Archivio mensile:maggio 2015

Kids place

il parental control

il libro è una storia, la nostra

 

invito-mostra1-592x333A Monza  presso il Teatro Urban Center  Binario 7  si sta chiudendo  in questi giorni una bellissima mostra sul libro, intitolata  “La Biblioteca è una bella Storia”.

Mi direte: “Una delle tante che si tengono ovunque…”

No, direi di no.

Questa è diversa; è fatta di libri speciali, perchè costruiti con le mani e con la fantasia, oltre che con il cuore e con la memoria, da persone comuni (non veri e propri scrittori) come possiamo essere tutti noi.

Ci sono raccontate in questi libri artigianali e simbolici, le storie del passato come le storie del futuro e del presente.

Gli scrittori sono adulti che hanno vissuto la guerra, come bambini che stanno vivendo la loro infanzia.  Ci sono anche i libri  molto  originali  messi in opera dalle detenute e dai detenuti del Carcere Circondariale di Monza,  a testimonianza di tutti i detenuti della nostra società.  Ricorrono nel loro tempo di detenzione  a questi gesti di  creatività e di espressione libera,  come a volersi liberare appunto dalla loro prigionia  e dal loro triste tempo  che   un giorno potrà  e dovrà  diventare migliore.

I  protagonisti sono anche  uomini e donne, che tanti anni fa erano anche loro bambini, come lo sono gli alunni che in questi giorni stanno visitando l’esposizione, tra  cui  ci sono  i bambini della scuola Koinè di Monza accompagnati dalla loro insegnante Rosy Anselmi.

C’è un filo sottile e invisibile che collega i diversi “Prodotti”  in visione.

Gli anziani e autori dei loro racconti  hanno spiegato agli scolari presenti  come sono nate le loro personali idee di racconto;  spesso, anzi quasi sempre,  le storie nascono dal bisogno di raccontarle, di metterle dentro un libro, o dentro un disegno, o dentro un’opera che in qualche modo  illustra agli altri i nostri sentimenti e i nostri pensieri.

Raccontare serve a non dimenticarci del passato; serve a liberarci dal dolore; serve a condividere; serve a rendere migliore la nostra vita…

Si raccontano  sentimenti di affetto, di famiglie, di amicizie, di distacchi, di solitudini e di amore per la natura, per i boschi, per le montagne, per i luoghi che ci hanno visto crescere;  si raccontano  anche  dedizioni   al nostro bisogno di occuparci di qualcosa, come di un mestiere che ci ha permesso o che ci permette di vivere, che può essere quello della sarta, o del fabbro, o del falegname, o del ciabattino,  mestieri che sembrano  scomparire  ma  che invece rimangono insostituibili nella loro funzione collettiva.

In questo modo i  ragazzi hanno modo di confrontarsi con persone vere e reali che testimoniano il passato; gli adulti hanno modo di  riconoscersi  in questi giovanissimi  forse un pò troppo diversi da loro, per quello che  questi bambini hanno avuto modo di ereditare (un mondo di pace dove non è in atto nessuna guerra, almeno nel mondo occidentale).

Ma i bambini si rendono veramente conto di questa incredibile fortuna?

Capiranno a tempo debito che la pace è un dono meraviglioso  e che starà anche  alla loro capacità civile   di conservarla  e di migliorarla?

Le cose da vedere e da capire sono talmente tante che non c’è tempo per raccoglierle tutte, ma non fa nulla,  c’è sempre la Scuola  con le sue preziosissime  maestre  che conserva nel tempo questo preciso scopo…

Chissà cosa avranno pensato i nostri amici  non più giovanissimi   davanti a questi uomini del domani così vocianti, così pieni di voglia di dire la propria, così impulsivi  (forse troppo) e desiderosi di partecipare… Si saranno un poco riconosciuti? Avranno avuto modo di riflettere su quello che da bambini hanno perso, a causa della guerra,  ma forse hanno guadagnato, a causa del fatto che il bisogno contribuisce a fomentare il senso della solidarietà?

Anche i nostri  ragazzi  dovranno capire  che  c’è un tempo per  crescere, a cui molto è concesso,   e un tempo per cercare  di  dare il meglio di noi stessi, per cui molto è dovuto.

Questi bellissimi “oggetti”  colorati e  viventi, rimarranno nel  Teatro  Binario 7  fino a sabato prossimo, e poi verranno trasportati a Milano in un’altra  Biblioteca  che li conserverà  come vere e proprie opere d’arte.

Bravi  i Bambini! Bravi i nostri testimoni  del nostro tempo!

da    Maestra Antonella

 

Raccontando sui ragazzi

La scuola sta per finire; potremmo dire nel mio caso  ancora  tre lezioni vere, e poi gli ultimi giorni per i saluti.

Il bilancio dell’anno, per quel che mi riguarda, è stato molto positivo.

Ho avuto una certa perdita economica, per ragioni contabili  che non sto a spiegare, ma ho fatto punteggio, ho fatto esperienza, ho fatto pratica in molti settori nuovi che ho potuto esplorare, e posso dire di diventare sempre più competente in questo bellissimo mestiere.

Quando lasci un’alunna molto problematica   per un pò di tempo e poi te la vai a riprendere e ti dice  in tutta sincerità, nella forma linguistica più corretta, nonostante il suo grave deficit sintattico e morfologico,  “Maestra, mi è mancato lavorare con te..”, io dico che non posso che sentirmi gratificata.

Quando i bambini incrociandoti per il corridoio ti rincorrono e ti chiedono:

“Quando vieni a prendermi?”,  “Perchè non sei venuta l’altro giorno?”….,  io dico che posso sentirmi  compiaciuta.

Però mi chiedo anche “E’ possibile che la mia richiesta didattica sia  piuttosto bassa, e dunque i bambini sono contenti perchè non devono sforzarsi troppo?”

Ma poi mi rispondo in tutta onestà: ” No, non è vero che chiedo troppo poco ai miei ragazzi; non è nella mia natura chiedere poco, anzi, devo sempre darmi una misura perchè tendo per slancio ad allargarmi, ad alzare il tiro…”

Forse è più vero che ho cercato di utilizzare una lezione sempre sotto forma di gioco, dove il gioco è inteso come strumento di apprendimento molto molto serio e molto efficace.

Certo, ho giocato in casa, dove la classe è costituita di pochi alunni, dove le possibilità di aggancio con i ragazzi sono estremamente favorite.

Già, ma è anche vero che lavorando con il gruppo, che spesso può risultare limitante, ti chiede di dovere rinunciare agli stimoli e alle possibilità di interazione che possono dare solo i gruppi classe.

Così che il mio bicchiere è sempre mezzo pieno, per me.

Quante cose avrei voluto e potuto fare, tuttavia, e non ci sono riuscita. Vuoi per mancanza di tempo, vuoi per mancanza di capacità di cogliere l’occasione, vuoi a volte per stanchezza, o per altre  difficoltà  di varia natura.

Cosa mi resterà dentro la valigia degli attrezzi scolastici che l’anno scorso non avevo?

Tante cose: per esempio il fermo proposito di non farmi buttare via dalla riforma che è appena andata in porto ma che lascia ancora moltissimi punti oscuri; per esempio l’intenzione di concludere il prima possibile il corso  di formazione, l’ennesimo, al quale mi sono appena   iscritta; per esempio,  la speranza di incontrare colleghi di lavoro con i quali potrò entrare in sintonia in una maniera più o meno continuativa, e non sempre sotto forma di incroci  destinati a spezzarsi…

Io da grande,  ho deciso,  starò fino alla fine  nella scuola dalla  parte dei banchi.

(testimonianza di un insegnante qualunque)

 

Blocco degli scrutini

Immagine

indicazioni-operative-per-lo-sciopero-unitario-scrutini-giugno-2015

Prova di lessico per alunni stranieri

Studiare  on line

lavagna di classe on line

Quiz_verificailtuolessicoitalianoperalunnistranieri 

è un banale   questionario che ho creato e qui scaricato in pdf,  ma è operativo sulla rete.

Collegandoci su  Socrative  siamo in grado di creare con semplici passi e con una semplice registrazione come  socrative teacher      una classe virtuale e di fare rispondere i nostri alunni utilizzando questo ambiente,   dando loro solo il numero della classe creata che devono inserire nel loro login qui   ;

esempio   H44HCP4Q            nome          MARTA

Sembra complicato, ma solo se non siamo in situazione e non abbiamo effettivamente la classe che sta interagendo con noi…

Lanciando il test creato  il docente può avere immediatamente le risposte ed anche l’alunno può avere immediatamente il suo responso.   Si può lavorarci da casa o da scuola, di giorno e di notte, da soli o in compagnia, in pigiama o in abito da sera…insomma, in perfetto stile   Scuola capovolta  

Ecco un utile video tutorial

 

Il quiz piace tanto…

disegno-di-quiz-matematica-bambini-colorato-300x300

agatapatrizianicolini

Prossimamente mi occuperò di questo…

raccontando sui maestri

i ragazzi raccontano dei loro maestri

o sono i maestri che fanno parlare i ragazzi  su di loro???

il dubbio mi è venuto, legittimo.

Quanto c’è di autentico e spontaneo, e quanto c’è di costruito e programmato?

Un pò di programmazione nella vita ci vuole, è normale, anzi, ben venga la capacità di organizzarsi, ma quando si parla di sentimenti, o di moti del pensiero, o di ricordi di infanzia e via discorrendo, si entra in un campo molto intimo e personale, dove il racconto deve vivere di assoluta verità, per non cadere nel sentimentalismo posticcio, nell’affettazione  degli affetti, nello stridere faticoso e affaticato delle parole sacre e a noi molto care.

Nulla potrebbero rimproverarsi   dunque coloro che agiscono per pura autenticità  🙂  🙂  🙂