l’ideologia gender minaccia la scuola

Cari Genitori, cari Colleghi, cara Scuola e cara Società,  ieri ho potuto focalizzare di stare nel bel mezzo  di una emergenza antropologica  che sta passando del tutto sotto silenzio, che sembra bypassata come lecita e addirittura positiva  dal sistema  educativo e formativo nel suo complesso.

Di cosa sto parlando?

Del delitto dell’omofobia  e di quanto si sta facendo  per penalizzarlo a discapito del diritto della natura.

Mi spiego meglio.

Sembra che ci sia in programma nelle scuole di tutto lo Stato, come di tutta l’Europa (Regno Unito in testa), come di tutto il Mondo occidentale,  l’idea di fare passare che un bambino maschio o femmina non è quello che è, cioè il suo appartenere al suo sesso,  ma è quello che percepisce di se stesso, cioè quello che si sente e sceglie   di essere.

Ordunque, chi mi legge da un poco e un poco mi segue,  sa quanto io sia aperta, disponibile al cambiamento, critica nei confronti della Chiesa che   nel recente o meno recente passato ha compiuto abomini contro la libertà dell’essere ciò che si vuole,  ma  tutto questo deve ora essere saggiamente misurato, ordinato, disciplinato e controllato.

Cosa significa essere omofobo? Sembrerebbe che significa avere pregiudizi nei confronti degli omosessuali, i quali devono avere gli stessi diritti  delle persone  eterosessuali.

Bene, allora andiamo a disciplinare questo SACROSANTO  PRINCIPIO.

Le coppie eterosessuali si  dichiarano e si sposano; allora anche le coppie  omosessuali devono potersi dichiarare e sposarsi. Ok

Le coppie eterosessuali  se tutto va bene  fanno figli, in caso contrario  li adottano o la partner femminile si fa inseminare; allora anche le coppie  omosessuali se tutto va bene  devono potersi riprodurre con l’unico mezzo possibile  loro concesso, cioè  il diritto all’adozione oppure (in caso di coppie omosessuali di genere femminile)  la partner femminile che si offre  si fa inseminare. Punto. Ok.

Non andrei oltre. Io qui mi fermo perchè il buon senso mi detta di fermarmi.

Non andrei  oltre perchè vengo a scoprire una procedura prevista per la coppia omosessuale di  genere maschile molto discutibile che adesso vi illustro:

nel momento del volersi  riprodurre la coppia omosessuale maschile   procede con l’acquisto della disponibilità  di un ventre femminile che si presta a fare da incubatrice, normalmente   trapiantando dentro di sè l’ovocita  di una seconda e altra donna  che è stata a sua volta inserita in un catalogo razziale, dal  quale si può scegliere il colore dei capelli, degli occhi, il quoziente di intelligenza e naturalmente il colore della pelle…Come dire, la prima   donna farebbe il lavoro sporco, probabilmente sottopagata e mettendo a repentaglio la propria stessa salute psicofisica,   la seconda  invece avrebbe prestato   la sua etichetta, il suo brand, diremmo in termini commerciali, per garantire la vendita a un elevato profitto, mettendo comunque a repentaglio se stessa ed il proprio equilibrio.

Qui alcune testimonianze sui rischi a cui queste donne vengono sottoposte.

Non aggiungo altro.

Alcune di queste donne che si prestano alla pratica  ormonale   per   puro bisogno, per ovvie ragioni economiche, in seguito o   diventano sterili, o si ammalano, o perdono addirittura  la vita a causa di serie complicanze (poichè per produrre ovociti vengono sottoposte a bombardamenti  ormonali disumanizzanti e anormali); le altre, le più sfigate, nelle migliori delle ipotesi  vanno incontro di sicuro a  immaginabili squilibri psichici.

E tutto questo per soddisfare il desiderio di maternità di una coppia omosessuale di genere maschile la cui natura non ha concesso loro  di potere  pretendere neonati a loro discendenza? Ma qui si confonde il diritto alle pari  opportunità con il limite oggettivo dell’essere appunto maschio o femmina.

La parola limite esiste, fa parte del nostro vocabolario, fa parte della nostra intelligenza, e non può essere improvvisamente cancellato per una qualsiasi ragione.

Insomma,  non è per discriminare,  ma mi sembrerebbe più logico che questo desiderio venisse sì soddisfatto, ma  con una normale e più semplice procedura di adozione, come è previsto per le coppie etero che decidono di farlo.  Sono naturalmente avvantaggiate le coppie omosessuali femminili, che dispongono di ben due possibilità di ingravidamento, me è  la natura che le aiuta.

In questo caso non si può non fare i conti con il dato fisico.

Mi stupisco del femminismo che tace questo sciacallaggio, questo sfruttamento, questa umiliazione, questa mercificazione tutta sul peso dell’essere donna.
“L’utero è mio e me lo gestisco io” non voleva certo intendere questo!

Non  mi stupisco della  Chiesa  che concede di fare boicottare  la propria informazione e dottrina sul tema senza  dare enfasi alla questione (vedasi a   proposito il video che è stato censurato su youtube e che vede come protagonista la figura dello stesso Pontefice Francesco, di cui i media hanno riportato solo una piccola frase di tutto il complesso  discorso che continua più nel dettaglio   nel    video qui  riportato)

Vedere anche questo contro l’ideologia Gender:

Insomma: le domande da chiarire sono queste:

  1. la donazione degli ovuli è realmente sicura?
  2. se parliamo di donazione perchè non è gratuita?
  3. come può essere concessa anche alle coppie omosessuali maschili, le quali devono dipendere da una donna che non solo deve prestare  i suoi ovuli ma anche la sua pancia?
  4. in che senso i docenti saranno formati secondo una nuova idea di maternità e di paternità?
  5. in che modo i bambini della fascia 0-6 anni verranno approcciati ad un programma di educazione sessuale di cui non si nulla, non si conosce nulla, non si capisce nulla?
  6. in che modo i bambini dai 6 anni in su  saranno invece inseriti in un piano di educazione sessuale (ben venga, cosa saggia e necessaria)  di cui anche per essi non si sa nulla, non si  conosce nulla, non si capisce nulla? (Ho sentito  di episodi accaduti in alcune scuole dove i genitori sono dovuti intervenire a lamentarsi di iniziative allucinanti messe in atto dalla scuola nel presunto rispetto delle direttive ministeriali.) Leggete qui cosa sta accadendo in Germania, ma non solo.
  7. che cosa prevede l‘ideologia Gender?

Per chi non l’avesse mai  sentita nominare, qui  l’opinione del  pensiero cattolico può aiutarci a meglio capire.

“Attualmente, tale teoria è stata fatta propria dall’ OMS e dall’Unione Europea,e recepita dal Governo italiano, nella cosiddetta “Strategia nazionale per la prevenzione ed il contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere”, sottoscritta dal Ministro per le Pari Opportunità nel febbraio 2013.
In forza di ciò, durante l’anno scolastico 2013-2014 , 29 associazioni LGBQT , hanno potuto entrare nelle scuole a parlare di gender, grazie alla disponibilità di 10 milioni di euro stanziati dal governo; l’UNAR, organismo del Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha commissionato all’Istituto Beck di Roma la redazione di volumetti destinati ai docenti di scuole di ogni ordine e grado,contenenti le istruzioni per le lezioni di gender da proporre ai loro allievi. Tutto ciò, senza il minimo coinvolgimento delle Associazioni dei Genitori riuniti nel FONAGS (Forum Nazionale delle Associazioni dei Genitori della Scuola), organismo consultivo del MIUR, e quindi senza permettere ai genitori di conoscere e di prendere una posizione su quanto predisposto per i loro figli a loro insaputa.
Sono stati così proposti a minori, anche di scuola materna o primaria, libri, strumenti didattici e giochi del progetto“Educare alla diversità”, tanto ambigui ,quanto lesivi del fondamentale diritto dei genitori ad educare i propri figli, che la nostra Costituzione tutela chiaramente. Il tutto a spese di noi cittadini. “

Ho riportato  questo stralcio perchè si rivolge direttamente ai genitori, e quindi ai cittadini tutti.

No,  probabilmente sono solo falsi allarmi: alla fine il buon senso prevarrà, gli addetti ai lavori e le stesse famiglie verranno informate e adeguatamente   preparate sul cambiamento  necessario, da non confondersi con il cambiamento  imposto e non motivato. In Italia non accadrà quello che sta accadendo altrove.

La banalità del male  non ci colpirà ancora, attraverso un sistema formativo di Stato calato dall’alto  che toglierà alle famiglie il diritto di essere  loro le detentrici prime dell’educazione dei loro figli.

Concludo:  sono una semplice cittadina libero pensante. Sono d’accordo sul divorzio, anche se non divorzierei; sono d’accordo sull’aborto, anche se non abortirei; sono d’accordo sulla libertà sessuale, anche se sono etero; sono d’accordo sul testamento biologico, anche se mi auguro una morte dove non ci sarà bisogno di questo travaglio; non sono però d’accordo sulla legittimazione di potere fare tutto  sempre  a qualunque prezzo…

Il libero pensiero, ossia il pensiero democratico, che informa e che si mette in discussione, avrà la meglio sulla dittatura del pensiero unico, dettato dall’emotività e dal superficialismo, da follie private o  pubbliche  che siano, manovrato da interessi di parte e mascherati, da non confondersi con i sentimenti profondi pronti a sfidare tutte le prove e le avversità, come dettato dalle mode piuttosto che dalle opinioni senza fondamento di saperi, prove, sensibilità, credi, informazioni, condizioni, conseguenze, premesse, bisogni, dati e riferimenti.

C’è posto per tutti nel mondo, purchè tutti si abbia rispetto del dovuto.

Semmai, tornando al diritto delle pari opportunità,  sono le procedure previste per le adozioni che vanno completamente riviste e rese effettivamente garantite, a tutti, nessuno escluso.

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