Plotino e l’idea di Platonopoli

Prima di passare  a  quell’importante e lunghissimo periodo che è stato annoverato nella storia come il nostro MEDIOEVO, occorre fare una piccola nota al grande Plotino.

Questo filosofo è stato in verità poco celebrato e poco studiato per se stesso, in quanto viene associato a Platone e a quel genere che passa sotto il nome di platonismo o neoplatonismo.

Tanto Platone ritenne Socrate come il suo assoluto maestro, tanto Plotino ritenne Platone il suo grande ispiratore. Ci sono due visioni del mono che si scontrano  senza mezze misure; coloro che lo vogliono vedere  dal basso verso l’alto (ma poi si perdono inesorabilmente)  e coloro che lo voglione vedere dall’alto verso il basso (determinati a non smarrirsi  nella selve oscure del mondo).

Plotino  sceglie la seconda via che già era stata quella del suo  predecessore: c’è un ordine precostituito che comprende l’idea di perfezione, e gli uomini fatti di materia non posseggono detta virtù,   ma vi possono aspirare grazie a questo Ordine supremo che sovrasta senza togliere ai singoli la libertà di scelta e dunque la responsabilità delle loro azioni. Platone la buttò tutta in politica, Plotino la buttò tutta nell’arte, restituendole quella dignità che con i grandi del mondo greco antico era rimasta negata.

Esiste un sistema piramidale, dove in cima  è situato l’Uno, che è il principio di tutto, e che si potrebbe anche chiamare Bene, ma Plotino preferisce chiamarlo Uno, perchè detto essere è inconoscibile, e dunque sarebbe giusto non dargli un nome, ma meglio un numero che  in quanto tale rende merito del nome inconosciuto.

Subito dopo c’è il Nous ossia la capacità sola dell’uomo di conoscere e di distinguersi da un semplice animale. Quindi c’è l’anima che permette la molteplicità delle idee, o meglio, se nel Nous abbiamo l’idea universale   di cavallo, sarà nell’anima che avremo la declinazione molteplice del cavallo che diventerà a seconda dei casi un cavallo veloce, piuttosto che nero, piuttosto che zoppo, piuttosto che  andaluso  ecc…

All’ultimo gradino di questa piramide c’è la materia, che  ci rende fallibili e imperfetti, limitati e  soggetti all’errore. Plotino ha in grande orrore questa  elementare realtà, e crede se ne può uscire solo grazie al nostro essere minore  che partecipa dell’Uno    per  poterci elevare.

La novità su Platone è che Platone non aveva mai parlato di un Principio Primo, e Aristotele lo aveva nominato fugacemente il Motore Immobile. Platone aveva identificato questo numero Uno con l’idea stessa, con lo stesso mondo delle Idee,  che per lui erano indipendenti, assolute  e sostanziali anche quando non pensate.

Per Plotino le idee sono sì fondamentali ma solo quando pensate; hanno bisogno di essere incarnate dal Nous che  è frutto dell’emanazione e dell’irraggiamento del Sole  che come sappiamo è stato chiamato  Uno.

Evidente il legame con il cristianesimo e con quello che verrà ripreso dallo stesso Agostino di Ippona che ripartirà proprio da Plotino. Anche se Plotino non è un cristiano, non è  sostenitore  dell’idea di Dio come Padre e Signore del mondo.

Questo sarà il passaggio successivo.

Per concludere, secondo Plotino si hanno tre  possibili  missioni nella vita: quella conoscitiva destinata ai filosofi,  quella ascetica destinata ai religiosi, e quella estetica destinata alle  persone comuni, che vivono di scelte quotidiane e  semplici.

Da qui il recupero del valore dell’arte intesa come la pratica del bello che  in quanto tale è strettamente legata alla pratica del bene.

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