adhd e stranieri

CASO: classe  prima  media,  bambina ipercinetica affetta da sindrome di ADHD con carenze nell’attenzione. Contesto
cittadino, genitori presenti e collaborativi. Classe con elevato numero di studenti stranieri.

DOMANDA: definisci lo stato emozionale della classe. Pensa quali dinamiche emotive possono
nascere e come si può fare per gestirle. Quali dinamiche emotive possono nascere
nell’alunna disabile e come si possono affrontare.

Il disturbo ADHD può avere molteplici ragioni, tra le più varie, e richiede la messa in campo di diversificate strategie, spesso altalenanti, che si interrompono e che poi vengono riprese.
Il fatto è che ci sono due aree problematiche contemporaneamente; l’alunna ipercinetica e una cospicua presenza di stranieri.
L’alunna ipercinetica richiede molta attenzione e molta energia, ma anche il gruppo di alunni stranieri, che può essere estremamente vario e di differente tipologia: stranieri già alfabetizzati? O appena arrivati? O una mescolanza?
Bisogna trasformare la presenza straniera in una fonte di dinamismo e di creativa   interazione all’interno della classe; creare quindi gruppi di lavoro, ben studiati, ovviamente procedendo per tentativi,  dove si venga a garantire   la compresenza di diverse tipologie di apprendimento.
Preparare consegne ben costruite dove si assegnano dei compiti specifici ad ognuno, su misura, ma che poi interagiscono e quindi ricadono sulla formazione di tutti. Utilizzare per esempio testi semplificati o invitare i più attrezzati  a confezionarli, sotto forma di esercizio, potrebbe essere un modo per fare costruire il gruppo a beneficio di tutti i suoi membri e stroncare sul nascere ogni rischio di ghettizzazione.
Esempio, lavorare su ricerche, che interessino, coinvolgano e contestualizzino le diverse culture di provenienza, senza cadere nel facile superficialismo e nella banalità scontata.
Quando si è in un gruppo, la prima regola credo che sia conoscersi per poi accettarsi; così che partendo da un argomento qualunque volto alla reciproca conoscenza, l’alunno più capace in qualche cosa si pone come guida all’alunno che necessita di supporto per quella cosa specifica, senza innescare il meccanismo del più bravo o del meno bravo tra i partecipanti (o del più straniero o meno straniero…)
Si è tutti capaci di qualcosa, solo che c’è chi ci impiega meno tempo e chi ci deve impiegare più tempo nel fare quella cosa specifica.
Il tempo impiegato non deve essere visto come un difetto o un limite.
Il tempo non conta. Conta il risultato.
E’ probabile che all’inizio bisogni spesso riportare i gruppi all’ordine, intervenire per monitorarli e verificarne l’organizzazione, ma poi con il trascorrere delle settimane l’interesse ed il clima collaborativo possono/devono portare i singoli ad autoregolarsi, nonché la stessa bambina adhd potrebbe facilmente trovare occasioni di ridimensionamento e di confronto, oltre che di autocontrollo.

Il disturbo  adhd è tra i più sfiancanti  e faticosi sotto un profilo organizzativo. L’alunno ipercinetico non è autonomo nel senso che non può essere lasciato a se stesso, quindi va affiancato o a un gruppo, o direttamente a un responsabile specifico, o a un surrogato  di detto profilo,  o a più cose contemporaneamente. La presenza della famiglia deve diventare occasione di collaborazione proficua; bisogna utilizzare il tempo casa come una perfettibile/migliorabile  continuazione del tempo scuola, fare in modo che non ci sia nessun particolare strappo tra quello che in classe gli insegnanti cercano di trasmettere o di far emergere.
Il cooperative learning, oltre che il meaningful learning che fa ampio uso del computer visto come attrezzo multifunzionale, sono strumenti di insegnamento moderno, dinamico, aperto e collaborativo, che piacciono ai ragazzi che si sentono in tal modo investiti di autorità e di responsabilità.
Potrebbe rendersi non solo necessaria  ma insostituibile la presenza specifica di un educatore, di un sostegno, di un progetto stabilito ad hoc, che va sempre visto come una risorsa per tutta la classe e per tutta la scuola.
Verifiche programmate del tutto intese in un’ottica costruttiva potrebbero rendere visibile il miglioramento progressivo o rendere palesi le carenze su cui insistere.

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