bes come BAMBINI EDUCABILI e SIMPATICI

carlotta

ALUNNI CON BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI

6 pensieri su “bes come BAMBINI EDUCABILI e SIMPATICI

  1. Aida

    Alle elementari e alle medie ho avuto due compagne affette da ritardo mentale. Nelle elementari la prima ragazzina fu accolta con tanta tranquillità, era una di noi, ricordo solo che fu vittima di bullismo da parte di una ragazza, ma la classe riuscì a difenderla in un modo o in un altro.
    Alle medie cambiai città e anche scuola. Mi ritrovai in una classe retrograda e incapace di allacciare rapporti con una disabile. Veniva presa come oggetto di distrazione, le intimavano : “Dì così, fai colì, fatti la pipì addosso” e quando lei faceva ciò che veniva chiesto, la classe intera se la rideva a crepapelle. Reduce dall’esperienza alle elementari cercai di avvicinarmi alla disabile per tenerezza, un pò per affetto, ma finì col prendermi l’appellativo anche io di ritardata mentale. Non me ne fregò nulla, anche perchè in quella classe ci rimasi un anno. Morale della favola? Io ho continuato gli studi, sono laureata, disoccupata per via del sistema… Di quella classe credo che nessuno abbia proseguito con una vita come la mia.

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    1. dallomo antonella Autore articolo

      Ciao Aida, è sempre bellissimo risentirti… A proposito di quel che racconti, cosa vorresti intendere? che è meglio con un pò di cultura, anche se disoccupati, piuttosto che occupati ma con un lavoro o un vita di merda? Certo, nelle classi accade ancora quello che tu racconti, perchè il bullismo è insito nella malvagità di certi ragazzi che preferiscono sfogare le loro frustrazioni sui più deboli.
      Sta solo a noi assumere la giusta posizione. Sempre, senza guardare in faccia ai piccoli/grandi inconvenienti… Buone vacanze, ovunque tu sei… 🙂

      Rispondi
  2. Aida

    Volevo intendere con il mio commento che, nonostante sia stata catalogata come una sciocca perditempo che cercava di fare amicizia con una disabile, sono riuscita nei miei scopi, a differenza di chi perseguitava la ragazza, ed ora si ritrova ad essere essa stessa vittima di una famiglia che purtroppo è andata allo sfacelo. Ciò che voglio dire è che in una famiglia, prima ancora che a scuola, è necessario educare i figli al rispetto dell’altro, che sia disabile, debole, di altra razza. Non è motivo di scherno il ritardo mentale, men che meno motivo su cui sfogare le frustrazioni. Nonostante ci siano insegnanti di sostegno eccellenti, rimane il problema del rispetto, che manca alla base proprio delle famiglie. Un docente ora come ora non può punire un ragazzo che ride alla risposta “assurda” di un disabile. Ma può farlo un genitore.

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    1. dallomo antonella Autore articolo

      Certo, famiglia e scuola dovrebbero collaborare sempre al massimo, e la famiglia dovrebbe avere degli strumenti fformativi che spesso mancano, comunque non è detto che un docente non può punire il ragazzo che in classe si comporta male nei confronti di un disabile, lo può fare in tante maniere possibili… tranne menarlo, ovviamente… l’importante è che la punizione abbia uno scopo appunto educativo

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      1. Aida

        Lo dicevi perché da dieci anni a quetsa parte i docenti sono messi con le spalle al muro. Qualsiasi cosa di ano o facciano ad uno studente sono prontamente richiamati da genitori presuntuosi!

      2. dallomo antonella Autore articolo

        E’ il segno evidente di una inversione di rotta che porta con sè molte cose negative, ma anche qualche cosa buona… io vedo sempre il bicchiere mezzo pieno…:-)

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