Viva Signora Arte

 

img_2002

In genere ai bambini di sei anni si dice di disegnare  copiando semplici figure, oppure di colorare negli spazi, o di fare disegni spontanei che esprimono i loro pensieri e le loro conoscenze.

Infatti così faccio,  li faccio copiare, colorare, esprimere; ed è difficile trovare un bambino che non ami il disegno, anzi, per disegnare non hanno bisogno di sapere già scrivere, e tutto passa nella figura,  libera o guidata che sia, basta superare la paura di sbagliare e di non fare bene.

Tranquillizzo le loro perplessità dicendo che il disegno è una cosa personale, creativa, fantasiosa,  dove  si può fare  senza  grandi  problemi,   e che non è solo  tecnica.

La capacità tecnica verrà dopo, con il tempo, con la pratica, con l’esercizio, sperimentando.

A loro spiego come devono fare per rendere il loro disegno più bello, cominciando dal colorarlo con cura, e che il colore richiede tempo, devozione, studio, impegno, attenzione.

Spiego loro che se usano i pennarelli non possono fare le sfumature, ma se usano le matite colorate potranno sfumare; che i colori primari si mescolano dando vita a un vario arcobaleno. Hanno da poco iniziato ad usare anche i pastelli a cera. Amano scoprire, vedere, essere accompagnati nel mondo delle immagini, che sono come la musica dirette al cuore.

Di sicuro  per fare un buon lavoro si deve avere l’idea in testa e dopo che si ha l’idea il resto viene.

Per ora (sono in classe da venti giorni)  ci siamo limitati a raffigurare semplici episodi  legati alla lettura di favolette, racconti.  Abbiamo anche fatto  l’albero autunnale (prendendo idee dalla rete), un qualcosa di natalizio ( prendendo idee da cartoline natalizie), e tanti scarabocchi liberi.

Per scarabocchio intendo quel disegno che il bambino ti mette giù in cinque minuti, senza preoccuparsi del colore o di altro, ma esprimendo un certo contenuto, un accadere delle cose nella sua testa che lui mette freneticamente  in immagini.

La prossima proposta sarà la copia dal vero:  oscillo tra la stella di Natale (visto il periodo)  e  qualcosa di diverso.

Passato il Natale, che in questo momento dell’anno la fa da dominatore ingombrante, dove sto lavorando moltissimo sull’albero natalizio e sulle figure simboliche di questa Festa, faremo l’autoritratto e  varie  nature morte. Oltre naturalmente   l’albero invernale, primaverile ed estivo,  per raccontare il tempo che passa.

Useremo tecniche diverse,  dal disegno figurativo al disegno astratto, dal collage al puntinismo.

Alla fine  dell’anno metteremo tutti i disegni dei bambini dentro un libro confezionato da noi, e lo appenderemo in classe come un documento storico e artistico che racconterà   la nostra avventura scolastica.

Quando finiamo un lavoro  dico ai bambini: “Bene, diamo un titolo a questa opera d’arte”, Loro ci pensano un pò, e poi vengono fuori  o con pensieri ovvi o con pensieri davvero curiosi e creativi, dimostrando che  dentro la figura c’è la loro testa.

E’ ovvio che non sono tutti capolavori, nel senso che ognuno dà quello che può, quello che sa, quello che in quel momento è disposto a tirare fuori.

L’insegnante lo sa e accetta tutto, come viene, ma quando sa di potere  pretende, impone, dirige, consiglia, e poi ovviamente incoraggia sempre.

A volte vedi le loro faccette illuminarsi, stupirsi, meravigliarsi di quello che sono stati capaci di fare. A  volte non hanno voglia, sono distratti e disattenti, e non serve  insistere.  A  volte  finito il loro compito  mi chiedono di potere aiutare un compagno che chiede aiuto e non ha ancora finito.

Guardando le loro creazioni vedo il bambino che lo ha fatto, la sua personalità, le sue insicurezze, il suo entusiasmo.  Dentro le figure e i colori stanno mille parole che parlano.

Ai bambini piace poi moltissimo mostrare ai compagni quello che hanno fatto: mi chiedono “Maestra, lo fai vedere a tutti?”

La cosa meravigliosa dei sei anni è che sono ancora spontanei, non costruiti,  fiduciosi del ruolo che l’insegnante    ricopre nella classe.

Non potevano darmi materia più  libera e liberatrice  dell’educazione all’immagine. Classe più  plastica e modellante  delle prime.

Speriamo di fare bene,  dovesse essere per poco o per molto,  non importa.

Viva  signora Arte.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...