Archivi giornalieri: maggio 10, 2019

L’Italia della Prima Repubblica

L’ITALIA DELLA PRIMA REPUBBLICA

Cosa è destinata a diventare l’Italia dopo gli eventi della fine della  guerra del ’45?

PALMIRO TOGLIATTI   prende in mano la situazione della RESISTENZA COMUNISTA, anche se in questo momento il partito comunista italiano prende gli ordini direttamente da Mosca, nel senso che essendo membro del COMINFORM  ha l’obbligo di rendere conto al direttivo  sovietico.

Di questa dipendenza a Mosca nessuno sapeva, saranno successivamente le carte a dirlo, una volta che verranno rese pubbliche, ossia molti decenni dopo.

ALCIDE DE GASPERI è a capo della DEMOCRAZIA CRISTIANA che da  ex  PARTITO POPOLARE DI IMPRONTA RELIGIOSA  guidato da DON STURZO   si è evoluto in partito laico ed autonomo, ovviamente sostenuto dal Vaticano ed appoggiato dal ceto medio moderato.

Lo stesso Togliatti si mette a capo del PARTITO COMUNISTA, che nasce dalla eredità di Gramsci che nel frattempo era morto appena uscito dal carcere per una specie di amnistia.

Il PARTITO SOCIALISTA    nasce già diviso tra massimalisti  e riformistii, i primi  a favore dell”uso della  violenza, i secondi  contrari.

Una minoranza è rappresentata dal gruppo elitario di GIUSTIZIA E LIBERTA’ che fonda il PARTITO D’AZIONE,  e  sono  gli eredi di PIERO   GOBETTI che si era sacrificato nel nome dell’  antifascismo della prima ora.

Un’altra minoranza è rappresentata  dal PARTITO LIBERALE, ossia gli eredi di CROCE, di EINAUDI, di tutta quella piccola intellighenzia  italiana che aveva rappresentato la nascita del Manifesto antifascista e tutto un modo di resistere a suon di carta stampata   più che di azione fisica.

Una terza minoranza è rappresentata  dal PARTITO REPUBBLICANO, che però rimane fuori dal governo, in quanto  la Repubblica deve ancora nascere ed ancora è in vigore la Monarchia con lo Statuto Albertino.

Il re tanto discusso dell’ultima ora abdica in favore del figlio  Umberto I nella speranza illusoria  di ripulirsi l’immagine, e si va a votare il referendum per scegliere tra LA REPUBBLICA O LA MONARCHIA. Per la prima volta votano anche le donne a suffragio universale.

I risultati danno 12 milioni di voti per la Repubblica e 10 milioni per la Monarchia. Il sud e i contadini votano per lo più per il re, essendo per  costituzione  legati alla tradizione  e ad un’idea feudale di mondo, mentre il centro nord vota per lo più per il cambiamento, essendo voti di una piccola media borghesia urbanizzata pronta a vedersi proiettata nella modernità.

Nasce il GOVERNO BONOMI, CON L’ASSEMBLEA COSTITUENTE  che lavora al tavolo dal ’46  al dicembre ’47. Il gennaio 48 viene proclamata la CARTA COSTITUZIONALE ITALIANA, che è il manifesto liberale e democratico del libero pensiero che rinasce dalle ceneri del fascismo e della dittatura.

Nel frattempo, dopo la fine della guerra, i partigiani erano stati invitati a consegnare tutte le armi, cosa che non fecero. Molti di questi cercarono la vendetta personale, e seguirono una serie di delitti e di ingiustizie anche feroci  perpetrate a danno di famiglie che erano state fasciste, con la solo colpa d’essere state dalla parte dell’avversario.

PARRI, ex capo della Resistenza rossa  e   candidato  a ministro della Giustizia , viene scavalcato da De GASPERI, più moderato e meno direttamente coinvolto, insieme a Togliatti.

Di fronte al rischio di una seconda guerra civile  che avrebbe rovinosamente allungato il tempi della ricostruzione, il governo decide per l’AMNISTIA DI TUTTI I CRIMINI DI GUERRA, commessi sia da parte fascista che da parte comunista.

Emerge nel caos senza fine delle cose nascoste  la volontà di mettere una pietra tombale  sulle responsabilità del fascismo come della violenza rossa perpetrata per via privata e non per via legale.

Alle prime elezioni regolari della prima Repubblica prende  molti voti il PARTITO DEL QUALUNQUISMO, detto così perchè rappresentava l’uomo qualunque, l’uomo di strada che chiedeva di tornare ad avere una vita NORMALE.

Il Partito socialista vede la sua  prima grande crisi, con la scissione interna tra   i soliti rivoluzionari ed il NEO PARTITO SOCIAL DEMOCRATICO diretto da SARAGAT.

Ma il Partito vincitore è senza dubbio quello della Democrazia cristiana, con a capo De Gasperi, che va negli USA  per uno storico incontro che entra nelgli annali.

In questo incontro dichiara l’adesione al Patto Atlantico e chiede aiuto economico a quel Paese che lui vede come amico e solidale, ma deve farlo vincendo le fortissime resistenze che lo riguardavano; infatti il ministro   era al tavolo dei Paesi democratici in rappresentanza non di se  stesso ma del suo Paese, un paese che era stato AGGRESSORE, NEMICO  E FASCISTA.

Supera a pieni voti la prova, ottiene 1.500.000.000 di dollari di aiuto, più di quanto chiesto,  e sarà grazie a questa vittoria politica  che il nostro Paese riuscirà a superare gli anni della ricostruzione e della miseria totale.

La stessa classe politica che opera in quegli anni è povera, De Gasperi deve chiedere in prestito un cappotto per potersi presentare   in maniera dignitosa davanti al Parlamento   di chi l’Italia in definitiva l’aveva liberata.

Poi si può fare il pelo e il contro pelo a tutte queste semplici affermazioni,  si può aggiungere che siamo diventati un paese satellite degli americani, si può dire che   le operazioni di giustizia mancata hanno lasciato un Paese lacerato nel profondo…; tutto quanto predetto   però, non può essere negato in se stesso.

 

La guerra fredda europea

La guerra fredda

I trattati di pace di BRETTON WOODS  alla fine del secondo  conflitto   sono molto  determinati dalla  volontà di perseguire  una specie di equilibrio che le potenze vincitrici cercano di mettere in atto, per non ripetere gli stessi errori che erano stati commessi alla fine del primo conflitto.

Essi prevedevano:

  • il dollaro come nuova moneta mondiale di riferimento
  • la nascita del FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE
  • la nascita della BANCA MONDIALE PER LA CRESCITA ECONOMICA
  • un accordo comune sulle TARIFFE DOGANALI detto GATT
  • la nascita di un ORGANISMO NAZIONALE PER LA PACE detto ONU con i suoi CASCHI BLU, l’Assemblea generale, il Consiglio di sicurezza e il diritto di veto
  • la nascita del PIANO MARSCHALL con lo scopo di aiutare tutti i paesi distrutti e nella necessità di rimettersi in piedi.

L’intesa ONU è vincolata all’assenso di tutti i suoi paesi membri, quindi  basta il veto di un solo Paese membro per bloccare ogni decisione. Tra di essi fa parte la Cina, per volontà di STALIN  che partecipò con TRUMAN  e ATTLEE  alle trattative. Spesso quindi accade che superpotenze tanto diverse sedute al tavolo delle decisioni non siano mai tutte d’accordo tra loro; ne deriva la non facile operatività di detto organismo.

Nel frattempo Stalin allarga i suoi insediamenti annettendosi la Polonia, la Romania, la Bulgaria, la Cecoslovacchia e l’Ungheria  che  diventano suoi paesi satelliti. I popoli non ebbero il diritto di scegliere a quale super potenza appartenere.   Il Piano Marshall voleva sovvenzionare anche questi paesi, ma l’Urss non lo permette.  Dopo questi insediamenti  presi con la forza, gli USA rispondono con la DOTTRINA TRUMAN, ossia vietano il passaggio di altri paesi democratici al comunismo imposti con la forza.

Ben presto si forma la CORTINA DI FERRO, l’Europa è divisa in due zone, una pro Russia e una pro USA.

Stalin ha un chiaro disegno egemonico che viene ostacolato in tutti i modi dalla NATO, organismo  militare a direttiva  statunitense,  con l’obiettivo di non permettere all’Urss di  sopravanzare il potere democratico e anticomunista, detta  DOTTRINA DI CONTENIMENTO. Vi partecipa anche   la politica dello storico PATTO ATLANTICO, cioè l’alleanza militare di tutti i paesi pro democrazia.

Ogni paese aderente alla Nato rende disponibili alcune postazioni dove collocare alcune basi Nato, a scopo difensivo ed offensivo in caso di attacco. E’ la logica degli accordi internazionali  che ormai sono diventati mondiali. Tra  questi Paesi c’è anche l’Italia.

Ne deriva una violentissima guerra psicologica, fatta di propaganda,  di spionaggio, di polizia segreta, di controlli della vita privata delle persone,  fino a raggiungere livelli di invivibilità e di disumanizzazione.

Le sovvenzioni economiche aiutano ben 16 paesi tra cui l’Italia che arriverà a vivere verso la fine degli anni 50 il cosiddetto BOOM ECONOMICO.

Nei paesi URSS  intanto nascono la COMECON  e la COMINFORM   che hanno l’obiettivo  di creare la supremazia assoluta di Mosca su tutti i partiti comunisti d’Europa. L’economia sovietica non ha il libero mercato, è tutto centralizzato, qui non accade nessun boom economico,  c’è una forte e continua repressione che non permette alla popolazione d’avere quei diritti   che  sono concessi nei paesi democratici.

Questa situazione porterà in seguito alle cosiddette primavere sovietiche, che arriveranno alla caduta del muro di Berlino nel 1989 con la relativa fine del comunismo di stampo sovietico.

Nel 1949  La GERMANIA viene divisa  tra Germania est  (comunista) e Germania ovest (liberale) con capitale BONN. Le sigle sono Repubblica federale tedesca e Repubblica democratica tedesca. Il leader dei democratici è  ADENAUER.   La stessa Berlino è divisa in Berlino est e Berlino ovest da un muro, quel famoso muro  che per molti anni ha tenuto diviso intere famiglie,  i padri dai figli, le mogli dai mariti,  e questo clima controllato    di ostilità continua e assoluta che aveva avvelenato il  vivere quotidiano viene raccontato in celebri   film come   LA VITA DEGL ALTRI.

Il controllo della STASI, la polizia segreta, era totale, e non risparmiava nessuno e nulla. Non c’è più la possibilità di avere una vita privata, propria, intima.

Nel 1955  nasce il PATTO DI VARSAVIA  pro URSS, cioè il patto militare tra la Russia   comunista e i suoi paesi satelliti.

Con il crollo del muro di Berlino si chiude definitivamente questo periodo storico  che è stato costellato di un nuovo modo di intendere le ostilità, non più per via militare ma per via tecnologica e spioneristica.