Archivi giornalieri: settembre 7, 2019

Riflessioni sulla morte che è vita

Vivere è prepararsi a morire, come diceva Pascal, e come pensava Kierkegaard, e come ben sapeva Dostoevskij, e come rifletteva drammaticamente Heidegger, e come rifletteva rigorosamente  Bergson,  e come tutti noi dovremmo sapere e capire.

Come dice Marco Guzzi, la metafisica è finita ma l’esistenza dell’uomo va avanti, imperturbabile.

Oggi viviamo nel peggiore e nel migliore dei mondi possibili, contestualmente.  Questo ci può fare vedere il bicchiere mezzo vuoto come anche mezzo pieno.

Sta a noi scegliere se vivere con la consapevolezza del dovere morire, o con l’illusione che la morte arriverà in un momento che non ci interessa perchè non lo vediamo…

Il vero scandalo rimasto  è morire senza un senso  e non altro, nè il sesso, nè la guerra, nè ….qualunque  generica falsa conoscenza.

Viktor Frankl   è stato uno psicologo     che ha trasformato la sua esperienza di chiusura nei campi di sterminio in un momento di studio della ricerca del senso perduto. Lo ha dovuto/saputo   fare per sopravvivere ad un teatro dell’assurdo e della mortificazione profonda della vita che è per essenza gioia, creatività, meraviglia, splendore…

O lo faceva o soccombeva.

Ognuno di noi è chiamato  intimamente a questa scelta: o si decide di VIVERE PER LA VITA, o si muore ancor prima di morire perchè si è già morti dentro, anzi, mai nati.

 

Tutto quello che conta su Nietzsche

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Tutto il resto è nulla