classi multiculturali

Oggi le classi sono multiculturali.

Lo sono per composizione, lo sono per convivenza, lo sono per statuto, lo sono per necessità, e infine lo sono a causa di quel fenomeno che va sotto il nome di globalizzazione.

Lentamente, ma non troppo,  il mondo della scuola  ha dovuto adeguarsi, reagire, programmarsi e organizzarsi di fronte questo dato di fatto.

Paesi dell’Africa del nord, ma anche del centro;  paesi dell’America latina; paesi del centro Asia; e paesi dell’est  europeo;  sono queste per lo più le provenienze che vanno a costellare questo variegato universo.

Essendo la scuola un mondo preposto all’educazione e alla formazione, essa cerca per elezione di accogliere tutti, di integrare tutti, di prendere il meglio dalle situazioni più imprevedibili e sconosciute, e lo fa con tutte la sua buona fede e buona propensione.

Poi c’è la realtà sociale che viene a deporre il suo seme, dentro questo recinto che si vorrebbe immaginare avulso da tutto quello che lo circonda, mentre così non è.

Ecco la nascita del dramma.

L’obiettivo è sano e meritevole; gli strumenti e gli impegni oggettivi della classe dirigente, un pò meno.

Gli insegnanti e le famiglie sono quei protagonisti che stanno nel centro di una bufera, una bufera furente e impietosa, che aggiunge difficoltà a difficoltà, imprevisti ad imprevisti…

E a pagarne il prezzo in primis ci stanno alla fine proprio i bambini, che è bene che imparino in fretta che non abitano un mondo a loro misura, per cui si chiede loro di diventare  grandi, seguendo l’esempio degli adulti verso cui possono fare riferimento.

Ognuno ne tragga le proprie deduzioni.

 

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