Il metodo analogico e il metodo del costruire/manipolare

Oscillando tra l’italiano e la matematica….

I libri di Camillo Bartolato

Per  noi insegnanti, prima di andare in vacanza, ci sono le ultime battute che precedono la  prossima ricca e sconosciuta stagione.

Del metodo analogico ho capito che funziona, che può essere personalizzato alla propria sensibilità didattica, che ho fatto bene a proporre durante l’anno   il piatto pieno senza timore di portare ai ragazzi troppi stimoli.

La relatrice, Elvira Priori, è una bella signora di una certa età, ma impassibile riuscirà a parlare per un’ora e mezza senz fermarsi, tenendoci inchiodati alla sedia senza pietà, e solo alla fine   concedendoci una giusta pausa.

Gli stimoli ci devono essere tutti, ci dice Elvira,  nella loro organicità e complessità, e poi sono i ragazzi che si organizzeranno   secondo la propria tempistica e metacognizione.

Imparare per analogia significa molto semplicemente dare al bambino tutto l’alfabeto insieme con l’associazione lettera e figura e quindi farlo lavorare sotto forma di gradualità con le parole, i segni, i suoni, le figure e le associazioni che stanno sotto a tutto questo marchingegno naturale  della mente.

Di Bortolato ho apprezzato l’utilizzo della musica durante la scrittura, è fantastica, ha un effetto rilassante e distensivo;  poi l’utilizzo della lettura collettiva unita alla lettura indivuduale, aiuta a mettersi in ritmo, a cogliere le espressioni vocali/corali, a sapere leggere il tempo delle pause; infine l’utilizzo delle strisce cancellabili dove il bambino si allena quanto vuole a fare pratica nella scrittura, che poi anche se sbaglia con un colpo di mano sparisce tutto e tutto torna pulito e ordinato. Sembrano dettagli banali, e invece incidono sulla  costruzione dell’autostima dell’alunno che si mette in paragone con i compagni più bravi e più veloci di lui.

La fase di trascrittura sul quaderno è successiva, quando il bambino si sente sicuro di guidare la sua mano.

Le verifiche sono ridotte al minimo se non  sparite nel senso classico. Ci sono i dettati, ma solo come esercizi per mettersi alla prova, momenti di autoverifica.

L’abilità della scrittura è costruita con il meccanismo logico  delle scatole; ogni scatola contiene una parte della grammatica, e l’alunno si diverte a mettere o a togliere dalle scatole quello che gli serve tra articoli, avverbi, verbi, nomi, preposizioni, aggettivi e congiunzioni….

E poi ci sono le sette strisce grammaticali   dette   la RIVOLUZIONE DELLE SETTE STRISCE, per allenarsi nella creazione del testo.

La prima striscia si occupa del vocabolario in generale; la seconda dei suoni speciali (duro e dolce); la terza dell’ortografia (uso dell’h, l’uso della doppia, del cq…);la quarta l’uso dell’apostrofo; la quimta l’uso dell’accento; la sesta l’uso dell’autocorrezione (tra due parole scegli quella giusta); infine la settima per la COSTRUZIONE DELLA FRASE, usando appunto le famose scatole sopra citate.

Si lavora per tentativi, per gioco, per divertimento, e con tanta tranquillità, senza la paura dell’errore e la frustrazione del fallimento.

Ma cos’è questo? il paese delle sette meraviglie nascoste? No, è solo il metodo dell’insegnare al volo per una didattica più leggera, mentre noi maestre per lo più ancora ci  barcameniamo tra metodo fonologico, sillabico, della letto scrittura, analitico, misto   o globale che dir si voglia…..

Le colleghe rimangono conquistate, si precipitano al banco a fare acquisti, c’è da crederci che da settembre molte nuove primine avranno tra le loro strategie di apprendimento proprio la filosofia di Bortolato.

Anch’io ne sono ammaliata,  solo  non mi affascinano i suoi testi, o meglio, ne apprezzo la metodologia di fondo, ma non mi interessa comprare la storia di Cipì piuttosto che la storia di Mimi…..

I testi me li inventerei  da me stessa, potrei trovarne mille e cento uno di occasioni per costruirne di accattivanti.

Ed è proprio quando la ricercatrice  si appresta a leggerci i pensieri creativi dei bambini che la platea si accalora e si anima, uscendo dall’anonimato del totale e passivo silenzio….

Insomma, Bortolato ci dice in sintesi di preoccuparci tantissimo del comportamento e di lasciare   tempo e spazio al libero apprendimento. Ci dice di osare, di cambiare, di esigere il massimo dalla scuola, perchè i bambini  ci sono, occorre solo metterli nelle condizioni di dare il meglio di loro stessi.

Viva la formazione che accende il cuore  e non solo la mente dei suoi operatori.

Seguirà la pubblicazione del materiale….

Invece, per MATEMATICA:

Amare la matematica                   Il sito di Emanuela Ughi

E poi semplici esercizi con la linea del 20…

strumento quantit… – ESEMPI DI COMPITINI ASSEGNABILI NELLA ORALITA ESERCIZI DA PROPORRE CON LA LINEA DEL 20

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