO CONTENTO OGNI MATTINO.

IN MEZZO A COLLINE E BOSCHI

TROVO FUNGHI E MUSCHI

SE INVECE SONO IN CAMPAGNA

LA PACE ED IL SILENZIO REGNA.

SE PENSO AI PAESI LONTANI

IMMAGINO IL CANGURO CHE SALTA

E L’ELEFANTE CHE BARRISCE

LA BELLA GIRAFFA ALTA

ED IL RE LEONE CHE RUGGISCE.

IO INVECE ABITO IN CITTA’

DOVE CON L’AUTO MI SPOSTO DI QUA E DI LA’

CI SONO SUPERMERCATI E STRADE

FABBRICHE E SCUOLE.

SE GUARDO IN ALTO VEDO IL CIELO

PIENO DI STELLE BELLE

DI NOTTE C’E’ LA LUNA CHE SPLENDE

DI GIORNO IL SOLE CHE BOLLE.

QUANDO SARO’ GRANDE

POTRO’ GIRARLO TUTTO

QUESTO POSTO FAVOLOSO

TUTTO VOGLIO SCOPRIRE

DI QUESTO TONDO MERAVIGLIOSO!

FILASTROCCA DELLA CLASSE  3A   (scuola primaria)

Questo slideshow richiede JavaScript.

il metodo Feuerstein

HELLOMOTO

image002

Guarda le due figure sopra, prese dal test di Raven.

Indica qual’è il pezzo mancante, nell’una e nell’altra,  e spiega il ragionamento che devi fare. Non conta il tempo, conta il risultato.

Dopo un’ingresso teorico, molto breve ma concentrato su come funziona la mente e dunque l’apprendimento, siamo arrivati ad esplorare questi esempi pratici, a dire il vero appena accennati, per mancanza di tempo aggiuntivo,  ma che già ci hanno reso l’idea di come noi adulti compiamo operazioni complesse in maniera automatica, mentre tutti i giorni chiediamo ai nostri alunni di fare le stesse operazioni, più o meno complesse, senza che loro abbiano il vissuto, la formazione cerebrale e lo sviluppo cognitivo tipico dell’adulto.

Questo per farci comprendere  che solo se abbiamo capito come funziona l’apprendimento, possiamo lavorare sull’insegnamento, cioè preparare ad hoc la nostra lezione a misura di classe.

Proprio la nostra precisa e determinata classe quotidiana, che non è certo un’astrazione,  ma un insieme di bisogni precisi e categorici.

La relatrice in poche parole, la collega  Maria Russo, esperta nel metodo Feuerstein,    ci ha raccomandato questo:

  1. di non dare consegne che non sono state comprese
  2. di non dare consegne noiose, poco stimolanti o non adatte
  3. di non valutare i risultati senza avere prima valutato la correttezza della consegna
  4. di pretendere e garantire  che ogni alunno possa  avere fiducia nelle sue possibilità
  5. di non dare troppi  stimoli ma solo quelli che servono, ed insistere su quelli
  6. di non avere pregiudizi, mai mai, mai
  7. di dare sempre incoraggiamenti, perchè le capacità sono sempre in sviluppo,  e non c’è nulla che a priori possa essere ritenuto impossibile- lasciare fare al tempo

Dopotutto, aldilà di tutte le specifiche scientifiche oscure e complesse, il funzionamento della mente è molto semplice: c’è un qualcosa che ci entra (l’input) e ci chiede di reagire, di dare un segno a questa accoglienza; il cervello lavora su questo input nella fase di elaborazione dei dati  e produrrà di conseguenza il suo output, cioè la sua risposta.

Nella fase di input lavorano sostanzialmente due cose:  il registro sensoriale ed il registro emotivo.

Il registro sensoriale è fatto di  percezioni, legate alla nostra reale capacità percettiva; il registro emotivo è fatto di relazioni, di emozioni,  appunto, di motivazioni ad apprendere, di coinvolgimenti.

Quando questi due registri funzionano all’unisono, scatta magistrale la capacità di apprendere.

Il docente è il mediatore  che  sta dentro la classe o dentro il gruppo, a seconda dei casi,  e deve appunto mediare quello che accade dentro questo piccolo mondo scolastico.

Cosa ne pensate?

Io ho concluso che valeva assolutamente  la pena di andarci.

Ieri non sapevo nemmeno dell’esistenza di questo Feuerstein; oggi so che è un gigante della pedagogia, che è vissuto per potere dare un presente ed un futuro a molti bambini reduci da esperienze terribili e catastrofiche, che lui stesso è stato benedetto da una mano gentile che lo ha sottratto allo sterminio dei campi di concentramento (essendo di origine ebraica), e che insomma,  è stato davvero un bravo maestro.