Archivio mensile:settembre 2018

Nel mare della conoscenza…

Arrivo in classe a sorpresa, la maestra non mi aspetta e nemmeno i bambini, ma è un ingresso simpatico  e all’insegna dell’accoglienza.

Pochi minuti per presentarsi, per fare domande di rito, insomma, per tastare il polso della classe, e subito da insegnante  divento io stessa alunna tra gli alunni, seduta al banco tra di loro, ad osservare, registrare le situazioni, prendere note, e intervenire sui bambini in difficoltà che hanno bisogno nella scrittura.

Maestra Lidia è gioiosa, padrona della situazione, sta presentando l’alfabeto attraverso i nomi dei suoi ragazzi, e quindi chiede agli  alunni “Chi di voi ha il nome che inizia per A?” e subito ecco le risposte che fioccano, un po’ per alzata di mano, un po’ per interventi spontanei.

La prima semplice difficoltà è mettere in ordine alfabetico i nomi che iniziano con la stessa lettera,  perché in questo caso bisogna guardare alla seconda posizione del nome, e se è il caso, alla terza…e così via….

Nel corso della lezione si arriva a dovere mettere in fila fino alla quarta lettera. E’ un ottimo esercizio per coinvolgerli e per farli lavorare sull’ordine dei segni alfabetici , che ormai hanno avuto modo di CONOSCERE durante il primo anno di scuola, e che ora che sono in seconda hanno la possibilità di APPROFONDIRE.

La difficoltà è resa più interessante dall’introduzione tutta nuova  del CORSIVO; la collega mi spiega che in prima classe hanno utilizzato per tutto l’anno il maiuscolo ed il minuscolo STAMPATELLO, che sono i caratteri più facili da introdurre e apprendere.

Adesso che sono più preparati,  i bambini si sentono manualmente  pronti ad affrontare con sicurezza il NUOVO OSTACOLO GRAFICO  in  maiuscolo e minuscolo.

Che meraviglie di riccioli, di aste, di gambe svettanti, di puntini e di tondi che vanno a riempire la pagina bianca. Una maestra queste cose le SA, le VEDE, le AMMIRA…L’alfabeto è esposto sul muro, quindi mentre che il lavoro procede,   maestra Lidia su necessità INDICA   ai bambini le lettere, scritte ora in stampatello oppure in corsivo.

I bambini seguono tutti, secondo i loro tempi. Chi copiando, chi  procedendo in autonomia, conoscendo ormai bene l’arte dello scrivere.

Chiedo alla collega se qualcuno di loro nella scuola abbia utilizzato o stia utilizzando il metodo BORTOLATO; mi dice di no, che lo conosce ma non lo pratica. Del resto non è tanto questione di metodo, ma anche  di abitudine, e se un’insegnante da decenni usa una pratica con la quale si è trovata benissimo, è difficile che vada a cambiarla solo perché subentra la NOVITA’ di un metodo nuovo.

Sono scelte INSINDACABILI dei singoli insegnanti.

Ad un certo punto, quando arriviamo alla lettera G scritta in corsivo maiuscolo, una bambina viene fuori dicendo “Ma sembra la befana….” Qualcuno ride, qualcuno si stupisce….

In  effetti la guardiamo  meglio, cerco di vederla con gli occhi con cui l’ha  veduta lei, dall’alto della sua INFANZIA,  e mi accorgo che non ha affatto torto, c’è la sagoma della vecchia più amata dai bambini   che cavalca la sua scopa con il suo nasone  prorompente…

Guardate anche voi ….

I banchi sono UNITI a gruppi di quattro, e solo un alunno ha bisogno d’essere girato verso la lavagna perché Lidia si accorge che dalla sua posizione non ci vede bene e perde in capacità esecutiva.

Io continuo a seguire  i più lenti, quelli che tendono a distrarsi, quelli che ancora sono alla ricerca di una loro tecnica   di studio.

E poi mi alzo e fotografo, ora i cartelloni esposti, ora i bambini al lavoro, ora la maestra che scrive alla lavagna, ora il quaderno di un’allieva che finisce per  prima e quindi ne  immortalo l’impegno.

Insomma, la scuola ricomincia da queste semplici e quotidiane pratiche, oggi sull’alfabeto e sui nomi, domani sulle discipline complesse e sulle capacità di ricerca. E’ tutta una questione di passi graduali, e di non perdersi NESSUNO strada facendo, perché si sa che non siamo tutti uguali.

Il passaggio successivo sarà portare il testo sul computer, attraverso la scoperta di word, che permetterà ai bambini di divertirsi con  i vari Font, colori, grandezze, forme, allineamenti e così via….

Ecco, in un soffio l’ora è  volata via, come una magia…

 

Guida operativa di Scratch

Scratch per le insegnanti

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Effettivamente, dopo avere visionato attentamente la guida e gli esempi guidati passo dopo passo da una collega, ho potuto mettere a fuoco perchè ai bambini piace tanto questo strumento di racconto.

Si sentono protagonisti nel potere COSTRUIRE STORIE, scegliendo  i protagonisti, i dialoghi, lo scenario di sfondo, i movimenti degli stessi personaggi, come dei veri REGISTI DI  TEATRO.

Per fare tutto questo devono incastrare dei comandi tenendo conto dei tempi di esecuzione.

Questo tipo di  attività  richiede  CALCOLO/LOGICA, FANTASIA, CONOSCENZA DI TEMI SPECIFICI, CAPACITA’ RELAZIONALI, IMMAGINAZIONE. Insomma, non  è il solito compito fatto sul quaderno, o la solita lezione dove vengono ripetute abilità già acquisite.

Il contenuto si costruisce strada facendo, unendo le varie proposte dei singoli, imparando a MEDIARE per arrivare a una soluzione finale che rappresenta il frutto di un LAVORO COLLETIVO.

Per non parlare del fatto che il lavoro può venire CONDIVISO.

Quello che vengono appunto  definite LE COMPETENZE TRASVERSALI.

Grazie alla maestra che ci ha fornito la sua GUIDA ILLUMINANTE.

 

La filosofia fatta coi bambini

 

 

 

 

 

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primi passi di coding

La scuola riparte

 

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La scuola riparte, nonostante tutti gli anni l’inizio del nuovo ciclo scolastico non manchi mai di problematiche, dubbi,ritardi e complicazioni.

Tutta questa meravigliosa efficienza lo si deve agli insegnanti ed al personale Ata che con senso di responsabilità e tanta pazienza si mettono a disposizione del sistema per far funzionare questo complicato e così importante meccanismo.

Ognuno di noi è potenzialmente  un pezzo di questa Scuola che vive tra noi, perchè la possibilità dei docenti di lasciare un’impronta significativa nei ragazzi, parte proprie dalle famiglie, dal tessuto sociale, dalle comunità che ci rappresentano e ci permettono di lavorare al meglio.

Quest’anno nel mio Istituto  ci sarà un significativo  rinforzo alla didattica digitale, che con passione spero ricambiata cerco di portare avanti insieme a tutti, ai bambini che ne vanno entusiasti, ai genitori sempre più partecipi, e ai colleghi sempre più formati.

Ecco, è il mio semplice   AUGURIO  a tutta la scuola italiana che rivolgo attraverso questa pagina di scrittura, dove è possibile rappresentare un giorno di accoglienza, di conoscenza reciproca  e di avvio comunitario.

Non che le fatiche e gli inciampi non mancheranno, anzi, ce ne saranno in abbondanza, ma gli insegnanti e soprattutto le maestre ed i maestri della scuola primaria e dell’infanzia lo sanno perfettamente e   sono allenati nelle gare ad ostacoli.

La collega di quinta ha pensato bene di battezzare il primo giorno  invitando  i ragazzi al GIOCO DEL GOMITOLO. Ci si mette in cerchio, l’insegnante con un gomitolo in mano lo lancia ad un alunno a caso, che lo prende e lo rilancia ad un altro compagno  o a un’altra insegnante,  dopo essersi presentato dicendo qualcosa di positivo di sè, e così di seguito, fino a che viene  a formarsi una intricata  e colorata TELA DI RAGNO; le insegnanti hanno quindi invitato i bambini (tra cui un nuovo arrivo) a dire che cosa vedessero in quella tela, che cosa potesse rappresentare.

I ragazzi hanno risposto una serie di cose del tipo: “rappresenta il fatto che siamo tutti uniti,.…. che siamo qui insieme a tanti altri,…. che siamo qui per aiutarci,…. per scambiarci le nostre opportunità e voglia di scoprire….”

Ecco il patto educativo che viene sigillato fin dal primo giorno con una pratica chiara, diretta e immediatamente compresa da tutti.

BUON ANNO SCOLASTICO, DUNQUE, AGLI INSEGNANTI STORICI COME A QUELLI APPENA ARRIVATI, AI COLLEGHI RISERVATI  COME A QUELLI PIU’ ESUBERANTI, A QUELLI GIOVANI COME A QUELLI IN ATTESA DI PENSIONE…..

E  NATURALMENTE  METTIAMOCI AL LAVORO!!!    🙂

CIAO RAGAZZI, CIAO FAMIGLIE

 

Il coding unplugger, e non solo…

scheda scaricabile per lavorare non in rete

 

 

 

 

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