Archivi giornalieri: maggio 6, 2019

I primi passi dell’Italia unificata

Lo storico GIORGO ALDO RUMI sostiene in merito l’unificazione d’Italia   che,  a differenza di tutti gli altri Paesi, con il suo risorgimento   anziché risolvere molti problemi preesistenti ,  purtroppo  se  ne  trova a doverne affrontare molti di nuovi.

I CONFLITTI determinati dall’unificazione possono essere così elencati:

 

IL BRIGANTAGGIO nel sud che obbliga l’intervento straordinario della  LEGGE  PICA o legge marziale

L’IMPOVERIMENTO DEL SUD che si trova accollati   i debiti del Piemonte

L’AVVERSIONE DEI SINGOLI COMUNI non abituati ad una logica amministrativa accentrata

IL PROBLEMA DEI TANTI DIALETTI che pone il problema della lingua comune e di una necessaria e urgente  alfabetizzazione

LA QUESTIONE ROMANA che doveva definire il ruolo della Chiesa dentro L’ITALIA unificata

 

La liberazione di Roma avviene   con l’ingresso dei Bersaglieri che entrano dalla BRECCIA DI PORTA PIA.

Il Papa PIO IX era praticamente  protetto da un cospicuo esercito volontario  di ZUAVI, voluto proprio dal Papa  dopo l’unificazione d’Italia, ma il Papa stesso   ordina di non usare la violenza, quindi impone la resa.

Lo Stato emana la LEGGE DELLE GUARENTIGIE, ossia delle garanzie che offre al regno del papato. Dette garanzie tutelavano la figura del Papa  visto come un sovrano, la figura dei vescovi visti  come dei Principi, una sovvenzione annuale  anche a fini pensionistici a beneficio degli stessi, e naturalmente la garanzia dei loro Palazzi.

Tutto questo viene rifiutato e il Papa si dichiara PRIGIONIERO IN CASA PROPRIA  e chiede l’intervento dei suoi alleati francesi. In questa circostanza maledice il re profetizzando la fine prossima della sua discendenza (cosa che in effetti accadrà con la fine del secondo conflitto).

Il Papa rifiuta la proposta perché metteva la Chiesa in una posizione di sudditanza, e non di parità legale nei confronti dello Stato.

Questa problematica verrà risolta solo da Mussolini  con il CONCORDATO, nel 1929 (il Papa lo definirà “l’uomo della Provvidenza…”), che finalmente   darà alla Chiesa il suo preciso riconoscimento  giuridico (fascismo a parte). Il Concordato subisce una variazione nel 1984 per opera  del Parlamento  dove il Cattolicesimo   viene declassato da religione di stato a religione tra le tante.

Politicamente  parlando   sono quattro le possibili posizioni dello Stato nei  confronti della Chiesa:

  • Di netta SEPARAZIONE come è negli Usa
  • Di netta COLLABORAZIONE come avviene nel CONCORDATO in Italia
  • Di netta supremazia dello Stato sulla Chiesa, come avviene nel GIURISDIZIONALISMO
  • Di netta supremazia della Chiesa sullo Stato, come avviene nei paesi TEOCRATICI

LE LEGGI  SICCARDI del 1950  che si prolungano fino al 1961, nello spirito di separazione tra Stato e Chiesa,  avevano indebolito il potere ecclesiastico togliendo una serie di antichi privilegi, allineando   la legislazione piemontese  che si era fermata al Libero Stato in Libera Chiesa,  a quella degli altri paesi europei; in quelle leggi … :

  • Viene abolito il FORO ECCLESIASTICO
  • Viene abolito il DIRITTO D’ASILO che prima riguardava i luoghi sacri come i monasteri
  • Viene tolta L’IMMUNITÀ ECCLESIASTICA
  • Vengono istituite REGOLE DI ACQUISTO RISERVATE AGLI ENTI MORALI, ossia sotto l’aspetto giuridico conta solo l’agire dello Stato

La conseguenza è che si diffonde   un forte contrasto tra Stato e Chiesa.

Nel 1874 si arriva alle ELEZIONI PER IL PARLAMENTO ITALIANO e i cattolici chiedono al Papa indicazioni di voto. La risposta del pontefice è inequivocabile: ordina il NON EXPEDIT cioè il comando  di non partecipare alle  elezioni.

Nella logica restrittiva verso la Chiesa,  vengono CHIUSE LE CONGREGAZIONI religiose contemplative, cioè dedite alla sola preghiera. Alcuni monasteri vengono requisiti per diventare ospedali pubblici o Istituti al servizio dello Stato. I Vescovi per esercitare dovevano avere il PLACET dello Stato, e questo succede per esempio  al vescovo BALLERINI che non può esercitare perché non riceve suddetto beneficio.

Nonostante tutte queste restrizioni, il mondo religioso si organizza per opera di alcuni suoi vescovi o sacerdoti di buona volontà,  come accade a DON  COSTANTE  MATTAVELLI che esercita in Lombardia nella anonima cittadina di Carate Brianza.

Dal marzo 1901 al mese di aprile 1903 DON MATTAVELLI riesce a fondare con la collaborazione dei fedeli e nell’ottica del liberalismo cattolico  la SOCIETÀ OPERAIA DI MUTUO SOCCORSO, con lo scopo di assistere L’OPERAIO in caso di malattia o infortunio; poi istituisce la COOPERATIVA DI CONSUMO e la CASSA RURALE DEPOSITO E PRESTITI, finalizzata a garantire il credito ai contadini che non possedevano nulla e non potevano avere mutui dalle banche. È in questa circostanza che si ha in Italia  la prima forma di MICROCREDITO. Alle banche ordinarie si sostituiscono   le banche sotto forma di CREDITO COOPERATIVO, e si diffondono le COOPERATIVE, a tutela del mondo dei lavoratori.

Attraverso la COOPERATIVA DI CONSUMO acquista una serie di beni di prima necessità come il LARDO, LA FARINA, IL RISO, LE SALSE, LA LANA ecc in quantità industriale, avendo così un forte risparmio.

In Italia le COOPERATIVE si distinguono tra Bianche e Rosse, le prime cattoliche soprattutto nel nord, le seconde socialiste, soprattutto nel centro/sud.

Infine incoraggia i cittadini a iscriversi nelle liste elettorali del loro comuni, comprendendo l’importanza di partecipare attivamente  alla vita politica.

In tutta risposta viene segnalato dal vescovo come un prete sovversivo, visto il NON EXPEDIT del Papa, e per questo allontanato.

Continua…