Vanno a divertirsi, ma uno lo ammazzano…

Come non parlarne?

E’ appena successo, sono un gruppo di giovani come tanti, in una pese qualunque come tanti,  in  un  venerdì  sera come tanti, decidono di passare la sera in un luogo come tanti, a bere e sentire musica  come fan tutti.

Poi succede l’equivoco, no peggio, l’occasione di far botte, l’occasione di far vedere  chi si è  e chi comanda, e un ragazzo assolutamente   per bene, dicono oggi i giornali,  finisce sbattuto fuori dal locale per avere protestato  contro un gruppo di coetanei  (sembra albanesi ma non  tutti )  per una questione di  precedenza al bar o di molestie alla fidanzata….

C’è   chi dice che lo stesso servizio di buttafuori ci mette del suo, insomma, la situazione degenera, e fuori dal locale nove giovani si scagliano contro il misero  che viene ridotto in fin di vita, immagino davanti allo sconcerto  della ragazza, o davanti all’indifferenza di altri presenti…

Portato all’ospedale con gravi lesioni al cranio e non solo, dopo una lunga agonia di 36 ore, muore.

Tutto normale, cosa volete  che sia oggi  giorno sentire dalla   cronaca fatti di questo genere? Del resto i giovani non ci stanno più con la testa;  insieme all’alcool  si bevono anche il cervello, e si trasformano in bestie assetate di sangue, trionfa la violenza all’ennesimo grado,  l’importante è che dalla parte di chi le prende non ci sia io, ma sia io piuttosto a menarle…

Non importa dove, non importa perchè, non importa contro  chi, non importa se qualcuno morirà…L’importante è che non sono solo, c’è il gruppo che mi spalleggia,  e se lo fanno gli altri,  perchè mai io non dovrei fare   la mia parte?

Io e il gruppo,  io che senza il mio gruppo sono nulla, meno di niente, ma se ci sono loro,   allora ne  vale la pena,  ne vale sempre la pena.

Ragazzi dal cervello   vuoto, dal cuore vuoto, dallo spirito vuoto, dal presente vuoto,  dal futuro  bevuto insieme all’alcool.  E alla droga. Droga a fiumi, droga a catinelle.

E il giudice lo sa che c’è in giro tutta quella droga,  e sa che questi giovani ne fanno uso, però lascia fare, probabilmente deve avere pensato di non potere mettere dentro  mezzo paese. Magari mezzo paese no, ma il  più pericoloso sì, avrebbe potuto tenerlo controllato.

La conclusione  è che   il paese si risveglia senza parole, perchè è accaduto qualcosa che non doveva accadere, perchè non ci si spiega  come ci si possa trasformare per futilissimi   motivi  in assassini, assassini di gruppo, che da soli non avrebbero mai avuto il coraggio di fare  gli animali, che da soli non  avrebbero mai  pensato  di diventare criminali.

A scuola ne parlo con i ragazzi,  voglio sapere cosa ne pensano, e loro mi rispondono: “Sa prof. cosa ho deciso di fare appena mi diplomo?  Prendo il porto d’armi, perchè devo essere sicuro di potere andare in discoteca con la mia ragazza, senza venire ammazzato”

E chi me lo dice è uno dei miei ragazzi migliori, uno dei più tranquilli.

Ecco,  questa è la situazione.

 

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