Il ponte di Rialto

A  Venezia tutti conoscono il ponte di Rialto.  In Italia tutti conoscono il ponte di Rialto. Nel mondo tutti conoscono il  ponte di Rialto.

Lo conoscevano anche quattro giovani camerieri che a Venezia ci erano finiti per lavoro, forse come  riscatto  sociale,  forse  per caso, forse per strategia terroristica.

Di origine Kosovara,  di fede jiadista (cioè terroristica), i quattro giovani  macchinavano un attentato sul ponte, dove quattro bombette ben posizionate avrebbero dovuto farlo saltare, e con esso  falcidiare un bel pò di miscredenti, un bel pò di  infedeli occidentali  che  hanno deciso di vivere senza Dio offendendo il suo nome  e la sua   sovranità spirituale.

Ma cosa centra  la religione con la volontà terroristica che un giorno si e tre giorni no  fa sentire la sua voce alla ribalta dei notiziari di tutto il  mondo?

Centra centra, nel senso che è diventato il pretesto nel nome del quale   fare stragi.

Ieri era la politica, l’ideologia, l’odio di classe;  oggi è la politica, l’ideologia, l’odio di classe. E un qualcosa in più.

Il terrorista uccide per avere in cambio l’onore delle armi,  per entrare come un eroe nel Paradiso celeste, dove Hallah  li attende a braccia aperte,  e dove avranno ogni genere di  compenso  e di  beneficio  mai avuto in terra.

Peccato che detto   onore se lo appropria a tradimento, con l’inganno, con  la codardia,  con  la menzogna, con l’odio… Ma Dio non è forse amore??

Lo Stato italiano che già ha dovuto in passato combattere le Brigate rosse e l’estremismo di destra, non si è lasciato prendere alla sprovvista.

Ha tenuto sotto controllo i quattro giovani, e quando ha creduto di dovere intervenire, ha mandato i suoi corpi speciali ad arrestarli  conducendoli in carcere.

Insomma, come paese bistrattato da Bruxelles  non siamo poi  tanto male; prima riusciamo a  immobilizzare il  terrorista che  in Germania si era divertito a far strage nel mercatino di Natale,  adesso riusciamo a sventare un progetto  terroristico  che se fosse arrivato in porto avrebbe portato chissà quale  disastro…,  ogni giorno ci facciamo carico di  centinaia  di profughi vari che sbarcano sulle nostre rive   dimostrando un senso di civiltà davvero fuori del  comune…,   e quindi nessuno ci può venire a dire che siamo un paese di pagliacci  ed incapaci.

Semmai sarà una buona fetta della nostra classe politica ad essere    pagliaccia ed incapace.  Ricordiamocelo quando andremo a votare la prossima volta.

Cari veneziani,  per questa  volta il ponte di Rialto è rimasto illeso,   e con lui  anche i veneziani e tutti i possibili turisti che si sarebbero potuti trovare a transitare da quelle parti.

Lunga vita  a Venezia, lunga vita  alle persone  che rispettano la vita propria come quella altrui.

Lunga vita ai politici  e ai professionisti   che cercano  ogni giorno  di fare la cosa  migliore, senza nascondersi dietro a scuse o a  difficoltà  che così come sono state create  possono venire  superate e combattute.

Bravi ragazzi!

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