Nel mare della conoscenza…

Arrivo in classe a sorpresa, la maestra non mi aspetta e nemmeno i bambini, ma è un ingresso simpatico  e all’insegna dell’accoglienza.

Pochi minuti per presentarsi, per fare domande di rito, insomma, per tastare il polso della classe, e subito da insegnante  divento io stessa alunna tra gli alunni, seduta al banco tra di loro, ad osservare, registrare le situazioni, prendere note, e intervenire sui bambini in difficoltà che hanno bisogno nella scrittura.

Maestra Lidia è gioiosa, padrona della situazione, sta presentando l’alfabeto attraverso i nomi dei suoi ragazzi, e quindi chiede agli  alunni “Chi di voi ha il nome che inizia per A?” e subito ecco le risposte che fioccano, un po’ per alzata di mano, un po’ per interventi spontanei.

La prima semplice difficoltà è mettere in ordine alfabetico i nomi che iniziano con la stessa lettera,  perché in questo caso bisogna guardare alla seconda posizione del nome, e se è il caso, alla terza…e così via….

Nel corso della lezione si arriva a dovere mettere in fila fino alla quarta lettera. E’ un ottimo esercizio per coinvolgerli e per farli lavorare sull’ordine dei segni alfabetici , che ormai hanno avuto modo di CONOSCERE durante il primo anno di scuola, e che ora che sono in seconda hanno la possibilità di APPROFONDIRE.

La difficoltà è resa più interessante dall’introduzione tutta nuova  del CORSIVO; la collega mi spiega che in prima classe hanno utilizzato per tutto l’anno il maiuscolo ed il minuscolo STAMPATELLO, che sono i caratteri più facili da introdurre e apprendere.

Adesso che sono più preparati,  i bambini si sentono manualmente  pronti ad affrontare con sicurezza il NUOVO OSTACOLO GRAFICO  in  maiuscolo e minuscolo.

Che meraviglie di riccioli, di aste, di gambe svettanti, di puntini e di tondi che vanno a riempire la pagina bianca. Una maestra queste cose le SA, le VEDE, le AMMIRA…L’alfabeto è esposto sul muro, quindi mentre che il lavoro procede,   maestra Lidia su necessità INDICA   ai bambini le lettere, scritte ora in stampatello oppure in corsivo.

I bambini seguono tutti, secondo i loro tempi. Chi copiando, chi  procedendo in autonomia, conoscendo ormai bene l’arte dello scrivere.

Chiedo alla collega se qualcuno di loro nella scuola abbia utilizzato o stia utilizzando il metodo BORTOLATO; mi dice di no, che lo conosce ma non lo pratica. Del resto non è tanto questione di metodo, ma anche  di abitudine, e se un’insegnante da decenni usa una pratica con la quale si è trovata benissimo, è difficile che vada a cambiarla solo perché subentra la NOVITA’ di un metodo nuovo.

Sono scelte INSINDACABILI dei singoli insegnanti.

Ad un certo punto, quando arriviamo alla lettera G scritta in corsivo maiuscolo, una bambina viene fuori dicendo “Ma sembra la befana….” Qualcuno ride, qualcuno si stupisce….

In  effetti la guardiamo  meglio, cerco di vederla con gli occhi con cui l’ha  veduta lei, dall’alto della sua INFANZIA,  e mi accorgo che non ha affatto torto, c’è la sagoma della vecchia più amata dai bambini   che cavalca la sua scopa con il suo nasone  prorompente…

Guardate anche voi ….

I banchi sono UNITI a gruppi di quattro, e solo un alunno ha bisogno d’essere girato verso la lavagna perché Lidia si accorge che dalla sua posizione non ci vede bene e perde in capacità esecutiva.

Io continuo a seguire  i più lenti, quelli che tendono a distrarsi, quelli che ancora sono alla ricerca di una loro tecnica   di studio.

E poi mi alzo e fotografo, ora i cartelloni esposti, ora i bambini al lavoro, ora la maestra che scrive alla lavagna, ora il quaderno di un’allieva che finisce per  prima e quindi ne  immortalo l’impegno.

Insomma, la scuola ricomincia da queste semplici e quotidiane pratiche, oggi sull’alfabeto e sui nomi, domani sulle discipline complesse e sulle capacità di ricerca. E’ tutta una questione di passi graduali, e di non perdersi NESSUNO strada facendo, perché si sa che non siamo tutti uguali.

Il passaggio successivo sarà portare il testo sul computer, attraverso la scoperta di word, che permetterà ai bambini di divertirsi con  i vari Font, colori, grandezze, forme, allineamenti e così via….

Ecco, in un soffio l’ora è  volata via, come una magia…

 

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